Europa Verde Piacenza: “In previsione delle elezioni comunali del 2027 siamo stati esplicitamente invitati a sostenere la candidata sindaca del centrosinistra Katia Tarasconi. Dopo attenta riflessione abbiamo deciso di scegliere un altro percorso, probabilmente più difficile e impegnativo ma più coerente con le nostre posizioni e i principi da sempre sostenuti dai nostri elettori”.
Non usano mezzi termini i vertici degli ambientalisti piacentini per bocciare un Tarasconi bis targato Pd. Pronti a rompere sulle Comunali del prossimo anno anche l’Alleanza Verdi Sinistra. Una scelta che spiegano con dovizia di particolari nella nota divulgata ieri, dopo la conferenza stampa tenuta dai portavoce di Europa Verde Riccardo Bassi e Vanda Campregher, affiancati da Luigi Scattaglia e Lavinia Calza.
Nessuna contraddizione
“Se Sinistra Italiana – di cui siamo alleati – sceglierà di aderire al ‘campo largo’ e di sostenere l’autocandidatura della sindaca Tarasconi, la nostra scelta potrebbe apparire contraddittoria ma è in realtà una scelta obbligata, a livello locale, che non scalfisce la convinta alleanza a livello nazionale”. Tuttavia, prosegue la nota, “ci auguriamo che anche Sinistra Italiana, dopo attenta riflessione, si unisca ad un percorso in continuità con quello avviato con Alternativa per Piacenza, condiviso in questi quattro anni, per costruire una vera alternativa ecologista e di sinistra in questa città, anche con altri soggetti che riterranno di sostenerla. Qualunque sarà la loro decisione – lo diciamo con forza e chiarezza – rispetteremo la loro posizione, che potrebbe essere diversa nel metodo ma di piena sintonia nei valori che continueranno ad accomunarci”.
Una candidatura imposta
Perché “aderire al percorso di ApP e non a quello della candidatura di Katia Tarasconi?”. Risposta: “Per una questione di metodo e di sostanza. L’autocandidatura dell’attuale sindaca è senza dubbio legittima ma quantomeno irrituale. Non conosciamo i passaggi interni al suo partito ma sicuramente non è stata espressione delle forze politiche che dovrebbero appartenere al ‘campo largo’. Non solo la candidatura viene percepita come una imposizione ma anche il programma dell’alleanza viene discusso e costruito senza la sua diretta partecipazione”.
Matrimonio per procura
Di fatto, prosegue la nota, “è un programma costruito senza chi dovrà interpretarlo, un po’ come un matrimonio per procura, senza vero amore o anche semplice empatia, dove gli ‘alleati’ devono prendere o lasciare. Noi riteniamo che così non possa funzionare. Riteniamo che l’accordo delle forze politiche debba nascere in primo luogo da una valutazione approfondita e anche critica di ciò che non è condivisibile, nel metodo e nella sostanza, dell’amministrazione attuale. In seconda battuta, da una valutazione delle priorità attuali della comunità locale in un contesto di veloce e profondo cambiamento della realtà sociale ma anche ambientale a seguito dei drammatici cambiamenti climatici in corso. Non basta un sindaco del fare ma occorre fare bene se vogliamo rispettare un patto di responsabilità con le future generazioni”.
Tante cose non vanno
La nota di Europa Verde prosegue: “Sono tante le cose che non ci sono piaciute dell’attuale Amministrazione. La vicenda di Piazza Cittadella è stata sicuramente esemplare di ciò che non si sarebbe dovuto fare, sia nel metodo che nelle decisioni assunte, anche a dispetto delle evidenze, ma è solo la punta di un iceberg. Si potrebbe fare un lungo elenco rispetto ai temi dell’urbanistica e del consumo di suolo, del rapporto squilibrato nei confronti della logistica, della mobilità e del traffico, del rapporto con il gestore della raccolta dei rifiuti, della gestione del verde, e così via. Non neghiamo che ci sia stato notevole impegno nel fare ma con una metodica indifferenza rispetto al vincolo sempre più stringente e ineludibile della sostenibilità ambientale”.
Un nuovo percorso con ApP
Dunque, annunciano gli ambientalisti piacentini, “da qui in avanti apriamo un percorso nuovo. Non abbiamo, oggi, un nome per la candidatura a sindaca o sindaco di questa città. E non è una mancanza: è una scelta. Abbiamo alcuni punti di programma che per noi restano imprescindibili, che presenteremo nei prossimi giorni in un documento dedicato. Non abbiamo alcuna intenzione di chiedere ad altri di aderire a un pacchetto già chiuso e predeterminato, con un nome e un programma decisi a tavolino; non è il nostro metodo. Immaginiamo il percorso da avviare con Alternativa per Piacenza e con i soggetti che vorranno collaborare, come una vera e propria ‘Officina’ con attrezzi a disposizione per poter costruire, cucire, proporre un programma che aderisca il più possibile ai bisogni della città con questo slogan: insieme ad ApP per la giustizia ambientale e sociale”.
Un percorso partecipativo “dove forze politiche, associazioni, sindacati e singoli cittadini possano confrontarsi per costruire un programma e solo successivamente individuare la candidata o il candidato sindaco che lo potrà interpretare”, conclude la nota di Europa Verde.




