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Desirée: basta morire così, è il momento delle scelte

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Desirée: la vicenda della sedicenne assassinata nel quartiere San Lorenzo di Roma impone alcune considerazioni sullo stato dell’ordine pubblico nel nostro Paese. Che si trattasse di un quartiere degradato, era sotto gli occhi di tutti. Che l’immobile dove è avvenuto il delitto fosse una sorta di quartier generale dello spaccio anche. Eppure da anni nessuno è mai intervenuto.
Ma San Lorenzo non è un caso isolato. A Milano, Torino, Napoli e Palermo, a Bari come a Padova e a Macerata esistono inferni del genere. E se mettiamo assieme degrado sociale, clandestini e spaccio è inevitabile che casi come quello di Desirée Mariottini si presentino di nuovo.

Desirée: da Fico alla Meloni

Secondo il presidente della Camera Roberto Fico la ricetta è “più amore, coesione sociale e partecipazione”. Mentre la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni va giù dura: “Ci vogliono i blindati, la polizia per strada, tolleranza zero”. Il sindaco Virginia Raggi dal canto suo ha emesso un’ordinanza vietando a San Lorenzo la vendita di alcol dopo le 21 (un pannicello caldo o poco più).

Berlino, Parigi e Salvini

Ora, nessuno ha la ricetta perfetta. A Berlino, civile capitale della Germania, c’è più di un quartiere ad alta densità di degrado come il Kreuzberg. A Londra pubblicano il vademecum dal titolo “i quartieri di Londra da evitare” (per la cronaca, Tottenham hale, Peckham, Brixton e Camden Town). E sulle banlieue di Parigi esiste una letteratura sterminata.

Ma noi, si dirà, abbiamo Salvini. Che fa, o almeno, dovrebbe fare la differenza. Un ministro dell’Interno muscolare e volitivo, sempre sul pezzo – era a San Lorenzo poche ore dopo l’omicidio – e molto capace nella comunicazione. Ma qui la comunicazione non serve. Qui serve agire. Quantomeno dare dei segnali di un vero cambio di rotta. Che non competono, è ovvio, al solo inquilino del Viminale.

Riqualificazione, si può

Torniamo all’estero: il quartiere dei Docks, a Londra, era tristemente noto fin dai tempi di Dickens. E in epoca vittoriana vi si aggirava Jack lo squartatore. Durante la Seconda guerra mondiale era stato interamente bombardato. Oggi è uno dei quartieri più visitati dai turisti. Grattacieli di ultima generazione si alternano a barche adibite ad abitazioni su vecchi canali ormai in disuso, creando un’atmosfera surreale. La criminalità? È pari a zero.

Lo stesso si può dire della zona parigina del Canal St. Martin, diventato il luogo della movida più del quartiere Latino. Però forse il più sorprendente di tutti è il madrileno Chueca, un quartiere dove locali leggendari si alternano a club in un’area di riferimento Lgtb sempre aperta al divertimento e al rispetto.

Per riqualificare quartieri degradati servono soldi, idee e soprattutto sinergie. Se esistono immobili occupati da tempo immemorabile e ridotti a scheletri fatiscenti, occorre avere gli strumenti per sgomberarli e riqualificarli. Ma ricordiamoci che riqualificato un quartiere, spesso la criminalità si sposta in un altro. E molto più velocemente di quanto faccia la buona politica con risposte idonee.

Spaccio e clandestini

E allora? Tagliare lo spaccio legalizzando le droghe leggere (non tutti sono d’accordo, ma il Canada l’ha appena fatto) potrebbe essere un’opzione per ridurre il degrado che è l’anticamera di tragedie come quella di Desirée.
Ma soprattutto va trovata una soluzione alla massa di clandestini che si aggirano nelle nostre città. Secondo le stime della Fondazione Ismu (aggiornate a inizio 2017) gli stranieri senza un valido permesso di soggiorno sarebbero 491mila. Immigrati con foglio di via o ai quali è stato rifiutato l’asilo politico, espulsi o fuggiti dai centri di accoglienza che sono senza volto né identità.

Queste “ombre” che popolano le nostre periferie sociali sono facile preda della criminalità, sono criminali loro stessi, come quelli arrestati per l’omicidio di Desirée, o sono vittime del caporalato. Sappiamo bene però che non si riuscirà a rispedirli nei loro Paesi d’origine in poco tempo. Si parla di decine di rimpatri forzosi contro centinaia di migliaia di persone da rimpatriare.

Il momento delle scelte

In una situazione del genere neppure il miglior Salvini ha la bacchetta magica per garantire più sicurezza. Tuttavia il governo deve trovare soluzioni di sistema che possano almeno iniziare a ridurre le sacche di degrado nel nostro Paese. E solo l’insieme della coesione sociale predicata da Fico, dell’esercito per le strade alla Meloni e della tolleranza zero alla Salvini potrà ridurre, se non risolvere, questo problema sempre più drammatico. Ma finché non si inizia sul serio, smettendo di fare propaganda sui social, non si concluderà mai niente. E purtroppo arriveranno altre Desirée.

Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

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