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Covid, Sisti: agire subito, chiudere la mobilità tra regioni e province

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Piazza Duomo a Milano e, nel riquadro, il medico piacentino Marzio Sisti

Covid, i numeri non lasciano scampo. I nuovi casi riscontrati ieri su scala nazionale sono stati 16.079. Su 104.872 tamponi (test and trace), i positivi si sono attestati al 15,3%. “Numeri enormi, che ormai dimostrano come la diffusione del virus è scappata di mano ed aumenta il numero di persone non testate e non tracciate, nonostante siano soggetti sintomatici o contatti di casi positivi”, scrive in un post su Facebook il medico piacentino Marzio Sisti, specialista in malattie infettive, igiene, epidemiologia e sanità pubblica.

“In numerose Regioni ormai si viaggia su percentuali di positività oltre il 20-30%, valori che vedevamo a marzo”, aggiunge il medico. E anche sul fronte delle vittime, la situazione è in netto peggioramento. Siamo “a 136 decessi, è il numero più alto dal 23 maggio”. A questo punto, è “fondamentale agire subito, soprattutto chiudere la mobilità tra Regioni e tra Province”, conclude Sisti.

COME VA IN ITALIA?Oggi 22 ottobre,, 16079 nuovi casi con una percentuale di positività al 15,3% (su 104872 tamponi…

Pubblicato da Marzio Sisti su Giovedì 22 ottobre 2020

Piacenza peggiora

Anche guardando a Piacenza la situazione si fa più preoccupante. Sempre ieri si sono contati 75 nuovi casi positivi (889 in Emilia-Romagna). Sette sono i ricoverati in terapia intensiva; con un nuovo decesso sui sei riscontrati in regione, che ha portato il numero complessivo delle vittime di Piacenza dall’inizio dell’epidemia a 1.000 morti. Un andamento che tra l’altro ha spinto l’Ausl a chiudere un accordo con la Casa di Cura Sant’Antonino per 80 posti Covid in caso di necessità.

Allarme Lombardia

Ma ciò che allarma di più è la crescita dei contagi nella vicina Lombardia. Ieri la regione ha pesato per più del 25% del dato nazionale con 4.125 nuovi positivi di cui 2.031 nella sola provincia di Milano (917 nel capoluogo). I decessi sono stati 29 e il dato sui ricoverati in terapia intensiva è in netto peggioramento, con altri 22 ricoveri che hanno portato il numero complessivo di questi pazienti a 156 casi.

Rischio shopping

I dati su scala provinciale evidenziano nei territori più vicini a Piacenza un incremento di 79 nuovi casi a Lodi, 70 a Cremona e ben 167 a Pavia. Numeri che sommati a quelli milanesi preoccupano soprattutto guardando ai prossimi weekend. La nuova ordinanza firmata governatore Attilio Fontana stabilisce infatti la chiusura dei grandi negozi e dei centri commerciali nel territorio della Lombardia il sabato e la domenica dal 22 ottobre al 13 novembre. E c’è il rischio che così, senza una misura analoga, vengano presi d’assalto quelli piacentini, con assembramenti che potrebbero favorire un ulteriore aumento dei contagi.

Ancora una volta, come nella primavera scorsa, gli stretti rapporti con la Lombardia, se presi alla leggera, potrebbero quindi costare molto cari al nostro territorio. E vanificare i tanti sacrifici fatti finora per contenere i contagi, portandoci ai livelli epidemici dei nostri vicini. Ecco perché l’appello del dottor Sisti, affinché si chiudano i confini provinciali e regionali, va preso molto sul serio.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

1 commento

  1. Insomma ammazziamo del tutto il sistema Italia, deprimendo la popolazione, per un virus che sta facendo gli stessi morti di una forte influenza stagionale (a proposito, come va l’influenza? Dicono zero casi, possibile?), e circa dieci volte meno morti al giorno di infarti e tumori (i quali continueranno ad essere curati poco e male). Senza contare i suicidi e le patologie psichiatriche, più che raddoppiati. Le cure efficaci per CoV sono praticamente proibite, e durante l’estate non si è fatto niente per prevenire questa situazione. “Andrà tutto bene”, insomma.

    La storia giudicherà chi ha voluto e gestito tutto questo. Noi intanto subiamo.

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