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Ferragosto: da Augusto all’Assunzione di Maria, storia della festa d’estate

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Guercino: Assunzione della Vergine (1655, 116.6 x 95.2 cm; Ackland Art Museum, Stati Uniti)

Ferragosto: da Augusto all’Assunzione di Maria. Ogni anno, la festa di mezza estate scandisce la stagione e fa da spartiacque tra le ferie e il graduale ritorno alla normalità. Il dì inesorabilmente si accorcia e la riduzione delle ore di luce ci ricorda che il forte dell’estate è ormai alle spalle.

Il termine ferragosto deriva dalle latine feriae augustales, che si celebravano a Roma il 1° del mese, nelle Kalendae Augusti. La festa venne istituita dall’imperatore col suo nome nel 18 avanti Cristo e completava un ricco ciclo di festività agricole. Oltre che da finalità auto-celebrative, l’introduzione della ricorrenza fungeva dunque da ponte nel calendario festivo. In tutto l’impero, le celebrazioni prevedevano corse di cavalli e sfilate di animali da tiro agghindati coi fiori. Fuori dall’epoca antica si affermò l’uso delle mance dei signori ai lavoratori in risposta agli auguri. La traslazione dei festeggiamenti al 15 del mese si deve alla Chiesa, che volle farli coincidere col dies natalis mariano celebrato in questa data.

Prima la fede, poi il dogma

Cominciamo allora a prendere confidenza col vocabolario e i concetti religiosi, giacché oggi il 15 agosto è una festa cristiana. Delle numerose festività dedicate a Maria, l’Assunzione è la più importante e quella più propria della madre di Gesù. Ferragosto è infatti la ricorrenza della sua nascita al cielo: cioè, come per tutti i santi, della sua morte.

La convinzione dei cristiani che la Madre di Cristo abbia condiviso immediatamente la sorte del Figlio, tornato dopo la morte e la resurrezione nella dimensione di Dio, è molto antica. Non bisogna quindi confondere la tempistica dei dogmi con quella della fede del popolo cristiano. Infatti, il dogma dell’Immacolata concezione è stato proclamato prima (1854) di quello dell’Assunzione (1950). Ma il sensus fidei del Popolo di Dio ha creduto prima all’Assunzione di Maria in cielo che non alla sua concezione senza peccato. L’istituzione ha cristallizzato più tardi convinzioni già profondamente radicate nel sentire comune dei fedeli. Probabilmente, ciò è stato dovuto al fatto che nel secolo XX l’affermazione dello scientismo e la secolarizzazione hanno suggerito l’opportunità di ribadire il primato dei misteri divini.

Dal IV secolo a Pio XII

Le fonti scritte più antiche relative alla dottrina dell’Assunzione rimontano al IV secolo e sono in lingua etiopica, un antico idioma semitico. Il tema è subito fiorito in tutta la letteratura patristica sia orientale che occidentale, e ha impegnato i teologi lungo i secoli, anche oltre l’epoca moderna.

Da Germano di Costantinopoli e Giovanni Damasceno nel VII secolo ad Alberto Magno e Tommaso d’Aquino nel XIII secolo, fino a Roberto Bellarmino e Francesco di Sales a cavallo fra XVI e XVII secolo, tanti dottori della Chiesa hanno scritto di questo grande mistero. Il 1° novembre 1950, infine, con la Costituzione apostolica “Munificentissimus Deus”, Pio XII ha proclamato: “ (…) pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l’immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo”.

Il dogma dell’Assunzione che si celebra a Ferragosto è l’ultimo decretato dalla Chiesa cattolica e rappresenta anche l’ultimo ricorso in ordine di tempo all’infallibilità papale “ex cathedra”. L’Assunzione, ancorché non come dogma, è ritenuta anche dagli ortodossi. È giudicata non incompatibile con la Scrittura dalla comunione anglicana, mentre è decisamente respinta dal resto del protestantesimo.

Ferragosto, Assunzione e Resurrezione

Resta da dire in che cosa consista, secondo la fede cristiana, l’Assunzione di Maria al cielo in anima e corpo. Cominciamo dalla considerazione per cui la persona di Maria è tutta riferita a Gesù. Non esistono privilegi e titoli che le spettino se non in quanto madre di Cristo. Il culto mariano è essenzialmente derivato e dipendente da quello trinitario. Proprio come tale, e solo come tale, la Chiesa cattolica lo coltiva, lo promuove e se ne fa vanto. E questo anche ad onta delle incomprensioni che le derivano nel dialogo ecumenico.

Da questa consapevolezza si può partire per capire che l’Assunzione è strettamente connessa con la Resurrezione di Gesù. L’assunzione è la forma di partecipazione della Madre alla resurrezione del Figlio. La Chiesa crede che tutti siamo chiamati alla resurrezione dopo la morte, ma solo alla seconda venuta di Cristo. Maria, come Gesù, ha avuto il privilegio di assurgere alla dimensione divina subito dopo la morte, senza corruzione delle spoglie. Con questo, conviene superare anche qualsiasi questione in ordine all’interpretazione del termine “dormizione”, talvolta concorrente con quello di assunzione. Come Gesù è morto e risorto, così Maria è morta ed è stata assunta presso Dio.

Corpo glorioso e identità personale

La convinzione dell’assunzione corporale non guarda oggi prevalentemente al prodigio, poiché oggi sappiamo che in teologia è questione di senso più che di modo. Il corpo con cui Maria è stata assunta è analogo al corpo di Cristo risorto, cioè il corpo glorioso. Il corpo glorioso non è il corpo storico, non è soggetto alle proprietà e ai limiti della fisica. Nondimeno, è l’intera persona di Maria che si crede assunta nella dimensione divina dopo la trasformazione gloriosa.

E qui soccorre Bonaventura da Bagnoregio, grande teologo francescano medievale, che spiega: “(…) la beatitudine non sarebbe piena, se (ella) non vi fosse personalmente (nel cielo); e poiché la persona non è l’anima ma il composto, è chiaro che vi è secondo il composto, cioè il corpo e l’anima (…)”. Per la fede cristiana, neanche entrando nella dimensione divina creatura e Creatore si confondono. La creatura, anche la più alta, resta distinta e mantiene la sua identità, sia pure integralmente trasformata. Ma senza corpo, ancorché ovviamente glorificato, l’essere umano non potrebbe identificarsi. Ecco perché, agli occhi della Chiesa, Cristo risorto e Maria assunta rappresentano la nuova umanità di cui tutti parteciperanno.

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