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Fondazione di Piacenza e Vigevano: che fine ha fatto il progetto Santa Chiara?

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Progetto Santa Chiara: che fine ha fatto il fiore all’occhiello della Fondazione di Piacenza e Vigevano? L’operazione di rigenerazione urbana dell’ex convento da 13,2 milioni di euro, presentata a dicembre 2021, prevedeva la nascita di un fondo immobiliare ad hoc della durata di 20 anni.

Tre partner

A finanziare il fondo, l’Ente presieduto da Roberto Reggi con il conferimento dell’area e dell’immobile, stimato in 2 milioni. Poi ecco la partecipazione di Cassa Depositi e Prestiti, con 6,5 milioni, e di Investire Sgr, società di gestione del risparmio, che doveva rendere disponibili i restanti 5 milioni attraverso la sottoscrizione di quote del fondo principalmente da parte di investitori nazionali (banche, assicurazioni, fondi pensione).

I circa 12mila metri quadrati (8.500 di verde) dell’ex convento dovevano essere così recuperati e ristrutturati con la realizzazione di nuovi alloggi: un totale di 330 posti letto per studenti fuori sede (90%) e per soggetti fragili (10%), da affittare a prezzi calmierati.

Obiettivo 2024

Il progetto godeva già di tutte le autorizzazioni dal 2016. Tanto che Reggi prevedeva tempi veloci per la sua realizzazione. “Il prossimo anno (2022, ndr) sarà dedicato interamente al completamento del progetto esecutivo”, aveva affermato il presidente della Fondazione. “Si completeranno le attività amministrative necessarie anche per consolidare il fondo di finanziamento dell’opera; al termine di questo periodo di circa 12 mesi partiranno i lavori, la cui durata è stimata in un anno e mezzo”. Nel 2024, aveva calcolato Reggi, “dovremo quindi avere l’opera completa”.

Tutto tace

Da allora sul progetto Santa Chiara è calato il silenzio. E dopo un’estate tra eventi e mostre nell’ex convento, di inizio lavori nemmeno l’ombra. Facile pensare che l’aumento dei prezzi dei materiali edili e dell’energia abbia fatto lievitare i costi, rallentando quantomeno i tempi dell’opera. Ma sarebbe interessante sapere ufficialmente quali siano oggi le intenzioni della Fondazione e dei suoi prestigiosi partner su questa ambiziosa partita. “Per noi – aveva concluso Reggi – quest’operazione rappresenta un vantaggio”. Sarà ancora così?

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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