Opinioni

Conte, la Merkel e l’Europa dei campi di battaglia

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Conte e la battaglia di Bruxelles. Mentre trattano sugli aiuti per cercare di salvare (e rilanciare) l’Europa colpita dall’epidemia di Covid, il nostro premier, la Merkel, Sánchez e Macron sanno o pensano cosa rappresentano ogni volta che si tendono i gomiti in quella sorta di impacciato simulacro di stretta di mano?

Il sangue della Storia

Ogni volta io non vedo Macron che ammicca alla Merkel, ma la Francia che sorride alla Germania. E dietro ci vedo Bismarck e Napoleone III a Sedan, la strage del Cammino delle dame della Prima guerra mondiale e Hitler che ammira la torre Eiffel nella Parigi occupata dalla Wehrmacht. Dietro Sánchez che saluta il premier olandese Rutte vedo Filippo II che massacra gli olandesi e assedia le loro fortezze.

Se l’odierna guerra tra Italia e Olanda sui recovery fund non ha precedenti storici, pure Alessandro Farnese ha combattuto tutta la vita nei Paesi bassi agli ordini della Spagna. E dietro i sorrisi forzati tra Conte e il premier austriaco Kurz non ci sarà l’ombra di Caporetto?

L’Europa chiamata oggi a trovare una voce comune di fronte alla maggiore calamità dal Secondo conflitto mondiale può dimenticare da dove viene? Dai massacri di Cesare in Gallia ai massacri dei Sassoni da parte di Carlo Magno via via alle guerre di religione, alle guerre dei cent’anni e dei trent’anni che hanno devastato il continente ogni secolo degli ultimi duemila anni.

Per tornare nella situazione di pace che caratterizza gli ultimi 70 anni dobbiamo per forza risalire alla pax augustea, appunto duemila anni fa. Ce la faranno a trovare un accordo, questi eredi di Napoleone, Bismarck, Cavour e del Re Sole, di Barbarossa e di Carlo V?

Bando ai pregiudizi

Il nodo, se lo vogliamo vedere senza pregiudizi, è addirittura ridicolo… Conte pretende che l’Europa presti i soldi non solo a fondo perduto e senza alcuna condizione, ma senza neppure pretendere di sapere come saranno spesi. Provi Conte ad andare in una qualsiasi banca italiana a dire la stessa cosa e vedere come sarebbe accolto.

Altro sarebbe un dibattito sull’utilizzo dei fondi: non accetteremmo che l’Olanda, che ha un Pil pari al 25% di quello italiano, che è una sorta di paradiso fiscale e che – lo abbiamo appreso in questi giorni – ha anche un incredibile e assurdo sconto sui contributi che annualmente versa all’Europa, mettesse in discussione la nostra quota 100. Ma se dicesse “meglio investire nelle reti telematiche che nel ponte sullo stretto di Messina”, si potrebbe anche prestarle attenzione.

Nelle mani di Frau Merkel

Come finirà? Il primo round è finito zero a zero, ma era ovvio che in prima battuta ognuno sarebbe rimasto sulla propria posizione. La nostra fortuna è che la Merkel ha la presidenza di turno, che è l’esponente più autorevole, con maggior peso specifico e di maggior esperienza. Dicono anche che sia un’esperta di lunghe trattative, che non senta la fatica ed è capace di lavorare per un tempo indeterminato, e che ha fiaccato tempre ben più solide di Conte e Rutte

Sembra anche che stavolta sia dalla nostra parte, contro i “Paesi frugali” che hanno l’Olanda come capofila. E ha certamente capito che se l’Europa non troverà un accordo, potrebbe essere la fine dell’Unione.
Potrebbe anche finire con un rinvio: una Merkel che getta la spugna non è mai stato all’ordine del giorno. Magari la trattativa riprenderà il mese prossimo o in settembre, ma siamo convinti che a un accordo si arriverà per forza. Anche se non proprio quello gradito da Conte.

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Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

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