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Diario Quirinale.1: caccia al 13° presidente della Repubblica ed Emma Bonino…

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Quirinale: inizia la caccia al 13° presidente della Repubblica. Tra 20 giorni, il 24 gennaio, 1.009 grandi elettori si troveranno nell’aula di Montecitorio per la prima votazione del dopo Mattarella. Un lasso di tempo di nemmeno tre settimane che seguiremo con il nostro Diario dedicato alla partita del Colle, raccontandovi retroscena e personaggi in campo.

Per ora sappiamo che gli elettori entreranno scaglionati per evitare assembramenti e che ci sarà una sola votazione al giorno. Roberto Fico, il presidente di Montecitorio, cui secondo la Costituzione spetta la convocazione delle Camere riunite (articolo 85) ha comunicato che la prima votazione si svolgerà alle ore 15.

Le regole del gioco

Chi sono i grandi elettori? Lo dice l’articolo 83 della Carta: “All’elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d’Aosta ha un solo delegato”.

Il che significa che il collegio elettorale sarà composto da 630 deputati, 315 senatori più i senatori a vita (Giorgio Napolitano, Mario Monti, Elena Cattaneo, Renzo Piano, Carlo Rubbia, Liliana Segre) e 58 rappresentanti delle regioni, totale: 1.009 persone.

Per i primi tre scrutini è necessaria la maggioranza dei due terzi dell’assemblea (673) mentre dalla quarta votazione è sufficiente la maggioranza assoluta (505).

Può essere eletto Presidente (ufficio incompatibile con qualsiasi altra carica) qualunque cittadino italiano che abbia compiuto 50 anni di età e goda dei diritti civili e politici (articolo 84 della Costituzione).

Voti e veti…

Chi sarà il 13° Capo dello Stato? Qui non basta la sfera di cristallo, perché sempre l’articolo 83 della Carta specifica che il voto è segreto. E che, di conseguenza, a Montecitorio potrà capitare di tutto. Romano Prodi, trombato alle elezioni presidenziali del 2013, ironizza: “Più voti? No, meno veti”, per dire che per l’elezione conta di più l’umana simpatia che l’effettiva bravura.

Donne contro

Già saprete che molte donne del mondo della cultura e dello spettacolo (Edith Bruck, Liliana Cavani, Michela Murgia, Luciana Littizzetto, Silvia Avallone, Melania Mazzucco, Lia Levi, Andrée Ruth Shammah, Mirella Serri, Stefania Auci, Sabina Guzzanti, Mariolina Coppola, Serena Dandini, Fiorella Mannoia) hanno raccolto l’appello di Dacia Maraini per “una donna al Quirinale”.

Immediatamente però ha risposto con la sua consueta ironia Natalia Aspesi su Repubblica: “Donna sul Colle? No, grazie”, dicendo che si tratta di un falso problema; donna o uomo, dev’essere bravo, punto. In più, data la situazione attuale, creata da uomini, sarebbe meglio un uomo che la sbrogliasse, lasciando il posto alla prima donna sul Colle in tempi più tranquilli.

Il ritratto di Emma

Comunque sia, in questi giorni si sono sentiti nomi improbabili e anche probabili; e da oggi proveremo a darvi una breve biografia dei papabili, cominciando proprio da una donna, Emma Bonino.

La senatrice del gruppo Più Europa è stata una storica esponente del partito Radicale, dove ha condiviso con Marco Pannella le maggiori battaglie civili, dal divorzio all’aborto. Piemontese, Emma Bonino ha 74 anni, per cui terminerebbe il suo mandato all’attuale età di Mattarella (81), non male, no?

Ma non è solo l’età che può condizionarci: Emma Bonino era già stata proposta come Presidente nel 2013; e aveva raccolto importanti adesioni bipartisan, dal leghista Garavaglia alla forzista Carfagna, da Benedetto della Vedova a Furio Colombo, dai 5 Stelle allo stesso Mario Monti. Un sondaggio del 2013 le conferiva il 32% di preferenze contro il 26% di Mario Draghi. Poi dovrà accontentarsi del ministero degli Esteri nel Governo Letta.

Sarebbe un buon Presidente? Più volte eletta in Parlamento, Emma Bonino è stata appunto alla Farnesina dal 2013 al 2014; vicepresidente del Senato dal 2008 al 2013 e in precedenza ministro del Commercio estero e per le politiche europee di Romano Prodi dal 2006 al 2008. Senza dimenticare l’esperienza di commissaria europea tra il 1995 e il 1999.

In riserva… 

Dunque Emma Bonino ha un pedigree di tutto rispetto. Con le caratteristiche necessarie per essere un buon presidente: esperienza, conoscenze internazionali, indubbie capacità di mediazione. Possibilità che sia eletta? Oggi vicine allo zero. Ma potrebbe diventare una preziosa “riserva della Repubblica” dal quarto scrutinio, se i due concorrenti attuali, Berlusconi e Draghi, dovessero finire nell’impasse dei “veti incrociati”.

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Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Collabora con le riviste L'Urtiga e Panoramamusei.

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