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Fondazione di Piacenza e Vigevano: è battaglia sulla nuova presidenza

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Fondazione di Piacenza e Vigevano: altro che scelta condivisa. La corsa per la presidenza è entrata nel vivo e si sta delineando come una vera battaglia senza esclusione di colpi. La prima novità riguarda l’unico dei candidati che ufficialmente si è detto in campo e che sembra definitivamente fuori dai giochi. Parliamo dell’ex vicedirettore del Corriere della Sera Giangiacomo Schiavi, che a suo tempo sembrava aver messo tutti d’accordo, ma che poi, con i suoi tentennamenti, avrebbe innescato l’escalation del mese scorso.

La cordata Reggi

Le indecisioni di Schiavi avrebbero infatti aperto il campo alla cordata che vuole Roberto Reggi alla presidenza, ritenendolo l’uomo giusto al posto giusto per disegnare il futuro della Fondazione. Una scelta di rottura, perché pare che l’accordo iniziale tra i grandi elettori piacentini prevedesse l’esclusione di un politico o di un imprenditore per la guida dell’Ente di via Sant’Eufemia. Dopo il sostanziale via libera al nome del suo predecessore del sindaco di Piacenza e presidente della Provincia Patrizia Barbieri, la cordata pro Reggi, che non si è mai candidato ufficialmente, si è mossa velocemente e in modo concreto.

Sono state raccolte e depositate a Palazzo Rota Pisaroni le firme di 7 sette neo consiglieri – Maria Grazia Sabato (indicata dal Comune di Piacenza); Luigi Cavanna (Provincia); Fabio Fornari (45 Comuni della provincia); Lavinia Gaia Bulla (Università Cattolica);  Edoardo Favari (Politecnico); Mario Magnelli (Conservatorio Nicolini); Daniela Boffino (Comune di Vigevano) – in calce a una lettera che propone di cooptare altri due colleghi, l’avvocato Luigi Salice e la direttrice di Confcooperative Nicoletta Corvi. A questo punto, con 9 voti su 15 al primo plenum del Consiglio generale la possibile presidenza Reggi sarebbe assicurata.

La carta Pagani

Ma c’è anche chi non approva questa candidatura, in primis pare la Diocesi di Piacenza. Un disaccordo non tanto sulle qualità personali di Reggi, riconosciute da tutti, ma perché viene ritenuto un uomo politico e quindi si tratta di una candidatura che avrebbe rotto il patto iniziale, stretto per scegliere il presidente.

Dopo la presentazione della lettera dei 7, dal gruppo che ruota attorno ai 6 consiglieri che non l’hanno firmata – Ivano Fortunato (Diocesi di Piacenza-Bobbio); Elena Sisaro (Diocesi di Vigevano) Carlo Dallagiovanna (Associazioni di volontariato); Rossella Buratti (Associazioni di volontariato di Vigevano); Tiziana Pisati (Associazione la Ricerca); Anna Muselli (Camera di commercio) – è partita la caccia a un terzo nome. Quello di una figura di vaglia, che non fosse un politico o un imprenditore, per provare a ricostruire un quadro di condivisione d’intenti.

È uscito così quello del dottor Augusto Pagani, fresco ex presidente dell’Ordine dei medici di Piacenza, ritenuto una figura capace di attirare su di sé i consensi di tutti. Ma pare che finora il tentativo di dialogo sia miseramente fallito. E che Pagani venga visto invece come il candidato della Diocesi e dei suoi alleati in sostituzione di Schiavi per contrastare l’ascesa di Reggi. Anche il medico piacentino naturalmente non ha ufficializzato la sua candidatura, ma avrebbe cominciato a muoversi supportato dai suoi sostenitori per valutare i consensi attorno al suo nome; cosa che d’altra parte Reggi starebbe facendo da tempo con l’aiuto del suo entourage.

I nodi da sciogliere

Le voci intanto si rincorrono; si parla di viaggi a Vigevano per incontrare i consiglieri lombardi e di riunioni riservatissime a Piacenza, tenute nei palazzi che contano. Per farla breve: da un lato i sostenitori di Reggi stanno cercando di blindare la maggioranza dei 7 consiglieri per portarla compatta al primo Consiglio generale in modo che garantisca l’arrivo dei due nuovi colleghi prescelti; dall’altro è in atto il tentativo di smontare questa lista da parte dei sostenitori di Pagani per arrivare a una nuova maggioranza costruita attorno al suo nome.

Il tutto ruota attorno ad alcuni elementi che potrebbero essere determinanti per decidere il nome del prossimo presidente della Fondazione. Il primo: sembra confermato che tra i 7 consiglieri che hanno firmato la lettera pro Salice e Corvi, alcuni l’avrebbero fatto quantomeno senza grande convinzione; il secondo: le tre consigliere di Vigevano sono divise e solo una di loro fa parte della lista dei 7; il terzo: sempre nella lista dei 7, è presente la consigliera dell’Università Cattolica, con l’Ateneo che non è sulle posizioni della Diocesi.

Il calendario di aprile

I prossimi giorni saranno decisivi. Il calendario stilato dalla governance uscente guidata dal notaio Massimo Toscani prevede che l’8 aprile i 13 consiglieri neoeletti si incontrino una prima volta in via Sant’Eufemia per partecipare a una seduta propedeutica sulle attività e sugli organi amministrativi della Fondazione. Mentre il 28 aprile, salvo ulteriori slittamenti, è fissata la convocazione del primo Consiglio generale a 13, che coopterà i due nuovi membri per arrivare al plenum del parlamentino che poi voterà il nuovo presidente. Nel frattempo, aspettiamoci nuovi colpi di scena.

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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