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Diario Quirinale.6: Franco Frattini, l’asso nella manica del centrodestra

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Quirinale: bussa l’ora di Franco Frattini? Di lui si parla già da qualche giorno. Il Globalist: “Il centrodestra pensa a Frattini per il Quirinale”; il Secolo d’Italia (organo di Fratelli d’Italia): “È Frattini il ‘piano B’ del centrodestra. Fdl e Lega pronti a votarlo se il Cav si defila”; Affari italiani: “Renzi boccia Berlusconi al Quirinale. Il centrodestra ora punta su Frattini”. Anche il quotidiano romano Il Tempo titola: “Quirinale, bomba centrodestra: ecco il nome segreto se salta Berlusconi” e nell’articolo naturalmente si parla di lui…

Partenza da grand commis

Chi è Franco Frattini? Forse il suo nome ai trentenni dice poco. Perché dal 2011 in sostanza è sparito dai radar della politica. Ma fino a quel momento, hai voglia!
Nel 1984, a 27 anni, troviamo il giovane romano già avvocato dello Stato (una particolare magistratura che ha il compito di difendere lo Stato, appunto, davanti a Tar, Consiglio di Stato, Corte Costituzionale e così via). A 33, nel 1990, è consigliere giuridico del vicepresidente del Consiglio, il socialista Claudio Martelli (il governo era il VI di Giulio Andreotti). Nel 1994, col primo governo Berlusconi, è segretario generale della presidenza del Consiglio.

Più volte ministro

Poi Frattini fa il salto di qualità, diventando ministro della Funzione pubblica e delle Regioni nel governo Dini (1995-1996). Nel frattempo viene eletto deputato di Forza Italia, e alla caduta dell’esecutivo, diventa presidente del Comitato parlamentare dei servizi segreti, oggi Copasir, votato all’unanimità.

Nel Berlusconi II, il nostro ritorna ministro della Funzione pubblica. Nel novembre del 2002, nello stesso governo, viene promosso agli Esteri. Rimarrà alla Farnesina dal 2002 al 2004, quando diventerà commissario europeo per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza e vicepresidente della stessa Commissione a Bruxelles.

Nel 2008, scaduto il suo mandato, Frattini ritorna agli Esteri nel Berlusconi IV; carica che mantiene fino al 2011, l’anno della famosa caduta dell’esecutivo del leader di Forza Italia, per lo Spread alle stelle e dell’esordio al governo di Mario Monti.

Da allora Frattini fa parte di diverse commissioni di giustizia sportive e presiede la Sioi (Società italiana per l’organizzazione internazionale); ma soprattutto è tornato al suo lavoro di magistrato al Consiglio di Stato. Tanto che lo scorso 21 aprile è stato nominato da Mario Draghi presidente aggiunto dello stesso Consiglio.

Defilati è meglio…

Oggi sentiamo dire da tutti che al Quirinale non ci si candida, si è candidati. E che più uno è defilato, meglio è. Se così fosse, Frattini potrebbe ottenere l’en plein. Non si ricordano sue dichiarazioni o esternazioni nell’ultimo decennio; e può vantare sempre ottimi rapporti con l’estero. La sua militanza nelle file della magistratura, anche se di una magistratura più defilata e dietro le quinte come quella amministrativa, è senz’altro un’altra freccia al suo arco.

Insomma, che Frattini sia, o almeno sia stato, uomo di Berlusconi non è possibile smentirlo e quindi potrebbe essere gradito all’intero centrodestra. Ma la sua serietà, la sua preparazione istituzionale e diplomatica potrebbero non farlo dispiacere a Renzi, Letta e forse perfino a Conte.

L’unica polemica

Nei suoi vent’anni di politica attiva ha avuto tra l’altro una sola polemica. Con Rocco Buttiglione, che non voleva cedergli il suo seggio alla Commissione europea, accusandolo di essere un massone. Lui aveva risposto in modo secco ed ultimativo: “Mai stato massone”. E la polemica era finita lì.

Infine, tra le frecce all’arco di Frattini per aspirare al Quirinale c’è da considerare anche la recente nomina di Draghi, che a quanto pare lo apprezza e lo stima. E che forse non sarebbe eccessivamente scontento di aver a che fare con lui nei prossimi anni, se Frattini salisse al Colle.

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Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Collabora con le riviste L'Urtiga e Panoramamusei.

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