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Coronavirus: sempre più positivi tra i giovani e i contagi saliranno al Centro-Sud

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Coronavirus: sempre più positivi tra i giovani e i casi saliranno al Centro-sud. “Negli ultimi 7 giorni l’età dei pazienti in terapia intensiva si sta terribilmente abbassando”, ha detto Ivano Riva, anestesista rianimatore dell’ospedale di Bergamo, intervistato da Corrado Formigli durante Piazzapulita, su La7.

“Nell’arco di due ore sistematicamente ogni giorno, andiamo incontro a diverse intubazioni orotracheali, perché sono pazienti che arrivano in pronto soccorso già compromessi”, spiega il medico. “Oppure abbiamo decine di pazienti positivi ricoverati in ospedale che peggiorano. Vanno incontro a un’insufficienza respiratoria e siamo costretti a procedere all’intubazione per poterli poi ventilare con il ventilatore automatico e quindi cercare di salvarli”.

Coronavirus, tutti nel mirino

È un immagine che sembra romanzesca, prosegue Riva, “ma in realtà è così. Ogni giorno abbiamo arrivi di pazienti e continui peggioramenti di pazienti. E la cosa preoccupante è che ultimamente l’età media dei pazienti che giungono critici in terapia intensiva si sta drammaticamente abbassando”.

Di quanto? “Abbiamo purtroppo pazienti sani, senza patologie, di 30, 40, 50 anni che vengono intubati e ricoverati. Quindi bisogna dire chiaramente che il coronavirus, purtroppo, attacca tutte le età. Non c’è più una limitazione e può dare polmoniti interstiziali gravissime a qualsiasi età”.

Più tempo in terapia intensiva

Poi Riva sottolinea un altro grave problema che si sta affrontando negli ospedali: la maggior durata della degenza in terapia intensiva per chi ha contratto il coronavirus. “È molto più prolungata rispetto a una polmonite ‘classica”,anche batterica. Da 7 giorni di degenza media, qui arriviamo a pazienti intubati anche per 20-21 giorni”. Infine, l’anestesista rianimatore conclude con un appello alla responsabilità. Senza se e senza ma, tutti devono seguire tutte le regole e le precauzioni per contenere il contagio.

Coronavirus e Centro-Sud

Insomma, per chi non l’avesse ancora capito, è in corso una vera guerra. “È una guerra di trincea, una guerra lunga. Non è una guerra che si vince con un lampo o con un’azione veloce”, afferma Walter Ricciardi, membro dell’Oms e consigliere del governo, intervistato sempre a Piazzapulita. E “non ci dobbiamo far condizionare da questa crescita, che ci sarà ancora questa settimana e in quella successiva”.

Un momento in cui “probabilmente vedremo un aumento importante nel Centro-Sud”. Perché quello che è successo l’abbiamo visto tutti, “un movimento inconsulto di persone chi si sono spostate dal nord al sud, oltre a una totale sottovalutazione” del coronavirus. Nonostante tutti gli allarmi e le indicazioni fornite alla popolazione, “abbiamo visto scene a Roma, a Napoli di accalcamento di giovani che brindavano e stavano tutti insieme. Oggi questo non c’è più, fortunatamente, perché la maggioranza delle persone l’ha capito”, conclude Ricciardi.

 

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