Fiorenzuola: quando l’ovvio diventa eccezionale. Mercoledì 2 marzo riapre il pronto soccorso dell’Ospedale Unico della Val d’arda. Un reparto chiave per qualsiasi nosocomio. Ma a Fiorenzuola no. Tanto che è rimasto chiuso praticamente due anni, nonostante fosse al servizio di una vallata che conta circa 70mila abitanti.
Prima per il Covid, e questo ci poteva anche stare. Poi, dopo una ristrutturazione durata mesi e costata oltre 1,3 milioni di euro, doveva essere inaugurato nel settembre scorso. Ma stavolta la carenza di personale, medici e altri sanitari, ne ha impedito la riapertura tra mille polemiche, accompagnate dalle proteste dei sindaci del Distretto sanitario di levante, capitanati dal primo cittadino di Fiorenzuola Romeo Gandolfi.
Parata di autorità
Anche se il pronto soccorso di Fiorenzuola sarà aperto solo 12 ore al giorno, dalle 8 alle 20, come a Castel San Giovanni, l’Ausl di Piacenza si prepara a celebrare l’evento con i crismi delle grandi occasioni. Infatti il 1° marzo, un giorno prima dell’entrata in funzione, il nuovo reparto sarà presentato alla cittadinanza. Martedì alle 10 il taglio del nastro, con una parata di autorità: Raffaele Donini, assessore alle Politiche per la salute dell’Emilia-Romagna; Patrizia Barbieri, presidente della Provincia di Piacenza; Lucia Fontana, presidente della Conferenza territoriale sociosanitaria e sindaco di Castel San Giovanni. Con loro, oltre al sindaco Gandolfi, saranno presenti i nuovi vertici dell’Azienda sanitaria: Giuliana Bensa, direttore generale ad interim e Andrea Magnacavallo, direttore sanitario facente funzione. Seguirà una visita guidata con il direttore del pronto soccorso Bernardo Palladini e la coordinatrice Marilena Longinotti.
Tante promesse
Tutto bene? Speriamo di sì. L’augurio che facciamo a tutti i cittadini della Val d’Arda è che l’inaugurazione del nuovo pronto soccorso sia finalmente il primo passo verso un miglioramento dei servizi sanitari in un territorio dove le cose da anni non vanno per il verso giusto. Senza dimenticare i disservizi quotidiani, a partire dalle lunghe liste d’attesa per esami e visite, martedì sarà dunque l’occasione per ricordare all’assessore Donini e alle altre autorità anche tutti gli impegni presi dalla Regione a Fiorenzuola e non ancora realizzati. Dalle prestazioni specialistiche nel Blocco B, costato 11,5 milioni di euro, alle sale operatorie promesse nel lontano 2016. Per finire con la Casa della Salute prevista nell’ex Municipio cittadino e di cui si sono perse le tracce.
Uno sguardo al futuro
Tuttavia, bisogna guardare in faccia la realtà. E visti i chiari di luna sembrano in arrivo per la sanità regionale, forse andrebbe valutato in modo molto pragmatico e trasparente se a Fiorenzuola non sia meglio concentrare tutti gli sforzi su un ospedale da rendere più forte sul piano dei servizi e delle specialità. Come? Raggruppando lì anche le attività ambulatoriali della Casa della salute, evitando così investimenti in muri e ristrutturazioni da milioni di euro a poche decine di metri dal nosocomio. Risorse economiche che invece potrebbero essere utilizzate per acquistare nuovi macchinari e per assumere quel personale sanitario, sempre più difficile da reperire, da mettere a disposizione dei cittadini di tutta la Val d’Arda.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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