Giorno della Memoria: oggi si commemora il 27 gennaio del 1945, quando venne liberato il campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Al Quirinale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato di “orrore che non ha mai fine”, ricordando le vittime dell’Olocausto; mentre la premier Giorgia Meloni ha condannato “la complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti, nelle deportazioni”.
Mattarella: un inferno sulla terra
Per il capo dello Stato, “ogni volta che ci accostiamo al tema della Giornata della Memoria, ogni volta che assistiamo alla rievocazione di quell’inferno sulla terra, ogni volta che sentiamo narrare le storie delle vittime e dei loro aguzzini, veniamo colti, nonostante i tanti decenni che ormai ci separano, da quella tragica catena di mostruosità, da angoscioso sbigottimento. Come se quella discesa dolorosa – ricordata, studiata, analizzata – al punto più oscuro della storia dell’uomo, riservasse sempre la scoperta di nuovi episodi, di nuove pagine, di un orrore che sembra non avere mai fine. Perché, in realtà, non ha mai fine”.
Un grazie alla senatrice Segre
Mattarella ha poi ringraziato la senatrice Liliana Segre, rinnovando “la riconoscenza della Repubblica per la sua preziosa testimonianza degli orrori vissuti e per il suo messaggio, sempre contrassegnato dal rigetto dell’odio, della vendetta, della violenza. Cara senatrice, in questa occasione solenne desidero esprimerle, a nome della Repubblica, la solidarietà, la stima e l’affetto a fronte di attacchi colmi, a un tempo, di volgarità e di imbecillità”.
Meloni: leggi razziali, un’ignominia
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha affermato: “Nel Giorno della Memoria ricordiamo i nomi e i cognomi delle vittime e rinnoviamo la memoria di ciò che è successo, anche attraverso la preziosa testimonianza dei sopravvissuti e dei loro discendenti. Oggi celebriamo i Giusti di ogni Nazione, che non esitarono a mettere a rischio la loro vita per opporsi al disegno nazista e salvare vite innocenti. In questa giornata torniamo a condannare la complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti, nelle deportazioni. Una pagina buia della storia italiana, sigillata dall’ignominia delle leggi razziali del 1938”.
Antisemitismo non ancora sconfitto
Purtroppo, ha aggiunto la premier, “a distanza di molti anni, l’antisemitismo non è stato ancora definitivamente sconfitto. È un morbo che è tornato a diffondersi, con forme nuove e virulente. Oggi ribadiamo il nostro impegno per prevenire e combattere ogni declinazione di questa piaga, che avvelena le nostre società e ha l’obiettivo di demolire i principi di libertà e rispetto che sono alla base della coesione sociale”.







