Piacenza

Consiglio comunale di Piacenza: a chi non è piaciuto il fischio d’inizio di palazzo Mercanti

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Katia Tarasconi e Paola Gazzolo (foto Del Papa)

Consiglio comunale di Piacenza: come previsto l’esponente del Pd Paola Gazzolo è la nuova presidente dell’aula di palazzo Mercanti. La cronaca della prima seduta racconta che la sua elezione è stata preceduta da qualche critica sulla mancata condivisione della candidatura. Lo spunto era arrivato anche da Piacenza Oltre, lista civica della maggioranza di centrosinistra, che nei giorni scorsi aveva proposto di dare la presidenza alle opposizioni. Palla al balzo colta dalla minoranza di sinistra, con Stefano Cugini, leader di Alternativa per Piacenza, che ieri in aula ha rilanciato, indicando il nome di Patrizia Barbieri; ma l’ex sindaco di centrodestra ha subito rifiutato la candidatura trasversale con un secco “non mi interessa”.

Sul filo di lana

In aula erano presenti 29 consiglieri (17 di maggioranza e 12 di minoranza) sul plenum di 32, oltre al sindaco Katia Tarasconi. Con 30 voti disponibili Gazzolo è stata eletta con 18 consensi, uno in più della maggioranza assoluta necessaria alla prima chiamata, presieduta dal consigliere anziano Massimo Trespidi. Tra i voti a suo favore, solo quelli dei consiglieri della maggioranza e del sindaco; con il placet della stessa Gazzolo che si è auto-votata (della serie non si sa mai…) e il consenso altrettanto determinate della consigliera di Piacenza Oltre, Caterina Pagani (assente il collega Gianluca Ceccarelli); un voto che ha dimostrato nei fatti la fine dei mal di pancia della sua lista civica dopo l’esclusione dalla Giunta, con il pieno rientro di Piacenza Oltre tra le fila della maggioranza.

Colpo di spugna

La vicepresidenza, che per lo Statuto comunale spetta alla minoranza, è stata assegnata a Gloria Zanardi di Fratelli d’Italia (lei non si è auto-votata, ha detto in aula, “per una questione di stile”, dando la prima stoccata alla nuova presidente appena eletta). Zanardi, proposta dalla nuova capogruppo di FdI Sara Soresi, ha raggiunto i 17 voti necessari grazie a quelli di 6 consiglieri della maggioranza; da segnalare i consensi a suo favore anche del sindaco Tarasconi e della stessa presidente Gazzolo. Voti che dopo il caso Caruso riportano un’esponente di FdI nell’ufficio di presidenza del Consiglio comunale.

Il ritorno di Sforza 

Per il resto, il dibattito ha riservato qualche altra sorpresa. C’era attesa per esempio per le prime parole di Corrado Sforza Fogliani, tornato in Consiglio comunale dopo 24 anni. Il leader dei Liberali piacentini ha subito sottolineato quale sarà la sua linea di comportamento, basata su indipendenza e autonomia di giudizio. “Per me non esistono maggioranza e opposizione. Voterò di volta in volta ogni singolo atto secondo il mio pensiero”, ha dichiarato Sforza.

Barbieri e i poteri forti

Poi riflettori soprattutto sull’ex sindaco Patrizia Barbieri. L’esponente principale del centrodestra, dopo le frasi di rito del tipo faremo “un’opposizione responsabile, con spirito collaborativo”, ha ribadito i successi della sua gestione. “Abbiamo ottenuto più di 90 milioni di euro dal Pnrr, garantito un avanzo, gestito il Covid”. Ma ahimè non è bastato. E i piacentini hanno deciso di voltare pagina.

Dai banchi della minoranza Barbieri così ha invitato il nuovo sindaco a non distruggere “il lavoro fatto”, sollecitandola per prima cosa di proseguire l’iter sul parco delle Pertite. Poi, ecco il nuovo ospedale: “È ora di fare chiarezza sull’area”, che Tarasconi vuole in altro luogo. “Lì si gioca il futuro e la sanità di Piacenza”, ha detto l’ex prima cittadina.

In più, excusatio non petita, Barbieri ha ribadito che la sua amministrazione di centrodestra non ha avuto rapporti con “i poteri forti”, come se un sindaco non lo sia di per sé; e soprattutto senza spiegare nei fatti quali siano questi poteri forti. Probabilmente pensa che con loro invece stia andando a braccetto Katia Tarasconi. Una lettura che ha sollecitato tra l’altro il commento ironico di Sforza “Ce ne fossero di poteri forti, si sarebbero visti per difendere il cartello autostradale di Piacenza Nord…”.

Rabuffi all’attacco

Se poi c’era qualche dubbio anche sulle tensioni a sinistra, ci ha pensato a cancellarlo Luigi Rabuffi. Il consigliere di ApP che affianca Cugini, in alcuni passaggi del suo intervento non è andato tanto per il sottile. E in merito ai giochi di maggioranza, ha parlato di “interessi personali e familiari che riguardano la Giunta, letti sui social”. Con la speranza “che vengano allontanati dai fatti”.

A seguire ecco un altro affondo, con l’invito di Rabuffi alla prima cittadina perché dia “una risposta ai 518 piacentini che hanno sottoscritto una petizione contro il dehor di piazzetta Plebiscito”, appendice del ristorante Twin Fish, la cui proprietà pare vicina alla famiglia Tarasconi; ricordando altresì che “il sindaco ha pure diffidato una delle firmatarie”.

L’insofferenza del sindaco

Come ha reagito il sindaco alla lunga liturgia del primo Consiglio comunale, dopo una serie di interventi che sono andati ben al di là di quanto previsto dall’ordine del giorno? Con una certa insofferenza. Dopo aver promesso che a tempo debito risponderà a tutte le questioni poste dai consiglieri, ha detto: “In sette anni da consigliera regionale sono intervenuta parlando solo dei temi in oggetto, e se avevo qualcosa da dire. Questo è stato il mio modo di interpretare il ruolo”.

Oggi, ha concluso la prima cittadina, “in quest’aula, si è parlato di tante cose. Guardate il pubblico: l’aula all’inizio era piena, alle 19.37 è vuota. Ho visto smarrimento nei volti dei consiglieri comunali che sono alla prima esperienza. È normale che ci sia una liturgia politica, ma i cittadini si aspettano di vedere anche i fatti”.
Non c’è che dire, il lungo fischio d’inizio a palazzo Mercanti non è proprio piaciuto a Katia Tarasconi. E chissà che il sindaco non proponga qualche cambiamento nella futura gestione dell’aula.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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