Attualità

Fase 2 e Coronavirus: i test sierologici ci salveranno?

fase-2-coronavirus-test-sierologici-ci-salveranno

Fase 2 e Coronavirus: forse siamo vicini alla fine dell’incubo. Tutti ci ricordano che bisognerà vivere distanziati, che dovremo per forza usare le mascherine ovunque, che non si sa quando tutto questo finirà, che dovremo immaginare una vita “normale” e così “sociale” su basi completamente diverse da quelle finora conosciute.

Però c’è una notizia che potrebbe fare giustizia di tutto questo. Almeno per un gruppo di persone che non sappiamo né immaginiamo quanto grande possa essere: i test sierologici per il Covid-19. Cosa sono? Prima di tutto sono test molto rapidi, si parla di un quarto d’ora per conoscere l’esito. Poi molto a buon mercato, si parla di una cifra che va dai 12 ai 25 euro. E somiglieranno molto agli attuali test della glicemia: una o due gocce di sangue da un polpastrello e via.

Che differenza c’è dal tampone? Il tampone ti rivela se sei positivo o negativo al Coronavirus. Cioè se ce l’hai nel momento in cui il tampone viene eseguito. E conosciamo già le notizie di tamponi prima positivi e poi negativi o viceversa. Il test del sangue ti rivela se lo hai avuto, magari da asintomatico, e se nel tuo sangue sono presenti gli anticorpi. Ovvio che in questo caso non corri più il rischio di ammalarti. Per sempre? No, la copertura dovrebbe durare circa un anno; ed entro un anno si spera sia arrivato il vaccino. Ma puoi tranquillamente riprendere la tua vita di prima e, soprattutto, puoi tornare a lavorare.

Tutto a posto? Evidentemente no. Prima di tutto il governo aspetta che i tecnici del comitato scientifico validino i test sierologici, visto che molti ancora non sono proprio affidabili. Un via libera che potrebbe già arrivare nei prossimi giorni. Ma “grazie a questi test sarà possibile avere un quadro completo dell’epidemia in Italia”, afferma Franco Locatelli presidente del Consiglio superiore di Sanità.

Fase 2 e imprese

“Per noi in Veneto il test sierologico è l’ultima frontiera”, spiega il governatore Luca Zaia. “Eravamo conosciuti come quelli dei tamponi (ne abbiamo fatti 105.000), poi per i test con i kit rapidi; e adesso avremo questa ulteriore evoluzione, più probante scientificamente, con la validazione delle Università di Padova e Verona”.

È evidente che le imprese si sono appropriate della notizia con l’entusiasmo che si può immaginare: con questi test nella fase 2 non sarebbe neppure necessaria la distanza di sicurezza tra gli addetti e l’uso delle mascherine. Ma quando si propone alle stesse imprese di farsi carico dei costi del test, per ora, fanno orecchie da mercante, anche se con qualche eccezione. Il consiglio di presidenza di Confindustria Emilia – dalla Voilàp del presidente Valter Caiumi alla Bonfiglioli Riduttori, e poi Ima, Datalogic, Euroricambi – per esempio si è detto disponibile a supportare questa e ogni iniziativa per superare l’emergenza. Mentre la Regione Emilia-Romagna sta invece pensando a test a campione per avere un’idea di quanti cittadini sono “coperti” dagli anticorpi.

Fase 2: patente in arrivo?

Come dicevamo resta un problema: l’affidabilità del risultato. Perché non siamo ancora sicuri che il test sierologico con l’esame del sangue non confonda i ceppi del Covid-19 con quelli di un banale raffreddore. Per questo il ministero della Salute frena ancora sulle fughe in avanti di diverse Regioni, che puntano su questi test per sbloccare la fase 2. Ma abbiamo ancora giorni a disposizione. E se la strada dovesse essere quella giusta, si pensa ad una sorta di “patente” o di carta sanitaria che il cittadino potrebbe esibire per dimostrare di essere singolarmente uscito dal tunnel. Si riuscirà a mappare tutta la popolazione in un tempo accettabile? Ci sembra difficile. Ma la strada sembra tracciata. E sembra proprio promettente.

Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.