Il Consorzio di Bonifica di Piacenza ha inaugurato oggi tre laghi ad uso irriguo: Moronasco e Molinazzo (Alseno), e Caolzio (Castell’Arquato). I nuovi invasi entrano a far parte dell’articolato sistema del distretto della Val d’Arda. L’iniziativa, che ha visto la visita ai tre laghi cui è seguita una tavola rotonda nel Palazzo del Podestà di Castell’Arquato, si è svolta in collaborazione con Anbi e ha avuto il patrocinio anche del Comune di Alseno.
Le caratteristiche
I laghi sono stati realizzati grazie al finanziamento del ministero delle Infrastrutture con fondi Pnrr pari a 12.863.310 euro, spiega una nota del Consorzio. La capacità complessiva di invaso è di 436.200 metri cubi: 100.200 mc per Caolzio, 133.000 mc per Moronasco, 203.000 mc per Molinazzo. La funzione che svolgono è strategica nella gestione della risorsa idrica: sono sottesi alla diga di Mignano (Vernasca) e si riempiono e si svuotano a gravità, incrementando la disponibilità della risorsa idrica e consentendo di recuperare acqua durante la pratica distributiva. Lo stoccaggio diffuso sul territorio permette anche di colmare i gap che possono crearsi tra erogazione e consegna della risorsa. Il tutto senza ricorrere a impianti di sollevamento elettromeccanico dell’acqua.
Bisi: investimento strategico
“I tre nuovi laghi rappresentano un investimento strategico per il territorio”, ha affermato durante la tavola rotonda Luigi Bisi, presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza. “Il loro valore non sta soltanto nella capacità di stoccaggio, ma soprattutto nella possibilità di gestire meglio la risorsa, rendendo più efficiente l’intero sistema irriguo. L’abbiamo verificato concretamente proprio in questa stagione, particolarmente difficile sotto il profilo della disponibilità idrica. Si tratta di opere a fecondità ripetuta, destinate a rimanere al servizio del territorio per generazioni”.
Mammi: territorio più sicuro
Per Alessio Mammi, assessore all’Agricoltura e Agroalimentare, Caccia e Pesca, Rapporti con la Ue della Regione Emilia-Romagna, “in una fase storica gravata dal surriscaldamento globale e dai cambiamenti climatici abbiamo bisogno di invasare l’acqua quando c’è, per poi utilizzarla nei momenti in cui serve per le produzioni agricole e alimentari”. Risparmiare l’acqua, ha sottolineato, “significa rendere il territorio più sicuro. L’acqua è vita, garantisce le produzioni e di conseguenza gli approvvigionamenti di cibo”.
Questi interventi, ha aggiunto Mammi, “dimostrano la capacità realizzativa del Consorzio di bonifica di Piacenza, che ringrazio. Sono tanti gli interventi che stiamo realizzando sul territorio dell’Emilia-Romagna: abbiamo in cantiere e prossime alla realizzazione un miliardo di nuove opere per migliorare la resilienza dei nostri territori, progetti per prevenire il dissesto, e altri per l’uso consapevole dell’acqua a sostegno del mondo agricolo, come il bando promosso da 20 milioni per la realizzazione di invasi irrigui consortili”.
Vincenzi: investire nel piano invasi
Il presidente di Anbi e di Anbi Emilia-Romagna, Francesco Vincenzi, ha affermato: “Queste opere dimostrano ancora una volta la capacità dei Consorzi di Bonifica di realizzare infrastrutture al servizio dei territori nei tempi e nei modi dettati da quegli investimenti. Ma soprattutto ci ricordano che, di fronte ai cambiamenti climatici, non basta parlare di mitigazione: dobbiamo investire nell’adattamento. E queste opere fanno parte proprio di quel piano di adattamento che è necessario per dare risposte concrete ai territori, ai cittadini e agli agricoltori”.
In questo quadro, ha concluso Vincenzi, “quello che noi chiediamo oggi è mettere l’attenzione del Paese sul fatto che l’emergenza idrica non si risolve nel momento dell’emergenza, ma nel momento di pace. Proprio per questo rilanciamo sia a livello nazionale, ma anche e soprattutto a livello europeo, un piano invasi che ci permetta di trattenere maggiore quantità di acqua per distribuirla nei momenti di necessità”.
Sckokai: preservare il valore dell’acqua
Il direttore del Dipartimento di Economia Agroalimentare dell’Università Cattolica di Piacenza, Paolo Sckokai, ha commentato: “Il valore dell’acqua va ben al di là del dato economico; è una risorsa che ha un valore paesaggistico, ambientale e di prevenzione del dissesto idrogeologico. Oggi le infrastrutture che abbiamo visto hanno un obiettivo importantissimo: migliorare l’efficienza dell’uso dell’acqua, ridurre gli sprechi, conservando una risorsa che può essere utilizzata in modo efficiente anche in stagioni dure come quella che abbiamo avuto questa estate. Basti pensare al pomodoro piacentino: la filiera, fino al prodotto finito, vale all’incirca 800 milioni di euro, ma senza acqua non ci sarebbe”.
Il distretto irriguo della Val d’Arda
I nuovi laghi, prosegue la nota consortile, s’inseriscono nel distretto della Val d’Arda, situato nella pianura est della provincia di Piacenza con superficie complessiva di circa 14.000 ettari. Lo schema irriguo è composto dalla diga di Mignano (Vernasca), dal torrente Arda che per circa 11 km funge da adduttore delle acque derivate, dalla traversa di regolazione di Castell’Arquato da cui dipartono i due canali principali in destra e sinistra Arda che alimentano i rispettivi distretti.
I due canali principali hanno uno sviluppo complessivo di quasi 23 Km. Il canale principale di sinistra insiste sul tracciato dell’antico “Rivo Sforzesco” scavato fra il XIV ed il XV secolo per uso irriguo e molitorio, funzioni entrambe tuttora espletate. Dai due canali principali si diramano le reti secondarie e terziarie di distribuzione. Nel complesso la lunghezza delle canalizzazioni è pari a circa 380 Km. Al fine di efficientare il sistema irriguo Arda, oltre ai tre laghi irrigui (Molinazzo, Moronasco e Caolzio), è stata realizzata una condotta di 20 km che parte da Castell’Arquato, passa a Fiorenzuola e giunge ad Alseno. A completamento sono state installate 38 stazioni di telecontrollo distribuite nei nodi idraulici principali della rete irrigua e di scolo, conclude la nota del Consorzio di Bonifica di Piacenza.







