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Fini: ecco le dichiarazioni che mettono nei guai Elisabetta Tulliani

Fini: ecco le dichiarazioni che mettono nei guai Elisabetta Tulliani

Fini messo a nudo nelle sue contraddizioni. Ecco le parole con cui ha cambiato versione sulla casa di Montecarlo e ha “abbandonato” al suo destino la compagna Elisabetta Tulliani. Il 16 novembre l’ex presidente della Camera si è recato dal procuratore aggiunto Michele Prestipino e dal pm Barbara Sargenti. Come mai? Perché lo scorso 10 ottobre i due avevano fatto recapitare a Fini la chiusura delle indagini preliminari. Un chiaro indizio di una prossima richiesta di rinvio a giudizio per concorso in riciclaggio internazionale. Si è trattato di “spontanee dichiarazioni” rese da Fini, accolte dai magistrati in perfetto silenzio. Il verbale, se non secretato, doveva essere almeno riservato. Ma è comparso sul Tempo di ieri. Prima però di riportare le sue dichiarazioni, riassumiamo brevemente i fatti.

L’eredità Colleoni

Nel 1999 muore la contessa Colleoni che lascia in eredità al partito di Fini, all’epoca Alleanza Nazionale, un appartamento a Montecarlo “per la buona battaglia”. Secondo Filippo Apollonj Ghetti, agente immobiliare romano, sentito dai magistrati come persona informata sui fatti, nel 2002 Fini gli avrebbe mostrato la piantina dell’appartamento chiedendogli una valutazione di massima. L’agente immobiliare rispose che doveva valere non meno di un milione e 200mila euro. Ma l’immobile viene venduto da An alla società off shore Printemps al prezzo stracciato di 330mila euro. Dopo pochi anni Tulliani rivende la casa di Boulevard Princesse Charlotte, 14 al prezzo di circa 1,4 milioni. Et voilà, les jeux sont fait!

La verità viene a galla

Quando la storia viene a galla, Fini inizia ad avere paura. La sua prima reazione è di cadere dalle nuvole. Lui non sapeva niente, non era al corrente che la società Printemps era riconducibile al cognato. Ancora un anno fa, il 14 dicembre 2016, in un’intervista al Fatto Quotidiano che gli chiedeva se sapeva che la casa di Montecarlo era di sua moglie rispondeva: “Addirittura è di mia moglie, nemmeno del fratello Giancarlo, è sicuro?”. E incalzato sul fatto che la società Timara Ltd fosse riconducibile a Elisabetta Tulliani, lui aveva replicato: “Che devo dirle, sono notizie delle quali non ero minimamente a conoscenza. Sono davanti a un bivio: o sono stato talmente fesso oppure ho mentito volutamente”.

Fini: figlie da tutelare

E adesso veniamo alle ultime dichiarazioni di Fini. “Elisabetta mi ha confessato solo recentemente che, insieme al fratello Giancarlo, nel 2008, avevano deciso di comprare la casa di Montecarlo. Non l’ho riferito nel primo interrogatorio, per timore delle ripercussioni laceranti che tali affermazioni avrebbero potuto causare nel mio ambito familiare. Soprattutto con riferimento alle mie figlie. Oggi però sono convinto che per affermare la mia onorabilità devo prescindere dalle mie vicende familiari, per quanto dolorose”. In sostanza, Gianfranco Fini ammette di aver mentito alla Procura quando era stato interrogato nel mese di aprile. Così scarica anche Elisabetta, dopo aver preso le distanze dall’ingombrante cognato.

La confessione di Elisabetta

Ma vediamo il resto di quanto avrebbe detto Fini ai magistrati. “Quando ho appreso dalle indagini che Elisabetta aveva ottenuto la metà del ricavato della vendita dell’appartamento, ovviamente mi sono molto dispiaciuto e arrabbiato. Lei mi ha confessato solo recentemente che, insieme a Giancarlo, nel 2008, avevano deciso di comprare quell’appartamento. E, per evitare che la proprietà fosse di pubblico dominio, il fratello aveva appositamente costituito le società off shore Timara e Printemps. Il fratello le confidò che il nome di James Walfenzao, quale soggetto che si sarebbe occupato della costituzione delle società offshore, era stato proposto da Francesco Corallo al fratello”.

L’insistenza dei Tulliani

E non è finita. “Se io avessi avuto, nel 2008, il minimo sospetto che dietro le società Printemps e Timara ci fossero stati i due fratelli Tulliani, mai avrei autorizzato la vendita. Solo dopo, leggendo le carte dell’indagine, ho capito l’insistenza a conoscere circostanze relative alla vendita dell’appartamento. Ricordo con certezza che Giancarlo Tulliani, che già frequentava Montecarlo, mi chiese con insistenza se fosse vero che An aveva un appartamento lì, se l’appartamento fosse in vendita, affermando che c’era una società interessata all’ acquisto. Non escludo che anche Elisabetta Tulliani mi abbia fatto qualche domanda al riguardo, ma francamente non lo ricordo. Qualora lo abbia fatto, gli avrò risposto. Ma non presi certo io l’iniziativa di segnalare l’esistenza dell’appartamento, né la possibilità di una vendita”.

Fini: un fiume in piena

Insomma, nel tentativo di salvare il salvabile, Fini è diventato un fiume in piena. E ha travolto la compagna Elisabetta Tulliani. Ma possiamo tranquillamente affermare che la posizione processuale dell’ex terza carica dello Stato non è stata minimamente alleggerita dalle sue ultime dichiarazioni. Lei per ora continua a rimanere in silenzio. Ma è chiaro che prima o poi Elisabetta dovrà difendersi e raccontare la sua versione dei fatti ai magistrati.

Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

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