Giovanni Rana: in questo momento così buio per il nostro Paese, forse ci vorrebbero più imprenditori come lui e suo figlio Gian Luca. Quelli capaci di accendere la luce come hanno fatto l’altro giorno con una semplicità disarmante. Quelli che ti fanno pensare che quando sarà finita questa maledetta epidemia, forse ce la faremo a rimetterci in piedi. Ma prima di arrivare al presente, per capire il personaggio vale la pena di riavvolgere il nastro, e di tornare per un momento negli anni 60.
Da Verona agli States
La storia di Giovanni Rana è fatta di cose semplici condite da un pizzico di genio. Nel periodo del boom economico, il giovane figlio di un panettiere della provincia di Verona (San Giovanni Lupatoto) ha un’idea che in breve si rivela vincente: portare a domicilio la pasta fresca. “Se le donne non hanno più tempo di fare i tortellini, glieli faccio io e glieli porto anche a casa!”.
Da quel lontano 1962, quando venticinquenne apre il suo primo stabilimento, al 2012, quando sbarca in America con un ristorante a New York e una fabbrica di pasta fresca e di sughi a Chicago, la strada è ricca di soddisfazioni. Con una la ricetta che si basa su poche (e semplici) regole: attenzione agli ingredienti e alla qualità; rifiuto di cedere la proprietà alle multinazionali che gli fanno la corte; l’idea rivoluzionaria ma poi copiata da altri, di metterci la faccia nelle campagne pubblicitarie, che si concludono sempre con lo slogan: “Parola di Giovanni Rana”.
Segnali concreti
E veniamo al buio del Coronavirus e alla luce che ha acceso Giovanni Rana. Vista la situazione drammatica, l’imprenditore veneto non ci ha pensato due volte: ha aumentato gli stipendi ai suoi 700 dipendenti del 25% per ogni giorno lavorato, a cui si aggiunge un ticket mensile straordinario di 400 euro per le spese di babysitting.
L’ha deciso, spiega una nota dell’azienda, “come speciale riconoscimento dell’impegno profuso ai lavoratori impiegati nei cinque stabilimenti in Italia che stanno garantendo, anche in questo momento così difficile, dovuto all’ emergenza del Covid-19, la continuità negli approvvigionamenti alimentari”.
Il valore del piano straordinario di aumenti salariali? I conti li ha fatti il figlio Gian Luca amministratore delegato del gruppo veronese: due milioni di euro con una decorrenza retroattiva che va dal 9 marzo e coprirà anche il mese di aprile.
“Il Pastificio Rana vuole essere al fianco dei dipendenti e di sostegno alle loro famiglie in un momento di forte disorientamento, non solo lavorativo”, si legge ancora nella nota dell’azienda. Ma non basta. Gian Luca Rana ha deciso di stipulare anche “una polizza assicurativa a favore di tutti i dipendenti, compresi quelli in smart working, in caso di contagio da Covid-19, a integrazione del rafforzamento delle procedure di sicurezza e prevenzione già messe in atto dall’azienda per fronteggiare l’emergenza in corso”.
Business is business, ma…
Certo, dirà qualcuno, per chi produce prodotti alimentari questo è un momento chiave, come dimostrano le code davanti ai supermercati ogni giorno. E si può anche immaginare che la reale motivazione, sia solo quella di non perdere quote di mercato, o di provare a guadagnarne, evitando riduzioni della produzione. Ma anche se fosse? L’intento rimane lodevole, com’è significativo il coinvolgimento economico dei suoi dipendenti. Della serie, per noi siete importanti, siete un valore e non solo a parole.
Soprattutto in un momento come questo, con le tensioni sociali vicine al massimo, un gesto come quello di Giovanni Rana è quindi un bel segnale, che dà fiducia, e non solo chi lavora per lui. Chissà se il suo esempio di “metterci la faccia” sarà seguito dai tanti imprenditori che hanno copiato i suoi spot pubblicitari. In questo caso possiamo sperarlo, ma francamente non ce l’aspettiamo. Perché uno che accende la luce così, purtroppo non lo incontri tutti i giorni.
Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.
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