
Edilizia universitaria: in Emilia crescono gli investimenti per gli alloggi degli studenti fuori sede. E Piacenza resta al palo. Il tutto nonostante lo sbandierato aumento dell’offerta di corsi di laurea; come per esempio quello di medicina in lingua inglese proposto dall’università di Parma, che a regime porterà a Piacenza nei prossimi anni 600 nuovi studenti fuori sede. E nonostante le difficoltà denunciate proprio dagli allievi del primo anno di questo corso che non trovano alloggi in città. In attesa che l’unico intervento concreto annunciato a questo scopo dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano in Santa Chiara prenda il via e sia completato entro il 2024, vediamo cosa sta succedendo nelle altre città, anche con il sostegno finanziario della Regione Emilia-Romagna.
Conventi, officine e ippodromi
A Bologna, spiega una nota della Regione, è prevista la riconversione del Convento di San Giuseppe Sposo e una nuova casa per gli studenti in piena zona universitaria; a Reggio Emilia c’è in progetto il restauro e la riqualificazione della storica sede della Direzione delle ex Officine Meccaniche Reggiane, e a Modena il recupero e riuso delle due residenze Bonacorsa e San Barnaba; Ferrara propone il risanamento del complesso edilizio dell’Ippodromo comunale; Parma punta sul restauro e l’adeguamento funzionale dell’ex Convento dei Frati Cappuccini.
Investimenti per 107 milioni
I progetti prevedono la costruzione di sei nuove residenze universitarie destinate agli studenti fuori sede. I quattro atenei, università di Bologna, Ferrara, Parma, Modena e Reggio Emilia, col sostegno finanziario della Regione Emilia-Romagna e di ER.GO (l’Azienda regionale per il diritto agli studi superiori), li hanno candidati per partecipare al 5° bando nazionale del ministero dell’Università e della Ricerca, in attuazione della legge 338 del 2000.
Il costo complessivo dei sei progetti – cinque gestiti direttamente dalle quattro università e il sesto, focalizzato su Reggio, che fa capo all’Acer locale – sfiora i 107 milioni di euro; mentre la quota di cofinanziamento chiesta al ministero è di oltre 60 milioni.
Il resto dell’investimento è a carico degli enti che hanno proposto l’intervento, conferendo gli edifici di loro proprietà, cioè i quattro atenei e l’Acer di Reggio. Anche la Regione contribuirà con 1,4 milioni di euro attraverso ER.GO; una partecipazione finanziaria che darà diritto ad un punteggio aggiuntivo in graduatoria per i progetti targati Emilia-Romagna. La Giunta regionale insieme agli atenei ha quindi approvato i singoli protocolli di intesa stipulati con tutti i soggetti coinvolti nella realizzazione degli interventi, per lo stanziamento delle risorse.
Il bando ministeriale, che mette a disposizione circa 470 milioni di euro di cui 300 del Pnrr, prevede l’erogazione di un contributo massimo del 75% da parte dello Stato sul costo complessivo di ciascun intervento.
545 posti letto
Con i fondi ministeriali in arrivo, prosegue la nota della Regione, gli atenei puntano a incrementare nei prossimi anni l’offerta abitativa rivolta agli studenti fuori sede, che sempre più numerosi vengono a studiare nelle università emiliane, grazie alla creazione di 545 nuovi posti letto.
“Il sistema degli atenei dell’Emilia-Romagna vanta un’altissima percentuale di iscritti che arrivano da altre regioni e anche dall’estero”, ha sottolineato ieri l’assessore all’Università e Ricerca, Paola Salomoni. “Da qui l’esigenza di potenziare l’offerta abitativa per gli studenti fuori sede, con l’obiettivo di consolidare ulteriormente l’attrattività del nostro modello universitario, che si basa oltre che sulla qualità della didattica anche su quella dei servizi offerti. Questo comprende anche la disponibilità di posti letto a prezzi accessibili. Da un eccellente lavoro di squadra, per il quale mi preme ringraziare tutti i Rettori e i loro delegati all’edilizia oltre che ER.GO, nascono i progetti che imprimeranno un’ulteriore accelerazione al sistema di accoglienza dei nostri Atenei, con particolare riguardo agli studenti meno abbienti”, ha concluso Salamoni.
Tutto più difficile
Peccato, questa sembra un’altra occasione persa per Piacenza, che grazie all’arrivo in città dell’Ateneo parmense, in aggiunta a Cattolica e Politecnico, punta a crescere anche come città universitaria a vantaggio del suo tessuto socio-economico e culturale. Ma se gli studentati si fanno con fondi pubblici in altre città emiliane, dove l’offerta universitaria per di più è già consolidata, la concorrenza cresce e tutto diventa più difficile.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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