Home Attualità

Diario Quirinale.4: le carte di Casini per vincere la partita del Colle

diario-quirinale-4-le-carte-di-casini-per-vincere-la-partita-del-colle

Quirinale: i giorni passano, i contagi aumentano e l’intrigo rimane lo stesso. A chi toccherà la carica di presidente della Repubblica? Oggi salgono le azioni di Mario Draghi e sembra che i partiti stiano pensando a come sostituirlo a palazzo Chigi, ma domani potrebbe essere di nuovo cambiato tutto. Secondo l’Agi a Berlusconi mancano solo 20-25 voti per raggiungere la maggioranza dei 505 necessaria dopo il terzo scrutinio per salire al Colle. E aggiunge maliziosa l’agenzia, “senza contare i renziani”.

L’ora di Casini?

Tuttavia i boatos di Montecitorio raccontano anche altro. Dicono per esempio che Pier Ferdinando Casini sta scaldando i motori già da molto tempo. Non rilascia dichiarazioni da mesi per non cadere in fallo e non prestare il fianco a polemiche. Intanto distribuisce a tutti sorrisi e benedizioni; 67 anni, quasi un bimbo rispetto all’età media degli altri pretendenti al Colle, ha tutte le caratteristiche per poter concorrere. Fin troppe.

In politica fin dalla più tenera età, già presidente della Camera tra il 2001 e il 2006, è stato senatore, deputato ed eurodeputato ma mai ministro né sottosegretario. La fama che lo precede (e da cui il nomignolo di Pierfurby) riguarda i cambi di casacca che negli anni l’hanno fatto rimanere sempre in sella spostandosi dalla Dc (1983 – prima Repubblica) al Ccd (1994) all’Udc (2002) con un’alleanza con Berlusconi che dura dal 1994 fino al 2011, quando appoggia il governo Monti.

Nel 2013 lo troviamo accanto a Letta e tra il 2014 e il 2016 a Renzi. Tra il 2016 e il 2018 appoggia Gentiloni. Nel 2017 viene rieletto in parlamento con una lista fiancheggiatrice del Pd. Finalmente, in occasione delle elezioni europee del 2019, dichiara il suo appoggio al Pd. Nel 2021 vota la fiducia al secondo governo Conte. Come poteva non appoggiare il governo Draghi? Impossibile, è vero.

Pazienza democristiana

Nonostante questi vorticosi giri di valzer, Casini ha sempre seguito una sua particolare visione politica di centro: era centro con Berlusconi, con Monti, con Letta e con Renzi; tanto che può rispondere ai suoi detrattori di non aver mai cambiato posizione, fin da quando militava con Bisaglia e Forlani nella “balena bianca” del tempo che fu. 

Se i bookmaker lo quotano a 5 dopo Draghi e Cartabia, Casini è convinto di valere molto di più. E attende con una pazienza tutta democristiana che Draghi e Berlusconi si scontrino e si trovino in un vicolo cieco. Lui sarà lì, col suo sorriso piacione, ad attendere a braccia aperte che gli si schiudano le porte del Quirinale. Dove non farebbe poi peggio di altri.

Chi meglio di lui conosce gli intrighi del Palazzo? Andreotti, ma non c’è più. Chi meglio di lui saprebbe smussare gli angoli, far riflettere i riottosi, convincere i dubbiosi? Mattarella, ma non è al momento disponibile. Con la sua bonomia bolognese, il suo ecumenismo, Pier Ferdinando ci farebbe forse figurare bene anche all’estero. Col suo metro e ottanta lo vedremmo bene pure in mezzo ai Corazzieri. E il suo discorso di fine d’anno ci farebbe addormentare dopo i primi cinque minuti… Cosa vogliamo di più?

+ posts

Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Collabora con le riviste L'Urtiga e Panoramamusei.

Articolo precedenteScuola, l’appello dei presidi: rinviare l’apertura a fine gennaio e intanto…
Articolo successivoCella: per le Camere di commercio cresce il no alla fusione, e a Piacenza…

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.