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Forza Italia, la quiete prima della tempesta: tutti con Salvini?

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Forza Italia oltre le apparenze della ritrovata armonia nel centrodestra. Le domande sul futuro del partito restano. Con l’elezione di Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati alle presidenze di Camera e Senato si è consumata la rottura definitiva con la Lega? Salvini diventerà il capo indiscusso di un nuovo schieramento conservatore che smantellerà Forza Italia? Nascerà un nuovo Governo coi forzisti all’opposizione o rivoteremo presto in un quadro politico già cambiato? Proviamo ad azzardare qualche risposta.

Forza Italia: ciak si gira

Per cominciare torniamo al 5 marzo, il giorno dopo le elezioni legislative. Berlusconi deve ammettere a denti stretti che Salvini lo ha superato. “Ma io resto il regista del centrodestra”, sostiene il leader di Arcore. Parole dal senso oscuro, per chi è arrivato secondo. Almeno fino all’apertura delle nuove Camere e all’elezione dei presidenti.

E siamo al 23 marzo. L’ex cavaliere prova a forzare la mano sulla candidatura al Senato di Paolo Romani, inviso ai 5 Stelle. Salvini, l’attore protagonista, si adegua alle indicazioni del “regista”? Per niente. Fa votare ai suoi Anna Maria Bernini di Forza Italia. Con un’intrusione in casa d’altri, che scatena le ire di Berlusconi: “Quello di Salvini è un atto ostile”, che spacca il centrodestra, prodromo di un’alleanza di governo Lega-5 Stelle, dice in sostanza un comunicato di fuoco.

Risultato del braccio di ferro? L’ex cav è costretto a giubilare sia Bernini sia Romani e a “ripiegare” sulla Casellati. Certo, un’altra fedelissima della prima ora. Ma scelta in coabitazione con Salvini. Al di là delle frasi di rito sulla ritrovata armonia dopo l’elezione di Casellati, chi ha vinto? Ovvio, Salvini. E chi ha perso? Ovvio, Berlusconi.

Forza Italia: i muscoli di Salvini

Il leader della Lega non solo ha mostrato i muscoli. Ha mandato un messaggio chiaro sui rapporti di forza nel centrodestra agli eletti di Forza Italia. In Parlamento ha i numeri per fare un’alleanza con i 5 Stelle quando vuole. Della serie, il capo sono io e i miei sono compatti. Se volete seguirmi bene, se no andate pure per la vostra strada. Quale? Quella della rottura del centrodestra: Salvini al governo con Di Maio. E Forza Italia e Fratelli d’Italia relegati all’opposizione. Quindi, per i parlamentari di Berlusconi e Meloni niente poltrone di grido nell’esecutivo. Né accesso agli ambitissimi posti di sottogoverno (vice ministri e sottosegretari). E allora, come uscire dallo stallo ed evitare questo scenario?

Ipotesi Lega Italia

Da tempo sono note le posizioni di chi, come il governatore ligure Giovanni Toti, preme più o meno velatamente per una “fusione” con la Lega. O meglio, in soldoni, per quella che sarebbe un’Opa da parte di Salvini sul partito di Berlusconi.
E l’idea di fare “Lega Italia”, magari con il contentino della presidenza al leader di Arcore, sembra stia facendo sempre più proseliti. Secondo alcuni, un segnale significativo è arrivato dal recente vertice del centrodestra sulla crisi al Senato. A far quadrato contro Salvini sarebbero rimasti al fianco di Berlusconi solo i fedelissimi Ghedini e Ronzulli.  

Insomma, è innegabile che il centrodestra sia a trazione leghista: oggi Salvini è come Berlusconi nel 1994. E siccome lo sport nazionale è correre in soccorso ai vincitori, non sarebbe lunare una convergenza di vertici e peones forzisti sulle posizioni del leader di via Bellerio. Una mano sta arrivando anche dai 5 Stelle, che puntano a delegittimare Berlusconi. Non hanno riconosciuto la sua leadership nelle trattative sulle presidenze delle Camere. E men che meno hanno intenzione di farlo per la formazione del Governo: Di Maio parla solo con Salvini.

Forza Italia: brutti sondaggi

L’altra ipotesi che agita gli eletti di Forza Italia è un ritorno alle urne in breve tempo. E qui i sondaggi soffiano sul fuoco. Quelli di Swg (22 marzo) danno la Lega in decollo, dal 17,4% del 4 marzo al 21,6%. Forza Italia è in caduta libera (dal 14 al 10,1%). In regressione anche Fratelli d’Italia (dal 4,4 al 3,9%). E gli altri? I 5 Stelle volano dal 32,7 al 35,2%; mentre il Pd gode dell’effetto “Belgio”: senza segretario galleggia sul 19%. In caso di nuove elezioni chi si candiderà ancora con Berlusconi rischia così di andare a casa con facilità. Chi passerà in tempo con Salvini invece potrebbe avere dalle urne una riconferma sicura. Ancor di più se la legge elettorale venisse corretta con un premio di maggioranza: Lega e 5 Stelle probabilmente aggregherebbero più consenso.

A questo punto non resta che aspettare, ma la tempesta sembra montare all’orizzonte. Stavolta però Berlusconi dovrà avere un colpo di genio per tenere insieme il suo partito. Perché lasciare che Salvini faccia il suo governo “populista” con Di Maio e sperare che fallisca nell’impresa, sommerso dai problemi italiani, potrebbe non essere abbastanza per riconquistare gli elettori di centrodestra. 

Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

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