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De Micheli: scuola al primo punto del programma Pd, no alla flat tax e su Meloni…

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Fabio Rampelli e Paola De Micheli

Paola De Micheli ha aperto la sua campagna elettorale dagli studi di La7. La deputata piacentina del Pd ieri è stata tra i protagonisti di Coffee Break, dove in collegamento ha duellato con l’altro ospite politico del programma, il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

Da Calenda a Berlusconi

In vista del voto del 25 settembre, il primo argomento toccato da De Micheli, sollecitata dal conduttore Marco Piccaluga, è stato l’alleanza terzopolista Calenda-Renzi; con l’onorevole dem che l’ha liquidata come “un’operazione dannosa, che strizza l’occhio alla destra, aiutandola nei collegi maggioritari; serve solo ad allungare la vita a due ex leader e per recuperare qualche poltrona”.

De Micheli ha sottolineato anche “la pericolosità del primo atto di Berlusconi in campagna elettorale che è stato attaccare Mattarella“. In caso di riforma costituzionale presidenzialista, tra i punti del programma del centrodestra, per il leader di Forza Italia il capo dello Stato si dovrebbe dimettere dal Quirinale. “E questo la dice lunga su come il centrodestra si sta approcciando a queste elezioni”, ha aggiunto la deputata dem.

Flat tax e scuola

A stretto giro De Micheli è passata alla flat tax, cavallo di battaglia in campo fiscale del centrodestra. “Di fatto è un aumento delle tasse per i più poveri e una riduzione abnorme per i più ricchi. Tra programma elettorale, interviste e dichiarazioni, il centrodestra sta disegnando un Paese più ingiusto”.

Poi ha dichiarato che al primo punto del programma del Pd invece ci sarà la scuola: “Un’esigenza per l’oggi, pensate al bisogno di competenze nelle imprese; e per il domani, perché le nuove generazioni potranno essere cittadini consapevoli e lavoratori capaci di adeguarsi alle grandi trasformazioni del futuro, soltanto con il sapere, con la conoscenza e la competenza. Otto miliardi sulla scuola in cinque anni significa investire sui giovani, sulle famiglie che vogliono che i loro figli abbiano più opportunità che in passato”.

La replica di Rampelli

Naturalmente non è mancata la replica di Rampelli, che ironicamente ha fatto i complimenti alla collega: “Sembrava quasi di ascoltare Giorgia Meloni“. Il deputato di FdI ha ricordato a De Micheli che però il Pd negli ultimi 11 anni è stato al governo per 10. “E che forse più di fare proclami dovrebbe presentare il conto. E consentire ai cittadini di esprimere un giudizio sulla realtà, perché se qualcosa è successo di soddisfacente ci sarà la fila per andare a votare per De Micheli, Letta e per il Pd; se invece i problemi sormontano le positività penso che accadrà il contrario”, giudicando “poco credibile” quanto detto da De Micheli.

Rampelli ha definito i giudizi negativi sulla flat tax un tentativo di “criminalizzazione da rispedire al mittente”; specificando che “FdI vuole applicare la tassa piatta solo ai redditi incrementali; cioè sul fatturato aggiuntivo rispetto all’anno precedente. Per fare emergere l’evasione diffusa, per incoraggiare le aziende a fare nuovi investimenti, senza intaccare i conti dello Stato”. E qui De Micheli l’ha invitato però a mettersi d’accordo con Salvini, visto che il leader leghista vuole una flat tax complessiva.

Scintille su Meloni

Infine scintille sul video in tre lingue di Giorgia Meloni dove chiarisce la sua posizione sul fascismo. “Bastava che votasse l’interpellanza in Parlamento nella quale chiedevamo di chiudere tutti i partiti che si ispiravano al fascismo invece di votare contro”, ha detto De Micheli. “Non è che tu fai un video e poi quando hai la possibilità di votare per chiudere tutti i partiti di ispirazione fascista voti contro; perché vuol dire che tu dici una cosa, anche bene, ma ne fai un’altra”.

Pronta la replica di Rampelli: “È il Pd che non ha voluto votare la risoluzione approvata dal Parlamento europeo che condannava tutti i totalitarismi, a cominciare dal fascismo e dal nazismo ma concludendo con il comunismo; mentre con i comunisti voi avete appena fatto un’alleanza elettorale”.

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