Economia

Fotovoltaico: la Regione Emilia-Romagna fissa i criteri per localizzare gli impianti

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Fotovoltaico: la Regione Emilia-Romagna dà il via libera ai criteri per la localizzazione degli impianti. E lo fa con un atto specifico, la Deliberazione 125/2023, approvata dall’Assemblea legislativa e appena pubblicata sul Bollettino ufficiale regionale. Un provvedimento che prende le mosse da una delibera di Giunta proposta dagli assessori Vincenzo Colla, Irene Priolo, Barbara Lori e Alessio Mammi.

L’obiettivo, spiega una nota di Bologna, è promuovere il massimo sviluppo del fotovoltaico nel territorio. Per consentire una reale transizione ecologica dell’intero sistema produttivo a beneficio dell’ambiente e dei cittadini, grazie alle fonti rinnovabili. Al tempo stesso, l’atto approvato intende guidare i soggetti, pubblici e privati, verso una corretta localizzazione di questi impianti; confermando la volontà di salvaguardare i terreni con coltivazioni di pregio e le aree di maggior valore paesaggistico e ambientale; precisando che anche il fotovoltaico deve osservare le prescrizioni della pianificazione urbanistica e territoriale, la disciplina edilizia e dei rischi naturali.

Prima valutazione

La deliberazione chiarisce per prima cosa che i criteri localizzativi regionali – come le indicazioni della legislazione statale sull’idoneità alla localizzazione degli impianti fotovoltaici – costituiscono una prima valutazione, diretta a orientare la presentazione delle istanze degli operatori. Resta comunque salva la valutazione dei singoli progetti da parte delle amministrazioni competenti sull’ammissibilità degli impianti.

Fra le aree non idonee all’installazione degli impianti fotovoltaici vengono indicate anche le fasce di tutela fluviale. Rimane ferma, in ogni caso, la disciplina circa l’idoneità alla localizzazione degli impianti fotovoltaici nelle discariche e nelle infrastrutture del servizio idrico integrato (SII) collocate in quelle stesse fasce, e nelle cave dismesse.

Aree agricole

L’atto definisce in quale misura sia possibile realizzare impianti fotovoltaici nelle aree agricole. E dunque sia in quelle considerate idonee dal legislatore statale sia in quelle non dichiarate idonee. Gli impianti (con moduli a terra o agrivoltaici) possono essere installati nella misura del 100% delle aree agricole idonee collocate a meno di 500 metri dagli impianti produttivi esistenti, oppure a meno di 300 metri dalle autostrade; nella misura del 10% delle restanti aree agricole nella disponibilità del soggetto richiedente.

Per tutelare le eccellenze agricole che caratterizzano l’Emilia-Romagna, il provvedimento stabilisce che, laddove le aree siano interessate da coltivazioni certificate, siano ammessi esclusivamente impianti agrivoltaici avanzati, e impianti agrivoltaici con tecnologia di tipo verticale. 

Cave e bacini

Per dare un impulso maggiore allo sviluppo del fotovoltaico è prevista la possibilità di inserire gli impianti nelle cave dismesse o recuperate; ma salvaguardando anche in questo caso i corridoi ecologici e le produzioni di pregio. Nelle aree che hanno come destinazione finale l’invaso o il bacino, è consentita l’istallazione di impianti fotovoltaici flottanti, che potranno d’ora in poi coprire il 70% della superficie e avere una distanza minima di 10 metri dalla sponda.

In aggiunta, è previsto che gli impianti flottanti possono interessare il 100% della superficie dell’invaso, nel caso di bacini artificiali realizzati da aziende agricole ad uso irriguo o da aziende che svolgono attività di acquacoltura anche in area di cava. La possibilità di realizzare impianti che interessino il 100% della superficie viene estesa anche ai canali di irrigazione a regime controllato e alle vasche di laminazione.

Pertinenze e parcheggi

Per quanto riguarda le aree di pertinenza degli ambiti industriali, artigianali e commerciali esistenti, viene specificato che l’installazione non dovrà comunque pregiudicare la funzionalità delle dotazioni infrastrutturali e tecnologiche dell’impianto produttivo; né interessare le dotazioni ecologiche e ambientali e ogni altra misura di compensazione e riequilibrio ambientale e territoriale prescritta dalla pianificazione.

Si dovrà inoltre assicurare il mantenimento della quota dei parcheggi pertinenziali prescritta dalla disciplina urbanistica in vigore; ma è consentito ricoprire il 100% degli stessi con strutture di sostegno per la realizzazione di un impianto fotovoltaico soprelevato, senza limiti dimensionali e senza il rispetto delle distanze dai confini e dagli edifici; la stessa possibilità viene prevista anche per i parcheggi pubblici relativi ai medesimi ambiti urbanistici. 

Aree dismesse

Per favorire prioritariamente lo sviluppo degli impianti fotovoltaici in realtà territoriali già urbanizzate, prosegue la nota della Regione, viene specificato che gli ambiti industriali, artigianali e commerciali dismessi possono essere interamente utilizzati per l’installazione di impianti; ma a condizione che prima vengano demoliti i manufatti edilizi esistenti e siano svolte le eventuali bonifiche ambientali.

Sempre nell’ottica di ridurre al minimo il consumo di suolo e incrementare il fotovoltaico sugli edifici, si precisa che i regolamenti edilizi prevedono e disciplinano l’installazione di pannelli sulle coperture di edifici destinati all’esercizio di attività industriali, artigianali e commerciali, di nuova costruzione o soggetti a ristrutturazione.

Monitoraggio e anagrafe

Particolare cura, infine, verrà riservata al monitoraggio della realizzazione degli impianti fotovoltaici. Questo sia per non superare il limite massimo dell’1% di Superficie agricola utilizzata (Sau) regionale interessata; sia per verificare il raggiungimento degli obiettivi di produzione di energia da fonti rinnovabili stabiliti a livello statale (burden sharing).

Infine, conclude la nota della Regione, viene istituita l’Anagrafe degli impianti fotovoltaici, a cui dovranno essere iscritti gli impianti che abbiano acquisito un titolo abilitativo e quelli che siano entrati in esercizio.

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