Conte: quanto vale il premier sul piano elettorale? Al botteghino del voto anticipato c’è già chi scommette su un rotondo 10%. E questo sarebbe uno dei motivi che spiegherebbe gli ultimi giorni passati a contare gli stracci che volano tra Lega e 5 Stelle.
Se si andasse al voto anticipato dopo quello europeo del 26 maggio, una lista Conte collegata al Movimento 5 Stelle e rivolta all’elettorato moderato, in particolare del sud, andrebbe di traverso alla Lega che senza Forza Italia punta proprio alla conquista del voto centrista e del Mezzogiorno. L’ultimo sondaggio Ipsos per il Corriere della sera oltretutto dà Conte al vertice del gradimento degli italiani (53%). Salvini e Di Maio invece sono rispettivamente al 48 e al 32%.
Il capo della Lega così vede un nuovo avversario che si staglia all’orizzonte ben più pericoloso di Di Maio. A maggior ragione dopo la decisione di Conte sul caso Siri, quando il premier a bruciapelo di fatto ha licenziato il sottosegretario indagato per corruzione, annunciando che ne chiederà le dimissioni nel prossimo Consiglio dei ministri di mercoledì 8 maggio.
È finita?
L’uscita dal sapore etico del premier ha mandato Salvini su tutte le furie. Un attacco in piena regola, che ha rivelato definitivamente come sul piano politico Conte stia cercando di emergere in modo sempre più autonomo. Tanto che il leader del Carroccio – oltre al fatidico “è finita” sul futuro del governo – parlando del premier avrebbe detto ai suoi “è semplice, non ha più la mia fiducia”.
L’appuntamento di mercoledì prossimo così si preannuncia pepatissimo. La Lega su Siri resiste. Con Salvini che dichiara sempre al Corriere: “Dimissioni? Serve un rinvio a giudizio; senza quello ci sono rischi per la democrazia”.
Intanto Di Maio attacca: “Tutto questo per una poltrona?”, fregandosi le mani per aver messo Salvini in scacco sul futuro del governo Conte. E questo grazie alla nuova strategia del Movimento, basata sul ribattere colpo su colpo a qualsiasi uscita del leader del Carroccio.
Conte nel mirino
Tutto dipenderà dunque dalle decisioni di Salvini. Cedendo oggi su Siri, dopo una sonante vittoria alle Europee, la Lega potrebbe proporre non solo un rimpasto, ma addirittura un nuovo esecutivo. E tra gli obiettivi principali ci sarebbe proprio quello di bloccare l’ascesa politica di Conte: via da Palazzo Chigi per approdare alla Farnesina come nuovo ministro degli Esteri, con Salvini premier al suo posto.
Per il Movimento però sarebbe una proposta inaccettabile, anche dopo una batosta alle Europee. E in mancanza di un nuovo esecutivo 5Stelle-Pd, la crisi aprirebbe alle elezioni anticipate. Salvini, in questo caso, avrebbe un vantaggio non indifferente, girando a suo favore il sì alle dimissioni di Siri. Stavolta potrebbe dire che Conte (e Di Maio) non hanno accettato il nuovo accordo giallo-verde proprio per una questione legata alle loro di poltrone, attaccando frontalmente “l’avvocato degli italiani” in un infuocato duello elettorale.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
- Giovanni Volpi
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