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Droghe leggere: legalizzare sì o no? Da Milano l’apertura del sindaco Sala

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Droghe leggere: è ora di riflettere seriamente sulla loro legalizzazione. Ma senza abbassare la guardia contro gli spacciatori. A fare questo ragionamento non è uno qualunque. Ma Beppe Sala, il sindaco di Milano, che è intervenuto sul tema dopo la legalizzazione attuata in Canada nei giorni scorsi. “Non sono così contrario”, ha detto Sala ai microfoni di Radio Capital. “Il sistema così non funziona. Magari in maniera graduata, progressiva. Ma mi chiedo perché no”.

Il caso Rogoredo

Sulla lotta allo spaccio di stupefacenti il primo cittadino del capoluogo lombardo intanto non molla la presa. E chiede collaborazione al ministro dell’Interno Matteo Salvini. In particolare per debellarlo da alcune zone di Milano diventate tristemente note come il boschetto di Rogoredo. Un’area di spaccio che fa il paio con il quartiere romano di San Lorenzo dove è morta Desirée Mariottini per una sospetta overdose e pare dopo una violenza carnale.

“Il problema è che oggi la droga costa poco”, ha affermato Sala nell’intervista ripresa anche da affariitaliani.it. “L’aiuto che chiedo a Salvini è quello di avere un presidio costante”. Oggi a Rogoredo “la Polizia fa un giro e sta un’ora, così (gli spacciatori, ndr) spariscono tutti. Ma se non ci sono 40 uomini in più che possono stare lì se ne vanno e poi tornano”. Un problema, ha sottolineato il sindaco Pd, su cui il dialogo col Viminale è aperto. “Con Salvini io ci parlo, lo conosco da tanti anni. Gli sto dicendo di trovare delle formule per collaborare in modo concreto su aree particolari. Da parte sua c’è disponibilità. Dimostriamo che al di là delle differenze bisogna e si può lavorare insieme”.

Droghe leggere: il sondaggio

Il tema delle droghe leggere è stato affrontato di recente anche da un sondaggio di skuola.net. Dalla rilevazione che ha coinvolto 7.500 ragazzi dai 13 ai 18 anni emerge un quadro preoccupante. Circa uno su dieci ha ammesso di fare uso di sostanze stupefacenti a base di cannabis. Il 7% qualche volta e il 3% abitualmente. A queste cifre si aggiunge un 6% che le ha provate una volta. E un 5% che non ne consuma più ma lo ha fatto in passato. Il 79% degli intervistati, invece, se n’è sempre tenuto lontano.

Dal sondaggio emerge che il motivo principale di un utilizzo tanto diffuso delle droghe leggere tra i giovani ha una ragione banale: la facilità con cui se le possono procurare. I ragazzi le comprano praticamente ovunque. Il 41% le trova per strada, nelle piazze di spaccio o in luoghi ben precisi. A seguire viene la scuola. Il 18% degli intervistati ha dichiarato infatti di acquistare droghe leggere tra le mura del proprio istituto.

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