Galleria Ricci Oddi sotto i riflettori fino a primavera inoltrata. Ad aprile, dopo l’approvazione del bilancio, il Consiglio direttivo uscente passerà la mano per il prossimo quinquennio. E al centro del cono di luce c’è Massimo Toscani. Il presidente della pinacoteca di via San Siro, celebre notaio piacentino, pare infatti non sia dell’avviso di ripresentare la sua candidatura per un nuovo mandato.
Entrate mai viste
Peccato, commentano i suoi estimatori. In poco più di un anno e mezzo Massimo Toscani ha dato un contributo mai visto alla storia finanziaria della Ricci Oddi, grazie alla trasformazione della Galleria in Ente del terzo settore, avvenuta sempre sotto la sua regia, stavolta di natura professionale.
Basta guardare agli oltre 500mila euro raccolti tra i piacentini (privati e aziende) per il restauro delle sale della pinacoteca. Una generosità a cui si sommano le altre risorse incamerate con il prestito a fine 2024 del “Ritratto di signora” di Klimt al Castello di Bard (50mila euro) e con l’invio del capolavoro a Seul fino al 19 marzo, accompagnato da una settantina di opere (220mila euro). Un bel tesoretto per le esangui casse della Ricci Oddi che introitano circa 50mila euro all’anno dalla biglietteria, mentre il Comune di Piacenza da sempre ripiana i conti, con esborsi a cinque zeri. Il tutto in attesa di un vero rilancio, che riempia di visitatori la Galleria.
Made in Tarasconi
E dire che Toscani, già presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano, dopo le dimissioni di Jacopo Veneziani, era stato fortemente voluto alla guida della Galleria dal sindaco Pd Katia Tarasconi, con il benestare del suo successore a Palazzo Rota Pisaroni, Roberto Reggi. Ma adesso pare che la comunione d’intenti si sia un po’ guastata. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbe il naufragio della grande mostra sugli autoritratti che si doveva tenere questa primavera a Palazzo Xnl. Naufragio attribuito alla poca collaborazione dei vertici della Ricci Oddi rispetto alle richieste della Fondazione.
Così, dopo l’approvazione del bilancio e l’inaugurazione delle nuove sale, Toscani sarebbe pronto a fare le valigie. A meno che la prima cittadina di Piacenza, che nomina due dei sette componenti del Consiglio direttivo e per prassi indica il presidente della Ricci Oddi, non gli chieda apertis verbis di continuare il suo lavoro in via San Siro.
Difficile che questo avvenga, almeno nel clima attuale, che sconta anche la nuova sfida per la candidatura di Piacenza a Capitale europea della cultura. Quindi, alla luce delle future nomine, che competono per gli altri consiglieri della Galleria a Prefettura, Fondazione di Piacenza e Vigevano, Amici dell’Arte, Accademia di San Luca ed eredi Ricci Oddi, sarebbero partite le manovre per sondare altre figure che possano sostituire Toscani in primavera. Anche in vista di un successivo ampliamento del Consiglio direttivo che può sancire l’entrata di altri due componenti in rappresentanza di nuovi rilevanti partner finanziari.
Cherchez la femme
Se un paio di nomi per il dopo Toscani sono risaputi, quelli dell’imprenditore Franco Spaggiari, proprietario del “Museum in Motion”, e dell’avvocato Stefano Antonio Marchesi (nell’attuale Consiglio in qualità di presidente degli Amici dell’Arte), si torna a parlare anche di Leonardo Bragalini, storico dell’arte e imprenditore in ambito editoriale, già vicepresidente della Galleria e oggi nel Consiglio generale della Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Tuttavia, la vera novità in via di valutazione per il dopo Toscani sarebbe un’altra. Un’ipotesi piuttosto suggestiva: quella di segnare un passaggio storico per la guida della Galleria Ricci Oddi, che per la prima volta potrebbe vedere alla presidenza una piacentina volitiva e competente. E allora… Cherchez la femme.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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