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Diario Quirinale.8: Belloni, Finocchiaro e Severino, scelte rosa per il Colle

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Dall'alto a sinistra, in senso orario: Anna Finocchiaro, Elisabetta Belloni, Paola Severino

Quirinale: ieri Berlusconi ha dimostrato la sua ancora temibile potenza di fuoco. Ha acquistato una pagina sul (suo) giornale per dire quanto è bello, bravo e generoso, condendo il tutto con una sua foto di qualche decennio fa. E Salvini ha dichiarato: “L’unico candidato del centrodestra è Berlusconi”.

Ma salgono davvero le azioni del leader di Forza Italia? E lui, ci crede davvero? Sì, secondo noi lui ci crede, anche se forse è l’unico. Resta il fatto che se “l’operazione scoiattolo” dovesse dare i suoi frutti, e quindi sulla carta il cavaliere trovasse tra i peones ex pentastellati i voti sufficienti, probabilmente verrebbe affondato dai suoi alleati, vedi alla voce franchi tiratori.

Ieri un deputato navigato ha affermato: “Non fa fatica a trovare voti nel gruppo misto, e non servono neppure troppi soldi: basta che prometta una partecipazione a Uomini e Donne”.

Ma al di la delle battute che coinvolgono i programmi tv delle reti Mediaset, sia Meloni che Salvini ci sembrano molto dubbiosi: se Berlusconi dovesse subire i franchi tiratori di Lega e Fratelli d’Italia come potrebbe, il giorno dopo, restare loro alleato? E se Berlusconi dovesse salire al Colle, chi lo potrebbe sostituire alla guida di Forza Italia? E in ognuna delle due possibilità, come finirebbe il centrodestra?

Oggi però lasciamo in sospeso queste domande, perché vogliamo proseguire la nostra carrellata sui candidati alla presidenza della Repubblica, esaminando tre donne che in più occasioni sono state indicate nel novero di coloro che potrebbero salire al Colle.

Magistratura e politica

Iniziamo con Anna Finocchiaro, nome che circola tra i grandi elettori del Pd e che non dispiacerebbe a diversi 5 Stelle. Siciliana, classe 1955, la Finocchiaro ha il pregio (o il difetto) di essere un magistrato. Ovviamente in aspettativa dal 1987, quando diventa deputato del Pci.

Nel 1996 è ministro delle Pari opportunità con Prodi. Nel 2006 Finocchiaro passa a Palazzo Madama e dal 2016 al 2018 è ministro dei Rapporti col Parlamento del governo Gentiloni. Nel 2018 decide di non ricandidarsi; e dopo un breve incarico presso il ministero della Giustizia con Andrea Orlando torna a vita privata. Possibilità di essere eletta? Quasi nessuna: i bookmaker non l’hanno neppure quotata. Ma, come diciamo ogni volta, mai dire mai…

Avvocato dei big

Veniamo a Paola Severino, nata a Napoli nel 1948. Il grande pubblico la ricorda per essere stata ministro della Giustizia del governo Monti dal 2011 al 2013. La legge che porta il suo nome (D.Lgs. 235/2012), sull’incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, è quella che ha consentito tra accese polemiche di cacciare Berlusconi dal Parlamento.

Famosa come docente universitaria e come avvocato, Severino ha difeso tutte le più importanti aziende italiane, da Enel ad Aspi, passando per Banca Intesa. Secondo Il Fatto Quotidiano “lo Studio Severino ha messo le mani più o meno in tutti i dossier più scottanti della storia italiana degli ultimi 30 anni, a cavallo tra economia, politica e giustizia”. Di conseguenza molti la ritengono “non quirinabile” per i conflitti d’interessi che potrebbero riguardarla. Staremo a vedere.

A capo dei servizi

Se dobbiamo confessare la nostra preferenza, andrebbe a Elisabetta Belloni. Che non abbiamo mai visto, né riconosceremmo se ci passasse a fianco per strada. Chi è allora?

Dallo scorso mese di maggio fa il capo dei servizi segreti italiani, ufficialmente “direttore generale del dipartimento delle informazioni per la sicurezza”. E prima? È stata segretario generale del ministero degli Esteri dal 2016 al 2021. Nata a Roma nel 1958 da una famiglia di origini riminesi, dopo la laurea Belloni segue la carriera diplomatica, facendosi strada alla Farnesina fino a ricoprire il ruolo di funzionario più elevato.

Ma il bello è che la nostra ambasciatrice ha ricevuto avanzamenti di grado da quasi ogni ministro che è passato dl lì: da Moavero Milanesi a Terzi di Sant’Agata, da Gentiloni a Di Maio. E un funzionario che riesce ad essere apprezzata da tutti, e di cui tutti parlano bene, è una rara avis nella burocrazia italiana.

Secondo noi sarebbe la più eleggibile delle tre: conosce benissimo la macchina istituzionale, nessuno può ascriverla alla sua parte politica, quindi sarebbe davvero una figura non divisiva. E scusate se è poco.

 

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Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Collabora con le riviste L'Urtiga e Panoramamusei.

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