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Gesù l’ebreo: chi ha ragione tra la Segre e Tuiach?

Resurrezione (Piero della Francesca, 1460; affresco nel Museo Civico di San Sepolcro, provincia di Arezzo)

Gesù ebreo è uno scandalo per i cristiani? Secondo il consigliere comunale di Trieste, Fabio Tuiach, sembrerebbe di sì. A dire il vero, detta così, non si direbbe se sia una trovata per far accendere brevemente qualche riflettore su di sé. O piuttosto un caso di conoscenza a dir poco approssimativa della storia in generale e della religione in particolare.

C’è da dire che il mondo della comunicazione al tempo dei social è un caos indistinto, in cui risulta estremamente difficile orientarsi. Infatti, non è passato molto tempo da quando abbiamo parlato della divinità di Cristo, discussa da Eugenio Scalfari tirando in ballo i suoi colloqui con Papa Francesco. Adesso è la volta dell’appartenenza ebraica di Gesù, tacciata da Tuiach come affermazione ingiuriosa (o addirittura blasfema) della senatrice a vita Liliana Segre.

Vediamo i fatti. Nel corso di un dibattito sull’ennesima mozione locale per conferire la cittadinanza onoraria alla Segre, Tuiach ha fatto un intervento del seguente tenore.
La signora Segre è una simpatica vecchietta che lui inviterebbe a bere il tè. L’ammira molto perché è stata testimone di una delle pagine più brutte della storia. Tuttavia, il consigliere (eletto nelle fila della Lega, ora aderente a Forza Nuova e iscritto al gruppo misto) è stato offeso da un’affermazione della senatrice, secondo cui Gesù era ebreo. Pertanto, essendo profondamente cattolico e considerando Gesù il Figlio di Dio, Tuiach sulla mozione di conferimento della cittadinanza alla Segre ha deciso di astenersi.

Che dire? In sé e per sé, è indubbiamente un discorso un po’ strampalato. In concreto, sembrerebbe una provocazione politica oppure una richiesta di attenzione. Nel primo caso, Tuiach voleva stigmatizzare l’ossessione solidaristica verso la Segre, arrivata a 88 anni senza che quasi ci si accorgesse di lei nonostante il dramma del suo passato. Nel secondo caso, il consigliere comunale triestino ha provato con successo ad approfittare della notorietà del caso, per fare sapere al mondo che esiste anche lui. Diremmo: fine di una storia non proprio divertente, se non triste.

Tre domande 

C’è però anche un’altra possibilità, che forse non bisogna escludere a priori. Non perché sia quella giusta, ma perché conviene comunque domandarsi se la cultura generale e religiosa manifestata (a prescindere dalle intenzioni) da Tuiach sia comune a tanta gente. Chi era Gesù? Gesù era o è? E Cristo cosa significa? Nessuna di queste domande è banale. Proviamo brevemente a passarle in rassegna, abbozzando per ciascuna una risposta.

Gesù e la storia

Cominciando dalla prima, è chiaro che Gesù era un ebreo secondo la carne. Più precisamente, un pio israelita nato in Giudea e cresciuto in Galilea. Un ebreo marginale, si è detto talvolta; ma anche quest’affermazione necessita di qualche precisazione, se non di attenuazione. Perché, se è vero che era di umili origini e che, sia pure vivente e docente come un rabbino, non ha lasciato nulla di scritto, molti hanno scritto di lui. Sia quelli che lo hanno conosciuto e frequentato, sia quelli che ne hanno avversato la memoria e i seguaci, sia gli storici coevi.

Un punto, infatti, non può essere discusso, come la stessa appartenenza ebraica: Gesù di Nazareth è esistito. Lo attestano, oltre alle testimonianze dirette (confluite nei vangeli canonici e negli altri testi neotestamentari), anche gli scritti apocrifi (che non significa genericamente falsi, bensì non accettati dalla Chiesa come impegnativi per la fede), nonché gli storici propriamente detti. Pensiamo al latino Tacito, ovvero all’ebreo Giuseppe Flavio. Nonché ai riferimenti diretti ed espliciti di altri autori, come Plinio il Giovane e Luciano di Samosata.

Gesù e la fede

E veniamo alle altre due domande su Gesù, cioè se egli sia solo stato o sia tuttora e cosa significhi Cristo. Le dobbiamo associare perché entrambe ci fanno transitare dall’interesse storico all’interrogativo di fede. Le potremmo anche convertire in altri due quesiti, sostanzialmente analoghi. Gesù è anche risorto? E ancora: Gesù è il Signore? La risposta a queste domande, come si accennava, può venire solo dalla fede. Teniamo presente, come dato culturale, che in ambito cristiano è ormai superata la contrapposizione tra Gesù della storia e Cristo della fede. È cioè ormai acquisito che il rapporto tra le due dimensioni è circolare: il nazareno si capisce dalla Pasqua e il Risorto dalla vita pubblica.

Il problema, paradossalmente, è che a restare solo parzialmente risolto è proprio l’aspetto storico relativo a Gesù. Le fonti dirette, cioè il Nuovo (o secondo) Testamento, attestano storicamente solo che sia esistito. E, naturalmente, che sia morto per mano romana su istigazione dei capi giudei, in nome di una precisa idea di Dio e di un rapporto personale ed esclusivo rivendicato con Lui. Per il resto, i Vangeli e a maggior ragione Paolo ci parlano già di Gesù il Cristo. Sono scritti che si fanno delle domande, si danno una risposta e trasmettono le une e l’altra alla posterità. Non si limitano però a informare, ma interpellano. In tutti i casi, proprio perché le fonti dirette sono opera solo di credenti in lui e nella sua predicazione su Dio, parlare di Gesù senza parlare di Dio non è possibile. Perché non sappiamo si sia occupato di altro.

Dissentire sì, ma…

Chi avrà avuto la pazienza di leggere si sarà accorto che ne abbiamo fatta di strada, dalla sceneggiata in consiglio comunale a Trieste di Fabio Tuiach.
Abbiamo solo provato a dare una vaga idea della vastità e complessità dei problemi che vengono evocati, parlando di Gesù ebreo e Figlio di Dio. Siccome sicuramente non c’entrano niente con Liliana Segre, ci permettiamo di suggerire a Tuiach di non accostarli. E, volendosi del tutto legittimamente astenere sul conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice, di astenersi anche dal parlare a ruota libera.

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