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Forza Italia? A Piacenza ha cambiato nome: adesso la chiamano Farsa Italia

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Forza Italia: ormai a Piacenza siamo vicini al grottesco. Non ce ne voglia il presidente Berlusconi, ma la battuta più gettonata nelle vicinanze di piazza Cavalli è che il suo partito ha cambiato nome in Farsa Italia. E pensare che un tempo i berluscones qui erano una solida realtà. Poi tra scontri e ripicche negli ultimi 5 anni hanno perso peso e prestigio. Tanto che le insegne di Forza Italia in Consiglio comunale e in Giunta oggi rasentano l’irrilevanza.

Volete tempi e numeri della débâcle? E allora cominciamo dall’inizio. Giugno 2017: appena chiuse le Comunali che hanno impalmato Patrizia Barbieri sindaco di Piacenza, Forza Italia festeggia: conta 5 consiglieri sui 32 di palazzo Mercanti. In ordine alfabetico sono stati eletti: Ivan Chiappa, Michele Giardino, Sergio Pecorara, Filiberto Putzu e Mauro Saccardi. Pochi giorni dopo, Putzu, il più votato dei forzisti, si dimette da consigliere, lascia il seggio a Francesco Rabboni, ed entra nella Giunta di centrodestra insieme con Federica Sgorbati, sempre in quota Forza Italia.

Le prime crepe

Il 22 ottobre 2018 si palesano i  primi guai. Putzu, insieme ad altri due assessori (il leghista Massimo Polledri e il civico Paolo Garetti), viene giubilato dal sindaco Barbieri. Chi entra in Giunta al posto del noto medico piacentino? Proprio l’allora commissario provinciale di Forza Italia, Jonathan Papamarenghi, all’epoca sindaco uscente di Lugagnano, due incarichi che gestirà in contemporanea per quasi un anno.

La vicenda alimenta una serie di tensioni interne che via via diventano veri e propri scontri. Giardino lascia il gruppo di Forza Italia il 26 ottobre 2018 ed entra nel misto; Saccardi lo segue qualche mese dopo, a fine maggio 2019. E a metà novembre Papamarenghi viene sostituito nell’incarico di commissario provinciale di Forza Italia da Gabriele Girometta, sindaco di Cortemaggiore.

Braccio di ferro

Chi pensa che il cambio ai vertici locali del partito rimetterà le cose a posto però si sbaglia di grosso. L’influenza di Papamarenghi sui consiglieri Chiappa e Rabboni alimenta infatti un braccio di ferro estenuante con Girometta, che tenta invano di far rientrare nel gruppo consigliare Giardino e Saccardi. E i vertici regionali del partito che lo hanno nominato? Via via non prendono più posizione: Papamarenghi è diventato un assessore molto apprezzato dal sindaco Barbieri e quindi bisogna andarci piano.

In questo clima anche Pecorara, capogruppo di Forza Italia dall’inizio del mandato, lascia l’incarico ai primi di gennaio 2020 e passa nel misto, per poi approdare nella Lega (ottobre 2021). Il gruppo di Forza Italia si riduce così a due soli consiglieri. Chiappa e Rabboni (nuovo capogruppo) però continuano a ignorare i richiami di Girometta e i tentativi di mediazione dei vertici regionali di Forza Italia, capitanti prima dal senatore bresciano Adriano Paroli e poi dal senatore modenese Enrico Aimi. I due consiglieri, pur mantenendo le insegne del partito, fanno invece sempre più quadrato con l’assessore Papamarenghi che da tempo ha stretto un patto di ferro con la collega Sgorbati sotto lo sguardo benevolo della prima cittadina.

Arrivi e partenze

Di fatto Forza Italia non ha più voce in capitolo né in Giunta né in Consiglio comunale. Girometta però non demorde. Cerca rinforzi e in Consiglio comunale trova la sponda di Andrea Pugni: l’ex candidato sindaco dei 5 Stelle da tempo ha lasciato i grillini e alla fine entra in Forza Italia un mese fa. Il suo arrivo, celebrato in pompa magna, però crea solo nuove tensioni. Pugni infatti non entra nel gruppo consigliare di Forza Italia con Chiappa e Rabboni ma resta nel misto.

Una situazione sempre più insostenibile, mentre le Comunali si avvicinano a grandi passi. Così, notizia dell’altro giorno, anche Rabboni e Chiappa lasciano Forza Italia e si accasano nel gruppo misto. Saranno due frecce all’arco della lista civica che Papamarenghi sta preparando con Sgorbati sotto l’egida del sindaco Patrizia Barbieri. E Pugni? Finalmente si può fregiare del grado di capogruppo di Forza Italia, ma il prossimo capolista del partito di Berlusconi è un generale senza truppe.

Parla Aimi

Dopo l’uscita da Forza italia degli ultimi due consiglieri eletti nel 2017, a rendere la situazione ancor più lunare sabato scorso arriva un comunicato del coordinatore regionale Aimi. Lo riproponiamo integralmente, perché possiate valutare ogni sfumatura.

“L’obiettivo di Forza Italia a Piacenza – scrive Aimi – è quello di allargare il perimetro della coalizione per tornare a vincere con il sindaco Patrizia Barbieri le prossime elezioni amministrative. Un lavoro molto positivo e importante è già stato compiuto in questi 5 anni ma va portato a conclusione con un ulteriore mandato che sarà decisivo per tutte le nuove sfide che la città merita. L’errore sarebbe quello di interromperlo proprio nel bel mezzo della sua fase espansiva. L’appoggio di esponenti vicini a Forza Italia nella Lista Barbieri è condiviso, concordato e funzionale alla creazione di più liste a sostegno della coalizione. L’obiettivo è ora quello di attrarre in Forza Italia le tante culture politiche sintoniche con noi e presenti a Piacenza. Sono certo che nei prossimi giorni potremo annunciare queste importanti novità. Le dinamiche amministrative vanno comprese. I rapporti sono ottimi e tra gli esponenti della lista Barbieri e Forza Italia c’è ora piena sintonia d’intenti. Desidero ringraziare tutti coloro che, comunque di area ‘Azzurra’, hanno lavorato instancabilmente per questa amministrazione e si stanno responsabilmente impegnando per raggiungere con unità d’intenti un risultato condiviso. Ad Andrea Pugni, nuovo carismatico capogruppo di Forza Italia in Comune, va uno speciale ‘in bocca al lupo’ da parte del nostro Coordinamento Regionale per l’importante lavoro che dovrà assolvere guardando a Piacenza come ad una meraviglia da difendere”.

Insomma, nessuna autocritica per quanto è accaduto. Quasi quasi si festeggia il fatto che in cinque anni il gruppo di Forza Italia si sia ridotto all’osso; poi si stappa un’altra bottiglia per l’uscita degli ultimi due consiglieri, mandati in missione per portare voti a qualcun altro diverso da Forza Italia; per non dire degli auguri al carismatico Andrea Pugni nuovo capogruppo di se stesso.

In ordine sparso

Di Pecorara nella Lega e di Rabboni e Chiappa che correranno nella civica del sindaco abbiamo già detto. Giardino invece oggi guida la Buona Destra, Putzu ha creato Piacenza al Centro, e Saccardi ha aderito a Officina delle Idee. In ordine sparso i tre ex forzisti potrebbero convergere su una lista moderata alternativa alla maggioranza di centrodestra insieme con i Liberali, se anche loro lasceranno la coalizione che sostiene la ricandidatura di Patrizia Barbieri. Ma non è questo il punto. Comunque vada, il risultato è che alle prossime Comunali di Piacenza Forza Italia non candiderà sotto le sue insegne nessuno dei consiglieri eletti nel 2017 e nemmeno uno dei suoi assessori.

Si accettano scommesse

Alle Comunali di cinque anni fa il partito di Berlusconi aveva preso l’8,44% dei voti, ed era stato scelto da 3.300 piacentini. Forza Italia, seconda solo alla Lega (12,9%, 5.046 voti), nella coalizione di centrodestra aveva fatto meglio di Fratelli d’Italia (7,22%, 2.823 voti). Stavolta come andrà a finire? A Piacenza si accettano scommesse, ma chi parla di Farsa Italia ha già fatto la sua puntata…

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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