Ricci Oddi: oggi si riunisce il Consiglio di amministrazione della Galleria d’arte moderna. Dopo le polemiche di questi giorni sull’esistenza di una trattativa alla fine smentita da Comune e Regione che voleva il Klimt a Parma 2021, forse sapremo quello che più preme ai piacentini. E cioè quando finalmente potranno vedere il “Ritratto di Signora” e farlo vedere al mondo con orgoglio ritrovato. L’assessore alla Cultura Jonathan Papamarenghi aspetta dal Cda della Galleria il progetto su questo evento entro il 15 settembre. E nel caso dovesse servire, ha annunciato che il Comune di Piacenza è disponibile a intervenire direttamente per organizzare il tutto.
Prima o dopo?
C’è chi propone di realizzare questo evento al più presto, come l’avvocato Corrado Sforza Fogliani, nel Cda della Ricci Oddi, presidente esecutivo della Banca di Piacenza e storico leader dei Liberali. Per accelerare i tempi, Sforza ha messo a disposizione Palazzo Galli, reso disponibile gratuitamente e con tutte le spese per lanciare l’evento coperte dalla Banca. Poi c’è chi pensa a una mostra da fare più in là nel tempo, nelle sale della Galleria, verso le festività natalizie. Un evento anticipato da un’anteprima di qualche giorno, se necessario organizzata anche in altri spazi pubblici, come lo stesso Papamarenghi ci ha raccontato in un’intervista.
Vedremo come andrà a finire, anche perché c’è chi non vuole pestare i piedi alle manifestazioni di Parma 2021 che partiranno a gennaio. Ma il dibattito sull’esposizione del “Ritratto di Signora”, capolavoro del grande artista austriaco, è solo la punta dell’iceberg di uno stallo che da troppo tempo ritarda il rilancio della Galleria piacentina. E dev’essere chiaro che il ritorno del Klimt nelle sale della Ricci Oddi non può mascherare tutti i problemi della pinacoteca. In parole povere, non può essere la scopa per nascondere la polvere sotto il tappeto, andando avanti come se niente fosse.
Dalla Fondazione al direttore
I problemi della Ricci Oddi e le ricette per il suo rilancio sono stati evidenziati a più riprese e da diversi esperti come Davide Gasparotto e Vittorio Sgarbi. Concentrandoci sui problemi da risolvere, propedeutici a qualsiasi rilancio, va detto che sono diversi e collegati.
C’è la delibera per trasformare la Galleria in una Fondazione, votata all’unanimità dal suo Consiglio e bloccata da tempo sul tavolo dell’Avvocatura dello Stato per un parere senza il quale non è possibile procedere a questo cambiamento.
C’è un direttore che manca sempre da un anno e mezzo. Una scelta non ancora effettuata che da sola spiega tutto l’immobilismo della Galleria. Perché il direttore lo deve scegliere il suo Cda, ma è pagato dal Comune. E quindi il primo chiede su quale budget si deve basare e il secondo attende delle proposte per poi decidere la spesa.
Personale e immobile
Al di là di questo palleggio, lo statuto della Ricci Oddi presenta altri punti deboli che possono essere superati solo con una sua radicale riforma. Basti pensare che oltre al direttore prevede solo la presenza di due custodi, sempre a carico del Comune. Mentre è chiaro a tutti che per gestire una galleria del genere, a maggior ragione se si punta a farla diventare il biglietto da visita artistico e culturale della città, oggi servono ben altre risorse umane, sia sul piano quantitativo che su quello qualitativo.
Vogliamo parlare poi dello stato in cui versa l’immobile? Finalmente il Comune ha finanziato con 500mila euro l’impianto di climatizzazione della Galleria, consentendone l’apertura a tempo pieno in tutte le stagioni e a salvaguardia delle opere esposte e degli eventuali prestiti per una corretta conservazione nelle sale.
Per il resto c’è tutto da fare. Per esempio ci sono gli appartamenti dei custodi da ristrutturare, che adeguatamente rivisti potrebbero rappresentare un interessante ampliamento degli spazi; anche come possibile merce di scambio con gli Amici dell’Arte, per recuperare alla Galleria vera e propria l’ala che oggi occupa l’associazione. E senza questi nuovi spazi non dimentichiamo che i magazzini della Galleria restano pieni di opere imballate che invece potrebbero essere esposte, offrendo al pubblico l’intera Collezione.
Piacenza aspetta
Che dire? Speriamo di poter essere al più presto a tu per tu con la “Signora”. Tuttavia, come abbiamo visto, la lista delle cose da fare è lunga e complicata, per non parlare del rinnovo del Cda della Ricci Oddi presieduto dal professor Massimo Ferrari che scade a fine anno.
Ma senza un deciso cambio di marcia, in un’ottica complessiva e più collaborativa tra tutti gli attori in campo, non si va da nessun parte. E neanche il ritorno alla luce del Klimt dopo i mesi nel caveau, potrà bastare a risollevare le sorti di una delle più belle e importanti Gallerie d’arte moderna italiane.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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