Pil piacentino in leggera crescita nel 2026. La previsione, nell’ordine comunque dello zero virgola, arriva dalle elaborazioni della Camera di commercio dell’Emilia sui dati dell’Osservatorio Prometeia: dopo un 2025 in lieve flessione, quest’anno si dovrebbe registrare una crescita dello 0,4%, con una sostanziale replica (+0,5%) nel 2027.
La crescita più robusta, in termini percentuali, è attesa per l’agricoltura, con un valore aggiunto in aumento di 6,9 punti nel 2026 e un assestamento (+0,6%) l’anno prossimo. L’aumento del Pil settoriale interesserà anche il comparto dei servizi, con previsioni di incremento dello 0,5% quest’anno e dello 0,9% nel 2027, mentre nell’ambito delle costruzioni l’espansione (+2,3%) si limiterà al 2026, visto che per l’anno prossimo la produzione è prevista in calo del 3,1%.
Cella: solidità economica, ma…
“Pur a fronte di un quadro che va complessivamente a evidenziare la solidità dell’economia piacentina e una positiva evoluzione di un comparto importante come quello dei servizi, per il 2026 resta del tutto insoddisfacente la previsione relativa all’industria”, sottolinea il vicepresidente vicario della Camera di commercio dell’Emilia, Filippo Cella. “Se non interverranno elementi che sblocchino la tendenza al ribasso che abbiamo già scontato nel 2025, il Pil di settore dovrebbe scendere dell’1,1%, con un modesto tasso di crescita (+0,2%) anche nel 2027”.
Secondo Cella “i dati complessivi del nostro sistema imprenditoriale restano positivi sia per il Pil che per l’occupazione e le esportazioni, ma è evidente che l’industria continua ad affrontare una situazione difficile, cui è necessario rispondere con provvedimenti specifici quali, ad esempio, quelli finalizzati alla riduzione dei costi energetici. Le stesse esportazioni di prodotti locali vanno sostenute maggiormente, anche con compensazioni che ancora si attendono a seguito dell’aumento dei dazi statunitensi”.
Le valutazioni positive a proposito dell’occupazione nelle imprese piacentine trovano riscontro in previsioni che indicano una crescita dello 0,7% per il 2026. “Un dato non esplosivo, ma importante – evidenzia Cella – soprattutto perché fa seguito ad un aumento molto marcato nel 2025”, con Prometeia che indica un +3,3%.
Disoccupazione ed export
Nonostante le difficoltà che riguardano l’industria, il tasso di disoccupazione è previsto in progressiva riduzione, con il passaggio dal 4,8% (2025) al 4,5% (2026) e poi al 4,2% nel 2027; contemporaneamente è atteso un tasso di attività (occupati su occupabili 14-65 anni) attestato al 78,6% nel 2026, valore di 4 punti al di sopra di quello regionale e addirittura di 10 punti più alto del nazionale. Buone notizie, infine, vengono dalle esportazioni: dopo un 2025 in sofferenza, i flussi verso l’estero sono previsti in aumento del 6,2% nel 2026 e del 6,8% nel 2027.








