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Ennio Morricone? Grazie alla sua musica non ci lascerà mai

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Ennio Morricone è scomparso questa mattina a Roma all’età di 91 anni. E a lui, uno dei grandi musicisti del nostro tempo, va un merito assoluto. Quello di aver trasformato le sue colonne sonore da mero accompagnamento in protagoniste indimenticabili dei film per cui le ha scritte.

Morricone ha lanciato infatti un vero e proprio stile nella musica del ‘900. Con i suoi brani, essenziali e seducenti, ha lasciato un segno indelebile non solo nel mondo della musica, ma anche in quello del cinema. Ha composto più di 500 colonne sonore (oltre ad opere di musica contemporanea) che hanno imposto la musica come un ingrediente indispensabile del grande schermo al pari di sceneggiatori e registi. Come se i suoi brani abbiano loro stessi una storia da raccontare. 

Non solo western

Il grande musicista ha firmato alcune tra le più famose colonne sonore del cinema italiano e internazionale. Indimenticabile il suo sodalizio con Sergio Leone, con cui era compagno di classe alle elementari. La prima colonna sonora scritta per il regista romano è per il film Per un pugno di dollari nel 1964, proseguendo poi per tutta la serie successiva di spaghetti-western. Una collaborazione durata fino all’ultimo grande successo di Leone, il gangster-movie C’era una volta in America.

Ma oltre a Leone, Morricone ha collaborato con altri grandi registi. Nomi come Bernardo Bertolucci, che lo ha voluto per il capolavoro Novecento, Roland Joffé per The Mission e Giuseppe Tornatore, che ha chiesto la sua firma per Nuovo Cinema Paradiso.

Un mondo di premi

Il Maestro Morricone durante la sua lunga carriera ha vinto Golden Globe, Bafta e Grammy Award. Il primo Nastro d’Argento gli arriva nel 1965 proprio con Per un pugno di dollari. Pur essendo stato candidato all’Oscar ben cinque volte tra il 1979 e il 2001, queste candidature non lo hanno mai visto vincitore.

Solo nel 2007 gli viene conferito l’Oscar alla carriera “per i suoi magnifici e multiformi contributi nell’arte della musica per i film”. Il 28 febbraio 2016 riceve il prestigioso riconoscimento alla Migliore colonna sonora, composta per The Hateful Eight, film di Quentin Tarantino.

Grandi canzoni

Dopo il diploma conseguito al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, Ennio Morricone incomincia a suonare come trombettista in varie orchestre. Negli anni 50 lavora come arrangiatore di musica leggera per la casa discografica RCA Italiana.

Così compone gli arrangiamenti di brani di artisti italiani, che diventeranno quasi tutti grandi successi (Sapore di sale, Il mondo, Se telefonando), senza mai tralasciare la musica classica. Collabora con artisti italiani e stranieri come Mina, Paul Anka, Chet Baker, Edoardo Vianello e Gino Paoli. Contemporaneamente continua a comporre e a ricercare nuovi metodi musicali nel campo dell’improvvisazione.

Fuori dagli schemi

Per il novantesimo compleanno di Ennio Morricone l’Accademia di Santa Cecilia gli ha dedicato una mostra fotografica e in quella occasione lui ha presentato il suo libro 90’ennio. Durante la presentazione, sempre modesto, ha raccontato aneddoti di quand’era al debutto come compositore: “All’inizio ero vergognoso a dire che scrivevo per il cinema; lo nascondevo a Petrassi (il suo professore di composizione al conservatorio, ndr), mentre adesso sono convinto che la musica del cinema passerà alla storia perché nel cinema ci sono tutte le arti”.

“Il Maestro Maestro Ennio Morricone con il suo talento, il lavoro e la sua determinazione è riuscito a rompere alcuni argini che asfissiavano la musica del ‘900 soffrendo dell’egemonia culturale. Oggi ascoltiamo Mission e Petrassi nello stesso concerto e nessuno si scandalizza più”, ha dichiarato il compositore Nicola Piovani che lo conosceva bene.

Piovani ha così sottolineato come il lavoro e la dedizione del Maestro Morricone sono riusciti ad andare ben oltre i confini “tradizionali” della musica. Per questo i suoi brani segneranno per sempre la visione popolare che Morricone ha saputo accostare alla musica neoclassica con un genio ineguagliabile.   

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Caterina Pagani è laureata in Scienze della Natura e dell’Ambiente all’Università di Parma. Pur avendo un percorso di studi scientifico, ha sempre amato la letteratura.
Studia il pianoforte ed è appassionata anche di cinema e viaggi. Ha gestito un caffè letterario collaborando con artisti emiliani, lombardi e provenienti da altre regioni d’Italia. Da quasi un anno ha aperto un blog personale, il Barile dello Zucchero, dove scrive articoli sugli argomenti che le piacciono e diari di bordo dei suoi viaggi.

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