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Fenomeno Maneskin: gli Stati Uniti sempre più stregati dall’italian rock

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Maneskin: «Sono un’incredibile rockband italiana la cui musica è stata trasmessa in streaming oltre tre miliardi di volte. Hanno appena aperto per i Rolling Stones. Sono fantastici». Dopo il «Grazie mille ragazzi!» di Mike Jagger sul palco di Los Angeles, è stata una regina dei talk americani come Ellen DeGeneres a lanciare con queste parole la band romana nel suo famosissimo show televisivo. E il loro rock con “Mammamia”, “Zitti e buoni” e “Beggin’”, fa volare l’Italia della musica sul tetto del mondo. 

Dopo la conquista degli States, i prossimi appuntamenti della band romana prevedono sia una tournée italiana che culminerà il 9 luglio prossimo a Roma; sia una serie di date europee che vedrà i Maneskin protagonisti in tutte le principali capitali europee, da Londra a Varsavia, da Parigi a Berlino, da Bruxelles a Budapest. 

Dalla strada a X Factor

Agli inizi però era la strada. E precisamente via del Corso a Roma. È lì che il gruppo si esibisce le prime volte, nel 2016. Quando andava meglio venivano arruolati in locali e bar della Capitale. Poi la svolta. Nel 2017 i Maneskin provano la via del talent show e approdano a X Factor. Prendono così parte all’11ª edizione del programma e hanno la fortuna di finire nella squadra di Manuel Agnelli, guru italiano del rock in tutte le sue correnti. E sotto la sua guida si aggiudicano il secondo posto della gara.

La vetrina del talent show apre loro la strada per una serie di successi. Nel marzo del 2018 con il singolo “Morirò da re” i Maneskin si aggiudicano il doppio disco di platino. E in settembre pubblicano il singolo “Torna a casa”, che arriverà in vetta alla Top Singoli della Fimi.

Sul palco dell’Ariston

Ma è nell’inverno del 2021 che la band raggiunge la consacrazione nazionale. Infatti, subito dopo la pubblicazione del nuovo singolo, “Vent’anni”, viene annunciata la loro partecipazione al Festival di Sanremo. Sul palco dell’Ariston cantano “Zitti e buoni”, un brano in stile hard rock: si aggiudicherà la 71ª edizione della kermesse, che con i Maneskin torna un trampolino di lancio per il mercato internazionale. Poi di diritto ecco l’Eurovision Song Contest 2021 in rappresentanza dell’Italia; e i Maneskin vinceranno pure questa gara canora (terzi italiani nella storia della manifestazione, dopo nomi di una vita fa come Gigliola Cinquetti e Toto Cutugno).

Passo di carica

Nei mesi successivi la loro marcia prosegue a passo di carica: in luglio il quartetto raggiunge la vetta della classifica mondiale di Spotify con la sua versione di Beggin’ di Frankie Valli and The Four Seasons. In agosto esce una nuova versione di “I Wanna Be Your Slave”, cantata insieme a un mito del rock come Iggy Pop.

E veniamo alle scorse settimane. In ottobre esce il singolo “Mammamia” che ottiene subito un grande successo. Alla fine del mese i Maneskin volano negli Usa e si esibiscono al Tonight Show di Jimmy Fallon che annuncia la partecipazione del gruppo in apertura del concerto degli Stones. 

Non sono chiari di luna

Maneskin in danese singnifica “chiaro di luna”. E danese è l’origine di Victoria De Angelis, detta Vic, la bassista del gruppo, secondo molti, il motore della band. È lei che fonda il gruppo nel 2015 con Thomas Raggi, il chitarrista; ed è lei che nello stesso anno seleziona, scarta e ripesca Damiano David, il frontman; ed è ancora Vic che recluta Ethan Torchio, il batterista. Quando viene intervistata in inglese, nelle trasferte all’estero, è lei a tenere il microfono in mano per la band, a condurre la conversazione con accento perfetto, lei a presentare, condurre, spiegare.

E sotto la guida di questa ragazza una cosa è certa: chi aveva ironizzato sul nome del gruppo, magari profetizzando per i Maneskin un destino da chiari di luna, ha preso un grosso abbaglio. Perché adesso stanno illuminando il rock di tutto il mondo.

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Ferdinando Bergamaschi è un imprenditore piacentino del settore agricolo. Ha un percorso di studi classici, ama la scrittura e gli studi storici. Ha scritto e pubblicato due libri di carattere storico. Ha tenuto alcune conferenze: la presentazione del libro “Cattolici fra europeismo e populismo”, di cui è autore della postfazione, presso la Camera dei Deputati nel 2019; due conferenze tenute a Verona sul tema “sovranismo-globalismo”; una conferenza su Aleksandr Solzenicyn presso la sede dei Liberali di Piacenza.

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