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Covid, la legge del contrappasso: adesso è la Cina a subire la tempesta perfetta

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Covid: non sapremo mai se nei laboratori di Wuhan, dove stavano testando nuovi virus, proprio lui sia sfuggito di mano ai ricercatori cinesi. Pechino ha blindato i suoi laboratori non consentendo l’accesso neppure all’Oms (l’Organizzazione mondiale della sanità, di stretta obbedienza cinese).

Le colpe di Pechino

Resta il fatto indubitabile che il Covid è arrivato dalla Cina, che ha colpevolmente nascosto al resto del mondo la pericolosità della pandemia. Dopo aver consentito (ancora colpevolmente) che il virus mettesse in ginocchio l’intero pianeta, la Cina ha chiuso ermeticamente le sue frontiere e, letteralmente, in casa i suoi cittadini.

Al punto che se un cinese positivo voleva restare isolato a casa sua e non in un ospedale prefabbricato, sulla porta veniva installato un dispositivo che faceva intervenire la polizia se la porta fosse stata aperta.

Dati inattendibili e vaccini inefficaci

La situazione attuale è talmente spaventosa che la Cina ha smesso di fornire i dati sui contagi e, relativamente ai morti, ha annunciato che non contabilizzerà i decessi per Covid di chiunque avesse una comorbilità. Il che significa che, oggi, i dati che provengono dalla Cina sono del tutto inattendibili. Quella che si può definire con un termine abusato come la «tempesta perfetta» deriva da questi fattori: i vaccini cinesi Sinovac e Sinopharm sono molto meno efficaci di quelli occidentali.

L’occidente fornirebbe volentieri i suoi vaccini, ma la Cina non vuol riconoscere la minor efficacia dei propri per una questione di orgoglio nazionale. I vaccini cinesi sono particolarmente inefficaci sulla variante omicron e sulle sue sottovarianti, oggi le più diffuse e le più aggressive. Gli anziani cinesi, i più fragili, hanno risposto malissimo alle campagne vaccinali e così oggi la Cina ha molto pochi cittadini fragili vaccinati (solo il 60% di ultraottantenni).

Le proteste di piazza

Il governo cinese aveva sposato la campagna zerocovid, blindando in casa milioni di cinesi per evitare la diffusione del virus. Tale campagna, durata mesi, si è dovuta arrendere alle proteste di piazza. L’ovvia conseguenza l’abbiamo oggi sotto gli occhi: ospedali presi d’assalto, morti che, secondo alcune stime, potrebbero arrivare alla cifra monstre di un milione, economia in quasi stallo e col 3,5% di aumento del Pil per il 2022, molto lontano dalla doppia cifra degli «anni ruggenti». Altra beffa, si registra in questi giorni l’assalto dei cinesi agli ospedali di Macao, zona autonoma come Hong Kong, dove si distribuiscono i vaccini mRna occidentali.

Gli effetti sull’economia

Dal punto di vista occidentale paradossalmente questa situazione sul Covid è favorevole per due motivi: il sensibile calo della produzione cinese trascina verso il basso il costo dei prodotti energetici, drammaticamente schizzati verso l’alto al momento della ripresa economica dell’ex Celeste Impero. La turbolenza provocata dalla guerra Russo-Ucraina sull’economia mondiale potrebbe indurre Xi Jinping a fare pressione su Putin per raggiungere rapidamente una pace purchessia. E sappiamo bene che oggi Xi è l’unico ad avere il potere di farsi ascoltare dal Cremlino.
(articolo pubblicato su ItaliaOggi)

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Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

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