Piacenza

Girometta (Forza Italia): ultima chiamata per Papamarenghi e i disubbidienti di Piacenza

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Gabriele Girometta ostenta tranquillità. Ma il commissario provinciale di Forza Italia sa benissimo che il suo partito a Piacenza probabilmente non ha mai vissuto un periodo così difficile e complicato.

“Dobbiamo tornare a partecipare attivamente alla vita politica piacentina”, ci dice Girometta, tra l’altro sindaco di lungo corso a Cortemaggiore. “Abbiamo una grande area di potenziali elettori che sono alla finestra da troppo tempo. È ora di cominciare a recuperarli con persone ed azioni credibili, facendo parlare i fatti”.

E allora veniamo ai fatti. A Palazzo Mercanti Forza Italia è spaccata in due. Da una parte c’è un gruppo che fa capo a Jonathan Papamarenghi, ex coordinatore provinciale sostituito da Girometta nel novembre scorso. Con Papamarenghi, assessore a Turismo, Cultura, Scuola ed Europa della Giunta di Patrizia Barbieri, sono schierati Federica Sgorbati, assessore ai Servizi sociali, infanzia e pari opportunità; Francesco Rabboni, capogruppo del partito in Consiglio comunale; e Ivan Chiappa, consigliere e presidente della Commissione antimafia.

Sull’altro versante ci sono i consiglieri di Forza Italia Michele Giardino e Mauro Saccardi passati al Gruppo misto; senza dimenticare l’ex capogruppo Sergio Pecorara, anche lui seduto tra i banchi del Gruppo misto, che però ha lasciato ufficialmente il partito e pare sia in attesa di entrare nella Lega.

Girometta, come si sta muovendo per ricomporre questa frattura?

“Ho chiesto più volte al capogruppo e ai due assessori di organizzare una riunione per provare a ricostruire la nostra squadra, facendo rientrare i due consiglieri attualmente nel misto, Giardino e Saccardi, che si riconoscono sempre in Forza Italia. Ma Papamarenghi, Sgorbati, Rabboni e Chiappa continuano a rifiutare questo confronto”.

Perché disubbidiscono alla sua richiesta?

“Questo rifiuto è l’espressione di posizioni personali che non hanno lungimiranza politica. Prima di tutto, ricompattando il gruppo, saremmo in grado di supportare ancor di più l’area moderata di questo centrodestra, che va dai Liberali a Forza Italia e che a Piacenza, come dicevo, ha un importante bacino elettorale. Poi, con un gruppo consiliare di quattro persone anche gli assessori Papamarenghi e Sgorbati avrebbero un peso maggiore nella loro azione amministrativa. Ma queste motivazioni non vengono comprese”.

Chi è il suo interlocutore nella trattativa?

“Ho parlato con tutti spiegando le posizioni dei vertici di Forza Italia. È chiaro che in politica non si può essere simpatici a tutti anche nello stesso partito, ma bisogna darsi delle priorità. E le nostre sono quelle di avere un partito e un’amministrazione più forti con la ricostituzione del gruppo consiliare di Forza Italia”.

L’ultimo atto di questo scontro è la polemica innescata dal suo rifiuto a che Rabboni diventi consigliere delegato alla disabilità…

“Su questa vicenda Papamarenghi con un post su Facebook ha montato una polemica ad hoc. Sarebbe bastata una telefonata per chiarire le cose, ma non l’ho ricevuta”.

Perché lei non vuole che Rabboni abbia la delega alla disabilità?

“Non è così e non c’è assolutamente una mancanza di sensibilità da parte mia e del partito nei confronti della disabilità di Rabboni, come invece si è voluto far credere”.

E allora, come stanno le cose?

“Nell’ultima riunione di maggioranza è emersa l’intenzione del sindaco Barbieri di nominare due consiglieri delegati: Rabboni alla disabilità e il liberale Gian Paolo Ultori all’urbanistica. Tutte le segreterie hanno chiesto un po’ di tempo per riflettere sulla proposta”.

Nessun veto da parte sua?

No, ho solo spiegato al sindaco che prima vanno sentiti tutti i consiglieri di Forza Italia, perché tutti potrebbero ambire ad una delega. Se non si fa questo passaggio, allora dico no alla delega a Rabboni perché mina ulteriormente quell’equilibrio che sto cercando di creare tra i consiglieri del gruppo misto e quelli del gruppo ufficiale di Forza Italia. Per spiegarmi meglio, se permette, le faccio io una domanda”.

Prego, ci dica…

“Perché allora non dare una delega a Saccardi per il centro storico? Si sta occupando tantissimo dei problemi di questa zona della città, a partire da quelli dei commercianti. Perché Rabboni sì e Saccardi no? In più c’è un altro problema da affrontare…”.

Quale?

“So per certo che la Lega non è d’accordo sulla scelta di dare deleghe ai consiglieri comunali”.

Torniamo a Forza Italia: la situazione si potrebbe sbloccare con la nomina di Giardino nel nuovo Consiglio di amministrazione della Fondazione Teatri, una candidatura di cui si parla da tempo?

“Le rispondo così: considero il consigliere Giardino una persona preparata e competente anche per un ruolo del genere”.

Commissario Girometta, che tempi si è dato per risolvere questa spaccatura in Forza Italia e prendere i provvedimenti che riterrà opportuni?

“Guardi, noi abbiamo anche il problema di non danneggiare l’azione amministrativa del sindaco. La incontrerò quanto prima per discutere di questo tema. Ma dopo la polemica pretestuosa sul caso Rabboni, non c’è rimasto molto tempo per risolvere la situazione”.

 

 

 

 

 

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

1 commento

  1. Questi giochetti politici, in un momento storico così difficile, delicato, sanno di vecchio e inutile lontano un chilometro. Gente che merita solo di essere dimenticata e rimpiazzata con politici seri e veramente dediti ai (tantissimi) problemi dei cittadini. Che delusione questa giunta!

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