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Covid-19: Piacenza è sotto controllo come dice Venturi?

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A Piacenza l’unica cosa certa è che i morti per Covid-19 non si fermano e che non si fermano neppure i contagi. Il 27 aprile ha portato altri 10 decessi e 75 nuovi casi positivi. Questi due numeri sui 45 morti e sui 212 casi positivi fatti segnare in tutta la regione, ne rappresentano rispettivamente il 22,2% e il 35,4%.
In totale, Piacenza e provincia contano 841 morti certificati Covid-19, il 24,5% dei 3.431 decessi della regione, e 3.826 casi positivi, il 31,3% dei 12.225 contagiati complessivi. Il tutto con una popolazione di 287mila abitanti, che rappresenta il 6,4% di quella dell’Emilia-Romagna (4,459 milioni).

Venturi fa il pompiere

Di fronte a questi dati il commissario regionale per l’emergenza Coronavirus Sergio Venturi getta acqua sul fuoco, sostenendo che l’aumento dei contagi è dovuto essenzialmente al maggior numero di tamponi degli ultimi giorni. “Dico ai piacentini: siete nella condizione di Reggio-Emilia di 15-20 giorni fa, quando i reggiani si spaventavano fortemente perché avevano circa 150-180 nuovi casi al giorno. Succedeva perché si recuperavano i ritardi, si entrava nelle case protette. La malattia aveva dato più respiro e noi potevamo andare ad aggredire fuori (il virus, ndr). Non preoccupiamoci avevo detto, perché è la maniera migliore per testare e tracciare la malattia, andando a cercare le persone asintomatiche”.

Più tamponi, più contagi

A Piacenza questo si sta facendo sia nelle abitazioni sia nelle Cra (Case di residenza per anziani), ha spiegato Venturi. “L’alto numero dei contagi, torno a ripeterlo, è dovuto al fatto che con i tamponi stiamo raggiungendo sempre più persone asintomatiche. Tengo a precisare che nella provincia di Piacenza non stiamo assistendo ad un aumento dei ricoveri, e questo è un aspetto fondamentale. Ieri, ad esempio, abbiamo fatto quasi 800 tamponi. Stiamo davvero andando ovunque. Oltre a trattare le persone infette con la terapia, stiamo tracciando sempre più persone asintomatiche. Testiamo persone che magari sono positive senza sintomi, ma che fra due giorni dichiareremo clinicamente guarite. Per quanto riguarda i casi odierni a Piacenza (il 27 aprile, ndr), due terzi sono riconducibili a pazienti di case protette. Molte di queste persone sono senza sintomi. Il restante, sono persone domiciliate a casa che non avevano ancora eseguito il tampone. Torno a ripetere: a Piacenza la situazione è sotto controllo”, ha assicurato il commissario regionale.

Piacenza e Reggio

Tutto bene, dunque? Per capirlo partiamo dal paragone tra Piacenza e Reggio-Emilia. Se sui tamponi a Reggio c’era un ritardo 15-20 giorni fa, oggi a Piacenza siamo ancora più in affanno. Un ritardo pesante che sconta le difficoltà per organizzare questi test in modo proficuo. Come dimenticare per esempio i “facciamo il possibile”, con 300 tamponi al giorno che sembravano un limite invalicabile? Per non parlare di tutti i dubbi dell’Azienda sanitaria piacentina sui test dall’auto, che sempre a inizio aprile venivano visti con sufficienza, mentre in altre province, tra cui la stessa Reggio, erano già partiti nella seconda metà di marzo. Adesso finalmente si fanno da qualche giorno anche a Piacenza. E questo basta all’Azienda sanitaria guidata dall’ingegner Baldino per annunciare trionfante che siamo passati da 300 a 1.000 tamponi al giorno, il 20% dell’intera regione, ma per l’appunto con un mese di ritardo.

Poi c’è un altro aspetto tralasciato dal commissario Venturi sul paragone tra le due province. Piacenza rispetto a Reggio sta pagando un prezzo molto più alto all’epidemia di Covid-19. Non dimentichiamo che la provincia di Reggio, con una popolazione di 532mila abitanti, quasi il doppio di quella piacentina, conta 500 morti per Covid-19, quindi 341 decessi in meno, e 4.585 casi positivi, cioè solo 759 contagiati in più.

Infine, il paragone tra Piacenza e Reggio traballa anche per un altro motivo. La prima ha subito un mese di lockdown molto più rigido, unica insieme a Rimini, come stabilito dall’Ordinanza 47 di Bonaccini del 24 marzo. E come sappiamo, a differenza di Rimini, oggi Piacenza continua a subire maggiori restrizioni. Ma nonostante questo sacrificio in più, ha ancora un netto aumento dei contagi.

I conti col passato

Veniamo adesso agli aspetti epidemiologici tratteggiati da Venturi. Come mai questi 75 nuovi contagiati piacentini del 27 aprile sono un problema? Perché sono tanti rispetto ai tamponi effettuati. Rappresentano infatti il 7,3% dei 1.031 refertati dall’Azienda sanitaria; una percentuale che proiettata sull’intera popolazione provinciale, a due mesi dall’inizio dell’epidemia, vale ancora 21mila persone.
Non basta: questi 75 positivi di ieri, così come i 56 del 26 aprile o i 60 del 25 aprile, quante persone hanno incrociato nei 15 giorni precedenti alla scoperta della loro positività anche asintomatica? E quindi, risalendo a questi incontri, quante persone possono aver infettato nel loro periodo di incubazione di questo virus così contagioso?

Calcolando a ritroso anche un solo incontro al giorno per ognuno dei 191 positivi scoperti tra il 25 e il 27 aprile, si arriva a 2.865 persone che potrebbero essere state infettate nelle due settimane precedenti e che quindi dovrebbero essere a loro volta identificate e controllate sulla base dei ricordi dei nostri 191 positivi. Tra loro ci saranno molti anziani delle case di riposo, come ha sottolineato Venturi, e quindi i numeri calano; ma di certo tra questi 191 positivi ci saranno anche persone che oltre a vivere in famiglia sono andate al lavoro o a fare la spesa, e quindi che hanno moltiplicato le potenziali occasioni di contagio. Un conto col passato che vale per tutti i positivi che verranno identificati.

Piacenza maglia nera

Insomma, oltre all’aumento dei morti e dei contagi, abbiamo la certezza dell’ottimismo del commissario Venturi sul fatto che a Piacenza la situazione sia sotto controllo; ma in città e provincia questo non basta. Tanto che adesso è nato un battagliero comitato digitale dal nome emblematico: “Piacenza maglia nera dei contagi”. Su Facebook ha già raccolto più di 1.300 adesioni con lo scopo di ottenere risposte chiare sull’andamento dell’epidemia da Regione, Provincia, Comune e dall’Azienda sanitaria.

https://www.facebook.com/RegioneEmiliaRomagna/videos/524574341559892/

 
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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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