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Comune di Piacenza: scontro aperto sul bando per il direttore dei Musei civici

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Uno scorcio di palazzo Farnese, sede dei Musei civici di Piacenza

Comune di Piacenza: scontro aperto sul bando per il nuovo direttore scientifico dei Musei civici. E le cose si complicano non poco. Al punto che adesso c’è chi chiede ufficialmente l’annullamento della selezione pubblica. Ma andiamo con ordine e vediamo che cosa è successo dalle parti di palazzo Mercanti questa settimana.

L’attacco di Papamarenghi

Il caso scoppia durante il Consiglio comunale di lunedì scorso. A sollevarlo, Jonathan Papamarenghi. L’ex assessore alla Cultura, oggi seduto tra i banchi dell’opposizione in quota alla civica Barbieri-Liberi, non va tanto per il sottile. Il bando, dice in aula, è di quelli tagliati su misura. Insomma, avrebbe già un vincitore in partenza. E fa un nome. Si tratterebbe di Fabio Obertelli, giovane storico dell’arte, candidato alle scorse Comunali per Piacenza Oltre, lista che sostiene il sindaco Katia Tarasconi e conta due consiglieri, Caterina Pagani e Gian Luca Ceccarelli.

Di Obertelli si era parlato anche come possibile assessore alla Cultura. Quindi per Papamarenghi tutto torna. Ferme restando le qualità di Obertelli che non sono in discussione, da allora ci sarebbe un debito politico da saldare con Piacenza Oltre che tra l’altro non conta esponenti in giunta.

Papamarenghi contesta anche il bando alla radice. Soprattutto perché ciò che consente la selezione esterna (ex articolo 110 del decreto legislativo 267/2000) è il presupposto che tra i dipendenti del Comune non ci siano figure adeguate per ricoprire il ruolo di direttore. Cosa che l’ex assessore non ritiene possibile. Poi si sofferma sulle lauree richieste per partecipare al bando: un novero troppo ristretto, aggiunge Papamarenghi; come i tempi per presentare la domanda di soli 15 giorni, o l’immediata disponibilità richiesta al vincitore, adombrando addirittura l’ipotesi del falso in atto pubblico.

Le risposte di Pagani e Fiazza

Sono affermazioni molto pesanti, che in aula scatenano la reazione di Caterina Pagani. La consigliera di Piacenza Oltre rimanda al mittente le insinuazioni, visto che era stata chiamata in causa direttamente da Papamarenghi, assicurando che farà tutte le verifiche del caso sul bando in questione.

Prende la parola anche Christian Fiazza. L’assessore alla Cultura del Pd risponde per le rime al suo predecessore. Così si alimenta un clima di sospetto, l’organo politico non è entrato nella stesura tecnica del bando; l’amministrazione Tarasconi è trasparente e ha la coscienza pulita. Se Papamarenghi la pensa diversamente, si rivolga alla Procura della Repubblica, conclude Fiazza.

Parla Canessa

Secondo puntata della vicenda tre giorni dopo. Giovedì conferenza stampa sui nuovi bandi per 42 assunzioni a palazzo Mercanti. Presenti il vicesindaco Marco Perini, il direttore generale Luca Canessa e la dirigente Barbara Rampini. Sollecitato sulle dichiarazioni di Papamarenghi, che lo chiamano direttamente in causa, Canessa risponde serafico. Ed evita in tutti i modi di entrare in polemica col consigliere comunale, presente anche alla conferenza stampa.

È giusto che in aula un consigliere dica quello che pensa, afferma il direttore generale. Ma questo bando è del tutto regolare. Procedure ed atti sono corretti rispetto alle normative vigenti, e consentono un’ampia partecipazione alla selezione. Ciò che serve al Comune è un funzionario di notevole esperienza, con un contratto a termine della durata dell’amministrazione Tarasconi. Una figura che però non è presente tra i dipendenti comunali, sottolinea Canessa, ricordando che è stata fatta un’apposita verifica con i colleghi; e anche con chi rivestiva quel ruolo fino a poco prima, di fatto chiamando in causa Antonella Gigli (ma senza nominarla), dirigente dei musei appena andata in pensione.

La lettera di Libelli  

Caso chiuso? Nemmeno per sogno. Terza puntata: indirizzata al sindaco e al direttore generale, ieri arriva una lettera firmata da Maurizio Libelli, segretario provinciale del sindacato Confsal. Nella missiva si evidenzia come “non risponde al vero” il presupposto che “a detta del dirigente proponente” giustifica il bando indetto dal Comune. E cioè “che all’interno non ci siano professionalità per ricoprire il ruolo messo a concorso”.

Guarda caso Libelli è un dipendente comunale coinvolto personalmente nella vicenda. Specifica infatti che lui “da quasi due anni è stato chiamato con incarico part time al Servizio Cultura e Musei in funzione dei numerosi progetti in carico allo stesso, proprio perché in possesso di quei requisiti oggi richiesti nel bando”. Non basta, “la suddetta nomina dirigenziale è stata prodotta dallo stesso dirigente (Rampini, ndr) che oggi produce la selezione per l’affidamento dell’incarico de quo, sostenuta dalla mancanza di professionalità all’interno. Pertanto alla luce di quanto sopra, si chiede l’annullamento in autotutela del bando”. Con Libelli che “si riserva ogni ed eventuale occorrenda azione”.

Alla prossima puntata

Se desta qualche dubbio il doppio ruolo di Libelli, che da responsabile sindacale chiede la tutela di se stesso, resta il fatto che le sue gravi affermazioni messe nero su bianco confermerebbero quanto sostenuto da Papamarenghi in Consiglio comunale lunedì scorso. Adesso la palla torna al sindaco Tarasconi e al direttore generale Canessa. Revocheranno il bando, che scade il 12 aprile, oppure proseguiranno nella selezione? Difficile fare previsioni. Possiamo solo restare in attesa della quarta puntata, che probabilmente non sarà l’ultima di questa spinosa vicenda.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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