Fine vita: il Consiglio dei ministri ha impugnato la legge della Regione Emilia-Romagna sul suicidio medicalmente assistito approvata lo scorso luglio. “Per la prima volta il Governo riconosce la titolarità delle Regioni a legiferare sul tema del suicido medicalmente assistito e questo è un fatto importante”, commenta in una nota Michele de Pascale, presidente dell’Emilia-Romagna. “Riconoscendo la titolarità delle Regioni, ammette infatti indirettamente la gravissima carenza della maggioranza parlamentare nel non fare una legge nazionale”.
Il governatore aggiunge: “Come sempre nell’interlocuzione col Governo in questi giorni avevamo dato massima disponibilità ad affrontare alcuni elementi di dettaglio che venivano posti dal Governo stesso, sebbene non li condividessimo fino in fondo nel merito. Ma come spesso è accaduto è prevalsa la volontà di avere comunque uno scontro istituzionale, arrivando a fare un’impugnativa, a differenza delle precedenti, su elementi di assoluto dettaglio giuridico, che non toccano in nessun modo la sostanza della tutela dei diritti e della persona”.
La lente di Palazzo Chigi
Secondo de Pascale, “alcune fonti non firmate da Palazzo Chigi hanno messo anche in discussione la qualità del sistema di cure palliative della Regione Emilia-Romagna, offendendo professioniste e professionisti che tutti i giorni sono impegnati sul campo. Sul nostro sistema sanitario sono pronto in qualunque momento a un confronto anche diretto con la presidente del Consiglio per mostrarle cosa avviene e come vengono attivate nella nostra regione le cure palliative”. E conclude: “Ricordo che abbiamo non solo raggiunto ma addirittura superato il target Pnrr, attivando anche le cure palliative pediatriche. Risultati che mettono di diritto la nostra Regione tra le migliori d’Italia per la qualità dell’offerta”.




