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Farina di grillo a tavola dalla prossima settimana: in che cibi la potremo trovare?

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Farina di grillo: a partire dal 24 gennaio sarà possibile utilizzarla per la preparazione di pane, pizza e biscotti. Non basta. Potrà finire anche nella pasta, nelle salse e nei cibi a base di verdure. Senza dimenticare altri prodotti che troviamo sugli scaffali del supermercato, come il cioccolato, la birra o il latte in polvere.

L’Unione europea infatti ha dato il via libera all’immissione sul mercato della farina di grillo (Acheta domesticus) parzialmente sgrassata e ne ha stabilito gli ambiti di utilizzo. L’autorizzazione è stata concessa da Bruxelles col Regolamento di esecuzione Ue 2023/5 della Commissione, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale Ue il 4 gennaio scorso. Per i prossimi cinque anni solamente la società vietnamita Cricket One Co. Ltd potrà esportarla sul mercato europeo, a meno che l’autorizzazione non venga ottenuta da altri richiedenti. 

Oltraggio al made in Italy

Le reazioni contrarie non sono mancate. Per molti si tratta di un oltraggio al nostro patrimonio enogastronomico. Sull’arrivo della farina di grillo ha detto la sua il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, evidenziando l’importanza di “difendere i cittadini da quanti vogliono far passare l’idea che basta nutrirsi, a prescindere da dove e come venga prodotto il cibo”.

A dar manforte al ministro anche la Coldiretti, che ha pubblicato un sondaggio in collaborazione con Ixè. Dall’indagine emerge che il 54% degli italiani è contrario agli insetti a tavola; mentre il 24% è indifferente, il 16% favorevole e il 6% non risponde. “La maggioranza degli italiani non porterebbe mai a tavola degli insetti, considerati estranei alla cultura alimentare nazionale”, ha sottolineato in una nota la principale organizzazione degli agricoltori, ricordando che la Ue ha già autorizzato anche la vendita della larva gialla della farina (Tenebrio molitor) e della locusta migratoria.

Per Coldiretti l’arrivo sulle tavole degli insetti solleva anche “dei precisi interrogativi di carattere sanitario e salutistico”. Domande a cui “è necessario dare risposte, facendo chiarezza sui metodi di produzione e sulla stessa provenienza e tracciabilità; considerato che la maggior parte dei nuovi prodotti proviene da Paesi extra Ue, come il Vietnam, la Thailandia o la Cina, da anni ai vertici delle classifiche per numero di allarmi alimentari”.

I fan degli insetti

Chi è favorevole alla commercializzazione di prodotti come la farina di grillo parla invece di pregiudizi. Certo, “gli insetti non fanno parte della nostra cultura alimentare”, ha dichiarato a La Nazione Francesco Sofi, docente di Scienze tecniche dietetiche applicate all’Università di Firenze. “Ma dal punto di vista nutrizionale hanno molti pregi, per non parlare poi del discorso legato alla sostenibilità”. Un tema che i fautori degli allevamenti di insetti segnalano di continuo, guardando ai minori consumi di terreni e di acqua, come alle basse emissioni di CO2 rispetto a quelle delle produzioni zootecniche tradizionali.

“Mi auguro che il consumatore venga correttamente informato”, ha aggiunto il docente. “Perché si tratterà di una bella opportunità sia in ottica ambientale che nutrizionale. La nostra cultura non è portata ad introdurre questi cibi, che però vengono indicati come quelli del futuro. Dal punto di vista nutrizionale, le polveri e farine derivate dagli insetti sono ottime: contenuto proteico elevato, come nella carne; pochi grassi, molti minerali e vitamine”, ha concluso Sofi.

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1 commento

  1. E’ da evidenziare che gli insetti contengono CHITINA che non può essere digerita dal nostro intestino e che può provocare reazioni allergiche nelle persone allergiche ai crostacei, ai molluschi e agli acari della polvere, come rilevato al punto 10 dello stesso Regolamento europeo che ne norma la commercializzazione. Gli allergici ai crostacei come il sottoscritto sono avvertiti.

    Come rilevato in numerosi studi, la chitina è un polisaccaride molto “appetitoso” per cancro, parassiti, funghi e quasi tutto ciò che causa malattie. Gli insetti inoltre contengono anche steroidi metamorfici, specialmente ecdisterone; ossia ormoni, con tutto ciò che ne consegue.

    Solo gli uccelli possono digerire il cibo costituito da insetti; il sistema digerente degli uccelli è completamente diverso da quello dell’uomo.

    Gli insetti possono essere contaminati da alcuni patogeni come la salmonella, l’E. coli o il Campylobacter; essi ospitano spesso anche PARASSITI, PESTICIDI e ANTIPARASSITARI.

    Uno studio del 2019 (quindi recente) ha stabilito che il 30% degli insetti d’allevamento contengono parassiti dannosi per l’uomo. Lo studio completo descrive ogni parassita che è stato scoperto ed ha notato che sono particolarmente dannosi per l’intestino e i polmoni. Si può leggere qui: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6613697/

    Ultima considerazione: la farina d’insetto costa da 10 a 20 volte la buona, sana e tradizionale farina di grano tenero (magari di tipo 1 o 2 o integrale). Resta solo una spiegazione per tutto questo: il tentativo dei ben noti consorzi più o meno occulti di fare dell’uomo un trans-uomo, umiliandolo alla condizione di bestia.

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