Carabinieri nella polvere? Prima c’era Salvo d’Acquisto, il vicebrigadiere medaglia d’oro che nel 1943 aveva offerto il petto alle Ss dopo un rastrellamento, proponendosi come vittima in cambio dei civili. Insomma, c’era una volta la Benemerita. La “Semper Fidelis”. Quella che avendo per motto il famoso “nei secoli fedele”, poteva essere definita l’Arma per eccellenza.
Un’icona tricolore
Specialità delle più antiche, i “reali carabinieri” nascono nel 1814 (l’anno prima di Waterloo), e al contempo delle più moderne. Con i Ris di Parma protagonisti delle inchieste più scottanti degli ultimi anni, con Don Matteo e il precedente Maresciallo Rocca salita pure agli onori televisivi con ascolti da record, l’Arma per antonomasia, assieme a Garibaldi e al presidente della Repubblica, era una delle peculiarità italiane più conosciute e apprezzate nel mondo.
Carabinieri sono i Gis, gruppo di intervento speciale, quelli che si calano dagli elicotteri col viso celato per i blitz più rocamboleschi. Carabinieri sono gli spettacolari corazzieri a guardia del Quirinale. Sono i Nas che salvaguardano la nostra salute. E sono Vittorio De Sica che battibecca con Gina Lollobrigida e Tina Pica o che balla “mambo italiano” con una prorompente Sophia Loren.
Insomma, un’icona italica che più tricolore, più nazional popolare non si può.
Poi, com’è inevitabile in una organizzazione che vanta oltre due secoli di vita e oltre 128mila aderenti, ecco le mele marce.
L’inchiesta di Piacenza
Non siamo ai livelli States, dove la violenza contro gli afroamericani è quasi endemica. Ma anche noi, proprio a Piacenza, non ci facciamo mancare nulla. Con sgomento abbiamo appreso dal Procuratore Grazia Pradella che è stata sequestrata una caserma, quella di via Caccialupo, sede della stazione Piacenza Levante, perché tutti i suoi carabinieri, escluso uno solo, sono finiti chi in carcere chi ai domiciliari e chi soggetto a misure di sicurezza per una serie di reati da far impallidire il più coriaceo Pubblico Ministero.
La Procura e il Gip Luca Milani hanno usato la mano pesante e hanno posto la cittadinanza di fronte ad un vero e proprio sistema criminale che si è sviluppato – secondo gli inquirenti – durante il lookdown. Dall’operazione Odysseus emergono falsi arresti, false perquisizioni, un episodio di tortura, concorso in spaccio di stupefacenti, estorsioni.
E siamo solo alle prime battute dell’inchiesta che si è già guadagnata l’interesse nazionale e che probabilmente terrà banco per parecchio tempo sulle prime pagine dei giornali. Possiamo dire che Piacenza, dopo essere stata una delle città martiri della pandemia, si sarebbe risparmiata questa umiliazione?
Calo di fiducia
Da un rapporto Eurispes del gennaio scorso si apprende che la fiducia degli italiani nella Benemerita era già in calo. Contro l’aumento della Guardia di finanza (70,4%, +2,1% rispetto al 2019), la perdita della Polizia di Stato con il 69% della fiducia (-2,5%), l’Arma dei Carabinieri è in discesa al 65,5% (-5%).
Tale piazzamento dimostra che l’Arma è decisamente in crisi, anche se è molto difficile capirne le ragioni. Di certo che la vicenda della stazione di Piacenza Levante non aumenterà il rating delle prossime rilevazioni. Soprattutto se resterà l’impressione di un vero e proprio sistema che riguardava la quasi totalità dei suoi componenti.
Il comando generale dell’Arma si è immediatamente dissociato, proclamando la sua fiducia nell’operato della Magistratura. Forse non sarà sufficiente, forse servirà un’azione più pervasiva e di controllo, perché la Benemerita ritrovi quel rapporto di fiducia coi cittadini che l’ha resa grande, appunto, “nei secoli”. Per ora resta solo tanta amarezza, ma i carabinieri non meritano di finire nella polvere.
Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.
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