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Green pass: cicale o formiche? A noi la scelta…

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Green pass: dopo giorni la polemica non si placa. Macron in Francia lo ha imposto per l’ingresso in bar, ristoranti, voli e trasporti pubblici. Qualche nostalgico dei gilet gialli ha protestato ma in compenso un paio di milioni di francesi hanno prenotato il vaccino. Solo per prendere un caffè? Dubitiamo. Probabilmente la mossa di Macron lascia presumere che almeno in Francia ci sarà nei prossimi mesi una popolazione di serie A, che avrà libero accesso a stadi, discoteche, ristoranti e concerti e una di serie B che dovrà ogni volta procurarsi il tampone negativo. Oppure starà a casa.

E in Italia?

Alcuni partiti si sono detti favorevoli ad applicare il metodo Macron (Leu, Pd), altri hanno detto che si tratta di una insopportabile prevaricazione delle libertà costituzionali (Fratelli d’Italia, 5 Stelle). Altri ancora, come Lega e Forza Italia, non si sono detti pregiudizialmente contrari; ma hanno chiesto che se ne parli quando la situazione sarà peggiore di quella odierna. Draghi per ora tace, anche se immaginiamo che in cuor suo ne sarebbe solo felice.

L’articolo 32

Cominciamo dalle tanto proclamate libertà costituzionali. L’articolo 32 della nostra Carta fondamentale recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

Si poteva essere più chiari? A fianco del diritto dell’individuo, i padri costituenti pongono subito l’interesse della collettività, come se avessero previsto l’attuale pandemia. Aggiungono che per costringere qualcuno a vaccinarsi occorre una norma di legge (quella relativa ai sanitari, appunto) e conclude che il limite invalicabile della legge è il rispetto della persona umana. Un’iniezione nel braccio viola il rispetto della persona umana? Difficile da sostenere. Dunque se il Governo volesse, potrebbe rendere obbligatorio per tutti il vaccino. Ma tale norma non è stata approvata da nessuna parte del mondo, per ora, e così anche i nostri governanti ribadiscono che di obbligo non si parla.

Sanitari in rivolta: e gli insegnanti?

Non pochi medici e infermieri non solo rifiutano di vaccinarsi, ma hanno impugnato la legge nella parte in cui li sospende dallo stipendio a far tempo pare da settembre. Possono anche stare a casa, dicono, ma non senza paga. I medici sono stati obbligati perché sono a contatto con persone fragili. E gli insegnanti? Il numero di costoro che non si sono ancora vaccinati e non hanno alcuna intenzione di farlo (perché la loro finestra di prenotazione era seconda solo ai sanitari) è ancora più alto: circa 200mila. Ed è notizia di questi giorni che tra loro 8 su 10 respingono la proposta di dover esibire il Green pass per entrare in aula: libertà di scelta affermano, seguiti dal personale Ata e, incredibile, anche dai rappresentanti dei genitori.

La variante Delta galoppa

Intanto, e non poteva che essere altrimenti, la variante Delta prosegue ad infettare con numeri che raddoppiano ogni settimana. Per ora ospedali e terapie intensive non ne risentono, ma ricordiamo che se nel Regno Unito gli over 60 non vaccinati sono il 2% e in Portogallo il 17%, da noi sono circa il 30%. Il che vuol dire, senza essere facili indovini, che nel giro di un mese, gli ospedali torneranno a riempirsi. Il che vuol dire, siamo ancora sulla linea di monsieur de La Palisse, che nel prossimo ottobre saremo costretti a nuove, dolorose, inevitabili chiusure.

Il Comitato tecnico scientifico (Cts) ha da poco dichiarato che con l’espandersi della variante Delta la sospirata immunità di gregge, che era collocata tra il 75 e l’80% col virus basico, ora si colloca attorno al 95%. Il che significa, è sempre il Cts a parlare, che se escludiamo i fragili che non possono vaccinarsi, per ottenere l’immunità di gregge dovremmo proprio vaccinarci tutti.

La cicala e la formica

Inutile: la storia della cicala e della formica è vecchia di 2.700 anni ma non ci entra in testa. Rifiutiamo il vaccino per non sacrificare un giorno di ferie e poi quest’inverno, mentre altre nazioni più avvedute potranno marciare a pieno regime, torneremo a lamentarci delle nostre libertà conculcate da un “governo cattivo” che ci ha preso gusto a vederci rinchiusi.

Forse, ma per ora è proprio un forse, il Green pass servirà per i trasporti pubblici oltre che, come adesso, per matrimoni, discoteche, stadi e voli. E di certo arriverà anche il conseguente sistema sanzionatorio.

Da decenni nei ristoranti, nei bar, nei cinema, negli ospedali, negli uffici pubblici, sui trasporti pubblici e in volo è vietato fumare. Per tutti – tranne pochi irriducibili – è una misura di civiltà. Pochissimi hanno gridato all’attentato alla Costituzione. Perché? Perché si voleva tutelare l’altrui salute dal fumo passivo. Che differenza c’è col vaccino? Prima lo vorremo ammettere, meglio sarà per tutti.

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Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Collabora con le riviste L'Urtiga e Panoramamusei.

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