Fondazione di Piacenza e Vigevano: siamo all’ultimo atto della liturgia officiata dal presidente uscente Massimo Toscani. Il Consiglio generale, guidato dal notaio che per oltre 6 anni ha tenuto le redini di Palazzo Rota Pisaroni, si riunirà alle 17 di domani. I 15 consiglieri uscenti eleggeranno i loro successori per i prossimi quattro anni scegliendo un nominativo da ciascuna delle 13 coppie (un uomo e una donna) indicate dagli enti e dalle istituzioni preposti dallo Statuto a questo compito.
Qui si apre il primo gustoso siparietto, che sta destando più di una perplessità tra gli osservatori delle vicende di via Sant’Eufemia. Il voto dei consiglieri uscenti infatti sarà palese. Che cosa faranno per esempio i tre membri in cerca di riconferma, Fabio Fornari, Tiziana Pisati e Carlo Dallagiovanna quando verrà il loro turno? Usciranno dalla sala al momento del voto? Assisteranno, astenendosi, al voto dei 14 colleghi, scoprendo i favorevoli e i contrari alla loro rielezione? O addirittura parteciperanno al voto, magari diventando determinanti per la loro riconferma?
Il caso Dodici
Come potete ben capire non è solo una questione di forma ma anche di sostanza. Soprattutto per gli “avversari” dei tre consiglieri uscenti e per i loro sostenitori. In particolare, per esempio, si guarda al caso di Cristina Dodici. L’imprenditrice è stata indicata dai sindaci piacentini con un placet plebiscitario di 38 voti (sui 45 disponibili); mentre il dottor Fornari tra i primi cittadini ha ottenuto una maggioranza risicata sul suo concorrente, l’imprenditore Guido Sicuro Musetti, spaccando i sindaci di centrodestra.
E qui si aprono i giochi di corridoio favoriti anche in questo caso da uno Statuto che non brilla per la sua trasparenza elettiva. Sempre guardando al caso Dodici, mal che vada c’è chi ricorda che se prevalesse Fornari, la presidente di Assoservizi (Confindustria), stimata non solo dai sindaci, potrebbe essere ripescata successivamente.
In quale frangente? Per esempio, quando i 13 nuovi consiglieri dovranno scegliere a loro volta altri due colleghi per completare l’organo collegiale portandolo a 15 membri. Oppure, dopo l’elezione del nuovo presidente della Fondazione. Quando la Dodici potrebbe essere chiamata a far parte del Consiglio di amministrazione da quest’ultimo, oppure al posto di un consigliere a sua volta nominato in Cda. Il tutto con il voto favorevole del Consiglio generale per lei come per i componenti del Cda, che a discrezione del nuovo presidente potrà essere formato da un minimo di sei a un massimo di otto componenti.
Spunta Cavanna
E veniamo alle ultime mosse per la corsa alla presidenza della Fondazione. Come avevamo previsto è entrato in pista un terzo nome. Oltre a quelli del noto giornalista Giangiacomo Schiavi (già vicedirettore del Corriere della Sera) e dell’ex presidente di Confindustria Piacenza Alberto Rota, da qualche giorno stanno salendo infatti le quotazioni del dottor Luigi Cavanna, che è pure uno dei due candidati per il nuovo Consiglio generale indicati da Patrizia Barbieri nelle vesti di presidente della Provincia (l’altro nominativo è quello della commercialista Lucia Grilli).
Il gioco delle parti
C’è chi sostiene però che quella di Cavanna sia solo una candidatura di bandiera. E cioè decisa a tavolino per dare più sostanza a quella di Schiavi, dato ormai per sicuro alla prossima presidenza. Il nome del noto medico piacentino – guarda caso intervistato proprio da Schiavi sul Corsera anche il 5 febbraio scorso – servirebbe così per dare alla platea dei piacentini il senso di un dibattito in corso sul prossimo presidente e sul futuro dell’Ente. Dove Cavanna comunque potrebbe avere un ruolo rilevante, magari come vicepresidente, carica da lui già rivestita in via Sant’Eufemia ai tempi della discussa gestione Marazzi. E con lo stesso Rota che potrebbe entrare direttamente in Cda con un ruolo di peso, mettendo alla fine tutti d’accordo.
Insomma, a meno di clamorose sorprese capaci di far saltare il banco, per alcuni sulla governance della cassaforte dei piacentini è già tutto deciso da tempo. E stiamo assistendo solo a un gioco delle parti in uso ai poteri forti anche a Piacenza. Con Schiavi che sapientemente – e ben consigliato – potrebbe orchestrare le cose già in questa prima fase, visto che è membro uscente dell’attuale Consiglio generale e quindi anche lui parteciperà al voto del 15 febbraio sui prossimi consiglieri della Fondazione.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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