Pietro Ercini non ricama con le parole per spiegare come la pensa. Il presidente di Metronotte Piacenza va subito al sodo: “Da fine mese Villa Verdi a Sant’Agata chiuderà i battenti. Se resterà incustodita, come pare, c’è il rischio che sia alla mercé di ladri e vandali durante il giorno e soprattutto la notte. Non è giusto che un patrimonio così importante e significativo, e non solo per il territorio piacentino, corra un simile pericolo. Noi ci siamo. E siamo pronti a dare una mano da subito per proteggere con cura questo tesoro, chiunque ce lo dovesse chiedere, dal Comune di Villanova alla Regione Emilia-Romagna, da altri enti pubblici ai privati”.
Un approccio perentorio di chi ha a disposizione uomini e mezzi di vigilanza privata per affrontare anche una questione delicata come la tutela di un valore inestimabile di questo genere. In attesa che la casa-museo di Giuseppe Verdi, al centro di una disputa ereditaria, vada all’asta; garantendo magari, nel frattempo, anche un’eventuale riapertura al pubblico. “Ripeto, noi siamo pronti a mettere a disposizione la nostra esperienza. Siamo un’azienda piacentina e anche per questo teniamo molto al futuro di Villa Verdi”, sottolinea Ercini.
Ci fa l’identikit di quest’azienda piacentina?
“La nostra impresa è nata a fine 2011. Dopo circa vent’anni sono uscito da un grande gruppo nazionale con alcuni soci. L’alternativa era entrare in un altro big del settore della vigilanza privata oppure andare da soli. Abbiamo optato per la seconda soluzione, rilevando le quote di maggioranza di Metronotte Piacenza, una piccola realtà locale con 4-5 dipendenti, che fatturava circa 500mila euro. In pochi mesi siamo passati a 1,5 milioni di ricavi, con una crescita a doppia cifra per tutti gli anni successivi”.
Oggi come vi posizionate sul mercato della vigilanza privata?
“Abbiamo oltre 400 dipendenti, con un fatturato di 15 milioni di euro lo scorso anno, mentre per il 2022 la previsione è di una crescita attorno ai 17 milioni”.
Qual è stato l’approccio che vi ha consentito in dieci anni di arrivare a questi risultati?
“Direi un approccio basato su competenza e professionalità. I soci sono tutti piacentini con un’approfondita conoscenza del mercato. Da subito, a differenza dei grandi gruppi del nostro settore che propongono servizi standard, limando sui prezzi, abbiamo puntato sulla qualità”.
In che modo?
“Dialogando con ogni cliente per soddisfare le sue esigenze di sicurezza. L’idea di aver cucito addosso ‘un abito su misura’ con l’impianto antifurto adeguato, le telecamere installate bene, con i controlli al momento giusto, è piaciuta molto ad aziende e privati… ed eccoci qui”.
E dire che i piacentini passano per dei conservatori che non amano le novità.
“Guardi, Piacenza premia il merito. È tanto chiusa quanto meravigliosa, se lavori bene. Non nego che i primi anni siano stati molto complicati, con investimenti impegnativi. Ma le banche ci hanno dato fiducia, guardando al progetto e alle persone. Soprattutto negli ultimi quattro anni abbiamo avuto una crescita davvero forte. Abbiamo quasi raddoppiato il bilancio aziendale e il numero dei dipendenti. Pensi che in pieno Covid, due anni fa, abbiamo aperto una nuova sede a Parma”.
Fin dove volete arrivare?
“All’inizio pensavamo di occuparci solo del Piacentino, ma la domanda del mercato ci ha portato ad operare anche nel Basso Lodigiano e nell’Oltrepò Pavese. E credo che questa sarà la nostra configurazione territoriale definitiva”.
Quali servizi offrite, presidente Ercini?
“Quando abbiamo cominciato, puntavamo ad essere un istituto di vigilanza con una grande centrale operativa, pattuglie di controllo sul territorio e di veloce pronto intervento in caso di allarme in aziende e abitazioni private. Ma poi è arrivata anche una cospicua domanda di vigilanza fissa, di presidio e controllo nelle imprese di grosse dimensioni, in particolare della logistica. Anche qui la qualità che offriamo ha fatto la differenza. Oggi in questo settore impegniamo parecchio personale sia armato sia disarmato; e siamo al fianco dei clienti occupandoci della sicurezza fisica dei beni e della verifica del rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro”.
Passiamo al tema della sicurezza in generale: lei ha un punto d’osservazione privilegiato, come vede la situazione a Piacenza?
“Negli ultimi anni c’è stata una grande crescita della domanda di sicurezza da parte dei privati cittadini sul piano abitativo. Un mercato che si sta allargando sempre di più, sia in forma congiunta, a livello di quartieri o di piccoli Comuni, sia di singoli clienti”.
Come mai?
“Il livello di sicurezza per esempio su furti e rapine, che non è quello reale ma quello percepito, è basso; e quindi i cittadini ci chiedono generalmente di fare pattugliamento, anche se il termine è scorretto visto che compete solo alle forze dell’ordine. In sostanza si tratta di fare ispezioni nelle singole residenze in diversi momenti del giorno e della notte; un’operazione vista come un deterrente che scoraggia i malviventi. Ma noi anche in questo caso puntiamo prima a capire quale sia l’effettiva situazione da affrontare, valutando soprattutto come poter intervenire nel minor tempo possibile in caso di una vera necessità”.
Ci fa un esempio?
“Se scatta l’allarme di casa, che dev’essere di ottima qualità, montato bene e con le telecamere nei posti giusti, noi dobbiamo arrivare nel minor tempo possibile”.
Qual è la velocità d’intervento?
“Dobbiamo arrivare nel giro di qualche minuto, non di più. Magari l’impianto non scatterà mai; ma noi, se succede, dobbiamo garantire un intervento di questo livello; per esempio, in caso di effrazione, catturando il ladro o evitando che fugga con la refurtiva”.
Come si fa a garantire un servizio così?
“Ci riusciamo perché abbiamo ripartito il territorio in settori molto stretti, con un presidio fisico delle pattuglie 24 ore su 24. E questo fa la differenza”.
In che senso?
“Normalmente le pattuglie degli altri istituti di vigilanza circolano nella fascia oraria che va dalle 22 fino alle 6 del mattino; e solo il sabato e i festivi coprono le 24 ore. Noi invece siamo in giro per tutta la giornata sette giorni su sette. Certo, con costi più alti, ma con una risposta del genere siamo in grado di essere sempre presenti e di supportare, nel caso sia necessario, anche il lavoro delle Forze dell’ordine”.
Come vanno le cose, in particolare con Polizia e Carabinieri?
“Con le Forze dell’ordine c’è piena sintonia quando veniamo coinvolti; e grazie anche a tutti gli asset tecnologici che abbiamo a disposizione, siamo pronti ad offrire ancor più collaborazione per garantire sempre più sicurezza ai cittadini del nostro territorio”.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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