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E tu, che cos’hai cercato su Google nel 2020?

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Google Trends è una piattaforma che serve a monitorare le tendenze. Il funzionamento è tanto semplice quanto geniale: non fa che registrare tutte le ricerche eseguite da tutti i suoi utenti, che ammontano a circa due miliardi di persone. Google, che già nel 2017 aveva una quota del mercato mondiale delle ricerche online pari all’81%, mette questi dati a disposizione di tutti. Ancora più interessante, scorrendo le sue classifiche, è che si può mirare ad una sola nazione, a una sola regione o anche a un solo argomento.
E allora vediamo quali sono state le ricerche che hanno fatto gli italiani nel 2020.

Il virus, Alex e gli altri

Tra le parole, la numero uno non poteva che essere Coronavirus, seguita a sorpresa da Elezioni Usa, da Classroom (un servizio web gratuito sviluppato da Google per scuole e università che mira a semplificare la creazione e la distribuzione di materiale didattico, l’assegnazione e la valutazione di compiti online); poi, ecco Weschool (altra piattaforma per la didattica a distanza) e infine non poteva mancare nella top five il tormentone Nuovo Dpcm.

Le persone più cercate dagli italiani? In testa l’amatissimo Alex Zanardi, protagonista assoluto del nostro 2020 dopo il tragico incidente che l’ha coinvolto, e spacciatore mai pentito d’ottimismo; Alex è seguito da Silvia Romano, la cooperante internazionale liberata in Somalia nello scorso maggio; solo terzo Donald Trump, tallonato da Joe Biden, e buon quinto, ecco il premier Giuseppe Conte.

La classifica “Addii” non poteva che partire da Diego Armando Maradona, seguito dal cestista statunitense Kobe Bryant; poi troviamo Gigi Proietti, il musicista Ezio Bosso e infine l’immenso Ennio Morricone.

Amuchina, galline e pomodori

Ma Google Trends è ancora più sofisticato (serve per indirizzare gli addetti ai lavori di marketing e comunicazione), perché esamina anche altri dati, come quelli che rispondono alla domanda “Come fare…?”. Qui i risultati, bisogna dirlo, sono abbastanza scontati; al primo posto delle nostre ricerche Pane in casa, seguito da Mascherine antivirus, Lievito di birra, Pizza e Amuchina; l’unica sorpresa è forse quest’ultima. E Google, paziente, sciorina la ricetta non dell’Amuchina (che è un prodotto registrato e esclusivo), ma di un “gel disinfettante” fatto in casa, a base di alcool etilico, acqua distillata, acqua ossigenata e glicerina.

Passiamo alla domanda “Cosa significa..?”: al primo posto delle ricerche degli italiani l’altrettanto inevitabile Pandemia, seguita da Mes, Dpcm, Congiunti e Urbi et Orbi. Se anche in questo caso le prime quattro erano un po’ scontate, la domanda sulla speciale benedizione papale “alla città (Roma) e al mondo” ci lascia quasi di stucco.

Alla ricerca “Fai-da-te (a casa)”, al primo posto c’è un sorprendente Pollaio (forse da costruire sul balcone?), seguito da Barbecue, Zanzariere, Incubatrice e infine Compostiera. Nella stessa sezione, stavolta dedicata alla persona, la mitica Amuchina scatta al primo posto (era al quinto nella classifica “Come fare…”) seguita da Maschera capelli, Scrub, Tinta capelli e Ceretta. Insomma, caro presidente Conte, se vogliamo capirlo, gli italiani hanno sofferto più per le chiusure dei centri estetici che delle scuole.

Ma non basta: oltre che un popolo di santi, eroi e navigatori siamo anche un popolo di ortolani: se andiamo alla ricerca “Coltivare”, al primo posto troviamo gli inevitabili Pomodori, seguiti da Fragole, Patate, Zucchine e Melanzane.

In cucina e al referendum

Le “Ricette” più ricercate sono addirittura banali (nell’ordine Pizza, Pane, Cornetti, Lievito madre e Gnocchi di patate); ma alla domanda “Perché” scopriamo richieste che non ci saremmo aspettati. Al primo posto c’è infatti Perché votare sì al referendum (per la riduzione del numero dei parlamentari) e al quarto Perché votare no al referendum. In seconda posizione Perché si chiama coronavirus, in terza Perché le scope stanno in piedi (una challenge – bufala lanciata su TikTok nello scorso febbraio) e in quinta Perché l’Australia brucia.

Che romantici!

Alla ricerca “Vicino a me” poi si scopre che gli italiani vanno a caccia per prima cosa di un panificio e poi del benzinaio. Ma potevamo immaginare che al terzo ci fosse quel fioraio da inguaribili romantici? Al quarto si colloca invece la copisteria (immaginiamo per stampare pure le autocertificazioni) e al quinto, la sede più vicina di Western Union, specializzata nell’invio di denaro all’estero, una ricerca effettuata di sicuro dai numerosi stranieri che lavorano in Italia.

Infine, riusciamo anche ad essere anche un po’ cosmopoliti (qualche malevolo direbbe esterofili), se nei primi posti delle nostre ricerche c’è il movimento “Black Lives Matter”, cliccatissimo in tutti i Paesi del mondo e con ricerche quintuplicate rispetto al 2019.

E i vaccini?

Insomma, anche online è innegabile che questo 2020 che sta per finire è stato segnato dalla pandemia di Covid e non poteva essere altrimenti. I risultati di Google Trends riflettono le nostre paure e le nostre incertezze, la nostra inadeguatezza di fondo nell’affrontare un nemico invisibile e pericoloso. Ai vertici delle classifiche però non c’è nessun risultato che riguardi i vaccini. Ma immaginiamo che se torneremo ad esaminarle alla fine del 2021, sarà al primo posto quasi ovunque. A questo punto, speriamo solo che non ci sia anche nella categoria del “Fai da te”!

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Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Collabora con le riviste L'Urtiga e Panoramamusei.

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