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Elezioni politiche, centrodestra: a Piacenza scende in campo il leghista Giorgetti?

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Giancarlo Giorgetti sarà candidato a Piacenza nell’uninominale? Dalle ultime indiscrezioni che arrivano dal centrodestra sembra di sì; anche se non si sa ancora se alle Politiche del 25 settembre il deputato della Lega e attuale ministro dello Sviluppo economico correrà per la Camera (più probabile) o per il Senato. Si può parlare di candidatura “paracadutata” per il big del Carroccio? Sì e no, perché Giorgetti, pur essendo di Varese, conosce bene Piacenza, dove si fa vedere spesso.

Per l’Istituto Cattaneo il collegio uninominale della Camera di Piacenza, che comprende anche alcuni Comuni della provincia di Parma (Fidenza; Salsomaggiore; Busseto; Pellegrino Parmense; Polesine; Zibello; Roccabianca e Soragna) è abbastanza sicuro per il centrodestra; così come il collegio senatoriale (comprende le province di Piacenza, Parma e una parte di quella di Reggio Emilia). Per cui possiamo dire che Giorgetti in un modo o nell’altro avrebbe molte chance di essere eletto con i voti dei piacentini che prediligono la coalizione composta da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia.

Chi correrà nel plurinominale?

Altra musica per le liste plurinominali, bloccate e scelte dalle segreterie dei partiti. Lì non si corre come coalizione ma come singole forze politiche. Se sembra quasi inevitabile la riconferma dell’onorevole Tommaso Foti per Fratelli d’Italia come capolista, le acque sono più agitate nella Lega e in Forza Italia. Anche se ufficialmente si è chiamato fuori, nel Carroccio c’è chi vede poche alternative a un frontman come l’attuale consigliere regionale e commissario della Lega emiliana Matteo Rancan; mentre in Forza Italia sembra si discuta ancora su una candidatura di Patrizia Barbieri; ben conosciuta ed apprezzata dai dirigenti nazionali, da Gasparri alla Bernini, l’ex sindaco di Piacenza è meno gradita dalla dirigenza azzurra piacentina, che continua a puntare soprattutto sul sindaco di Vigolzone Gianluca Argellati.

I big di casa

Da stabilire tra i big piacentini la casella della deputata del Pd Paola De Micheli; se non ci sono posti sicuri a Piacenza, potrà essere “paracadutata” anche in altre zone dell’Emilia-Romagna, in Calabria o in Toscana? Di certo l’ex ministro di Infrastrutture e Trasporti non resterà a bocca asciutta, nonostante la feroce cura dimagrante a cui sembra destinato il partito di Enrico Letta. A casa, per scelta personale, invece il deputato di Articolo 1 ed ex ministro Pier Luigi Bersani, come il senatore leghista Pietro Pisani; mentre lo scenario non pare ancora del tutto definito per la biondissima deputata leghista Elena Murelli.

Giorgetti story

Ma torniamo al big del Carroccio che potrebbe atterrare a Piacenza per la campagna elettorale. Chi è Giancarlo Giorgetti? Classe 1966, varesino, dopo una decina d’anni trascorsi nel Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del Msi, viene ammaliato dalle sirene di Umberto Bossi nei primi anni 90; così trasmigra nella Lega, diventando per nove anni sindaco del suo paese natale, Cazzago Brabbia, Comune di 794 abitanti.

Già nel 1996 arriva in Parlamento; dopo una breve parentesi come sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, dal 2001 al 2006 è presidente della Commissione bilancio (Giorgetti è un bocconiano, dottore commercialista e revisore dei conti). Dal 2002 ad oggi è stato segretario o vicesegretario della Lega prima lombarda, poi federale ed oggi “per Salvini premier”. Tra il 2018 e il 2019 è stato sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel Conte 1, per diventare con Draghi ministro per lo Sviluppo economico.

Amico (si dice fraterno) e ascoltato consigliere di Salvini, pare che il numero due della Lega giochi a fare il “poliziotto buono” mentre il leader fa quello “cattivo”. Giorgetti poi è legato ai governatori del Nord, da Zaia a Fontana e Fedriga, come agli imprenditori brianzoli, dei quali parla lo stesso linguaggio ed ha il comune sentire. Ciò non gli impedisce di essere molto legato a Mario Draghi, che lo ha scelto personalmente come ministro e fa molto conto su di lui.

Con l’aria bonaria dell’eterno burocrate, il fare un po’ trasandato, le mezze parole che lascia filtrare tra un incontro al vertice e l’altro, Giorgetti sarebbe un ottimo presidente del Consiglio di un Governo di centrodestra. Ma se vince, Giorgia Meloni non sarà disposta a cedere a nessuno la sua designazione a premier; e se dovesse vincere Salvini immaginiamo che sarebbe la stessa cosa. Per cui Giorgetti dovrà rassegnarsi al suo ruolo di eterno numero due, lavorando a testa bassa per far quadrare i conti, con uno sguardo verso il nord produttivo che non lo dimentica mai.

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Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

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