Economia

Crotti (Terrepadane): tutti i dubbi sulla fusione in Consorzi Agrari d’Italia

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Marco Crotti: il presidente di Terrepadane prende posizione sull’entrata della realtà piacentina in Consorzi Agrari d’Italia (Cai). Lo fa dopo il no di Confagricoltura. E dopo alcuni giorni di riflessione a seguito della sua partecipazione all’assemblea organizzata dai vertici di Coldiretti per presentare la maxi fusione ai suoi associati nei locali di Piacenza Expo il 4 marzo scorso.

Si è trattato infatti di un primo passaggio cruciale, perché gli iscritti a Coldiretti pesano per il 60-70% sui soci del Consorzio Terrepadane; e quindi, se votassero compatti per la sua entrata in Consorzi Agrari d’Italia, potrebbero deciderne le sorti a scapito dei soci iscritti alla Confagricoltura o ad altre organizzazioni minoritarie come la Cia.

Una partita, quella del passaggio assembleare, da seguire con attenzione e che cambia le carte in tavola rispetto al primo tentativo dell’aprile 2020 di portare la realtà piacentina dentro Consorzi Agrari d’Italia; all’epoca il conferimento era stato proposto con il solo voto in Consiglio di amministrazione di Terrepadane e senza un passaggio in Assemblea. Procedura rigettata dal Cda piacentino per questo motivo, provocando una frattura in Coldiretti.

E da questo aspetto partono le valutazioni di Crotti (nella foto), in sella fino al prossimo bilancio da approvare tra maggio e giugno, e che non ha ancora sciolto le riserve su una sua ricandidatura. Tenendo conto che eventualmente potrebbe essere proprio il nuovo Consiglio d’amministrazione di Terrepadane, che si eleggerà nella tarda primavera, a proporre all’Assemblea dei soci il discusso passaggio in Consorzi Agrari d’Italia.

 “La prima considerazione che emerge, avendo ascoltato i contenuti proposti dall’assemblea di Coldiretti, riguarda la correttezza della decisione assunta dal nostro Consiglio la scorsa primavera, quando decidemmo di non aderire al progetto Consorzi agrari d’Italia”, afferma il presidente nel comunicato diffuso dal Consorzio Agrario Terrepadane. “Oggi, viene proposta una formula diversa: una percorso deliberativo che deve passare per le Assemblee e non per i Consigli di amministrazione (come invece veniva proposto la scorsa primavera)”.

Poche informazioni

Tuttavia, secondo Crotti, “sul progetto sappiamo ancora poco: i lavori di giovedì scorso hanno offerto solo contenuti tecnici (proprio da uno di questi è emerso chiaramente come la delibera che ci era stata proposta non fosse corretta); ma senza un vero confronto economico e politico sui reali benefici per il nostro territorio (confronto tra l’altro, reso impossibile dal fatto che i dirigenti non erano presenti all’incontro, al quale sono invece intervenuti solo funzionari e consulenti)”.

Insomma, non è ancora chiaro “quale sia l’ossatura del progetto: piano industriale, assetto organizzativo non sono ancora sul tavolo”. Il presidente piacentino chiarisce però anche che il Consorzio da lui guidato “è da sempre favorevole ai progetti di integrazione e di cooperazione con altre strutture; anzi proprio in questi va ricercata la possibilità di stare sul mercato. Il tutto sempre però nella logica di valorizzare le strutture cooperative e soprattutto di fare l’interesse dei Soci e delle loro aziende”.

Il punto debole

Proprio in questo, sottolinea Crotti, “vediamo il punto debole del progetto Consorzi Agrari d’Italia, che francamente sembra più orientato a logiche riconducibili a operazioni finanziarie, che a quelle che ci devono appartenere, che mettono al centro i Soci e le loro aziende. Non a caso la compagine continua ad essere quella di alcuni mesi fa e mancano nel gruppo realtà significative come il Consorzio agrario del Nord Est”.

Una storia di 120 anni

Infine, il presidente di Terrepadane fa una considerazione sulla storia recente della cooperativa piacentina, che vanta come è noto oltre 120 anni di presenza a supporto dell’agricoltura del nostro territorio. “Il nostro Consorzio c’è ancora, a differenza di altri e gode di ottima salute, con un bilancio in crescita da 13 anni. Si tratta di risultati prestigiosi che non sono certo dovuti alla fortuna, ma che vanno ricercati in scelte coraggiose da chi ci ha preceduto, che in più di un’occasione ha saputo andare anche controcorrente. Proprio della lungimiranza di queste scelte oggi possiamo godere, ma non possiamo non sentire la responsabilità”.

Leggi la nostra inchiesta su Consorzi Agrari d’Italia

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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