Consorzio di Bonfica: mentre Piacenza piange il presidente Fausto Zermani, si parla già della sua successione a costo di apparire indelicati. L’imprenditore agricolo, prematuramente scomparso a 51 anni, era alla guida dell’Ente dal 2006. Prima come presidente del Consorzio di Bonifica Bacini Tidone e Trebbia; poi di quello dell’intera provincia dopo l’unificazione con il Consorzio Bacini di Levante.
Zermani era un vero leader, racconta chi l’ha conosciuto bene. E come tutti i leader era amato senza remore da chi lo apprezzava e criticato a fondo dai suoi detrattori. Così per molti l’imprenditore di Mortizza, cresciuto nella Coldiretti, era un faro lungimirante e appassionato; tanto da aver trasformato l’Ente piacentino in un modello, come ha sottolineato anche Angela Zerga, direttore generale del Consorzio di Bonifica. E con numeri di tutto rispetto: 10 milioni di euro annui di contribuzione da parte dei consorziati, 19 milioni di contributi provenienti da finanziamenti di terzi (Regione, Governo, Unione europea) e un’ottantina di dipendenti.
Per i suoi avversari Zermani negli anni era diventato invece il padre padrone del Consorzio di Bonifica, in una sovrapposizione tra la sua lunga presidenza e il Consorzio stesso. Insomma, Zermani era il Consorzio e il Consorzio era Zermani. E tutto si giocava nelle mani di quest’uomo intelligente, risoluto e capace, che aveva tessuto relazioni a tutti i livelli, trasformando l’Ente piacentino in un centro di potere sempre più importante e non solo sul territorio provinciale.
Tempi stretti
La partita per prendere il posto di Zermani, secondo diversi osservatori, si è già aperta. Una partita complessa e dai tempi stretti. Lo statuto del Consorzio prevede infatti che la sostituzione del presidente avvenga nel giro di un mese (articolo 38). Il compito è affidato al Consiglio di amministrazione dell’ente, attualmente composto da 25 membri. Il Cda deve sceglierlo tra uno dei suoi consiglieri. E il nuovo presidente va eletto a maggioranza assoluta dei componenti del Cda.
Ma c’è di più. Sulla scelta del nuovo presidente pesa come un macigno anche il fatto che l’incarico durerà solo un paio di mesi, perché entro fine anno è prevista l’elezione del nuovo Consiglio di amministrazione del Consorzio di Bonifica. Quindi il presidente che andrà scelto entro i primi dieci giorni di ottobre sarà tale fino alle elezioni di dicembre. Nel frattempo continuerà ad essere affiancato nel Comitato amministrativo dai due vicepresidenti del Cda, che attualmente sono Alberto Bottazzi (espressione di Libera associazione artigiani) e Paolo Calandri (Upa Federimpresa-Confartigianato), e dai consiglieri Giampietro Cremonesi (Coldiretti) e Stefano Riva (Confindustria).
Che presidente?
Il valore strategico di questa nomina riguarda soprattutto le tre associazioni del mondo agricolo piacentino (Coldiretti, Confagricoltura e Cia) che sono al centro dei giochi per individuare un candidato che ottenga almeno i 13 voti necessari del Consiglio. Vedremo specialmente che cosa succederà in Coldiretti. Quest’ultima esprimeva Zermani e oggi è divisa al suo interno, dopo la bocciatura nell’aprile scorso del progetto di fusione del Consorzio Agrario Terrepadane con altre realtà del settore.
Se è indubbio quindi che la prima mossa su questa successione nel Consorzio di Bonifica spetti a Coldiretti, non sarà facile decidere che caratteristiche dovrà avere il nuovo candidato: solo un presidente traghettatore o una figura su cui puntare guardando anche alle prossime elezioni di dicembre?
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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