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Don Pietro Cesena e la benedizione ai no pass… un don Camillo del terzo millennio

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Don Pietro Cesena cattura ancora le prime pagine di media e social piacentini. Ma stavolta non è nei panni di monsignor Romero, si è trasformato in don Camillo. I fatti? La lista capitanata dal medico Maurizio Botti, in lizza alle Comunali del 12 giugno, va a Borgotrebbia per ricevere la benedizione del parroco. La compagine è conosciuta come quella dei no vax e dei no green pass, ma il candidato sindaco Botti si offende se la si chiama così, anche se i programmi della sua Piacenza rinasce per le prossime elezioni amministrative al momento sono ancora un po’ fumosi.

Il ceffone vescovile

Il don benedice. Ma la Curia vescovile si dissocia: “Una scelta del tutto personale, non opportuna e non condivisibile”. La Curia, quella che per decenni ha fatto campagna elettorale da ogni pulpito, oggi dice “la valutazione sui programmi e sulle persone candidate viene lasciata alla coscienza dei singoli cittadini”. Uno schiaffone in piena regola al parroco di Borgotrebbia. Lo stesso don Pietro che in piena pandemia aveva consentito l’ingresso nella sua chiesa, alle sue messe, di qualunque fedele, senza alcun distanziamento sociale, prendendosi una sanzione pecuniaria che aveva puntualmente onorato. Un prete un po’ sopra le righe, sempre pronto a schierarsi e a metterci la faccia, se ritiene meritevole la battaglia: “Da due anni ci hanno messo le mascherine, ci hanno messo la paura della morte per renderci schiavi”m ha detto in una recente omelia, ricevendo il plauso stentoreo di Vittorio Sgarbi: “Sia onore e lode a don Pietro”.

Il battagliero don Pietro non può negare (e, se interrogato, non negherebbe) di avere un certo quale comune sentire con il variegato popolo dei no vax e dei no green pass, anche se ha subito a sua volta il Covid che lo ha costretto in ospedale. Ma il parroco piacentino non è ovviamente famoso solo per questo: è un grande organizzatore di giovani, di iniziative caritatevoli a favore delle ragazze madri, uno che non ha paura a rimboccarsi le maniche e a lavorare duro. È anche famoso per altre curiose affermazioni, sempre durante le sue prediche: è di qualche mese fa l’uscita che è diventata virale sui social: “Bevete vino, bevete più vino, perché gli astemi non vanno in Paradiso”.

Guareschi insegna…

Intanto la risposta di don Pietro alla Curia è altrettanto puntuta: “Io non ho preso nessuna posizione politica, sono disposto a benedire altri candidati sindaco e altri candidati consiglieri comunali se vorranno venire a farsi benedire da me”. E qui spunta quel don Camillo uscito dalla penna di Giovannino Guareschi, di cui parlavamo all’inizio; quello che quando sta per prendere a ceffoni Peppone si sente richiamare dal Cristo dell’altare: “Ricorda, don Camillo, le mani sono fatte per benedire…”; e lui risponde: “Le mani sono fatte per benedire, mo i piedi…”, rifilando al sindaco comunista un sonoro calcio nelle terga.

Solo chi conosce il carattere non particolarmente remissivo del parroco può immaginare quali benedizioni impartirebbe a certi politici e a certi candidati. No, non immaginate una nuova crociata anticomunista (anche perché i comunisti sono sempre più rari). Per Donpi, come lo chiamano gli amici, un amministratore pubblico può essere comunista o fascista o centrista, non fa differenza. Ma se ha male amministrato o, peggio, si è lasciato cullare nel dolce far niente, gli conviene girare al largo da Borgotrebbia e dalla chiesa dei Santi Angeli Custodi. Amministratore avvertito…

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Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Collabora con le riviste L'Urtiga e Panoramamusei.

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