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Grillo sortition per il Senato: viaggio in una provocazione che fa discutere

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Grillo sortition per il Senato: tira in ballo l’antica Grecia, il Beppe a 5 Stelle, avanzando sul suo blog un’idea che definire balzana è un eufemismo. In prima battuta l’idea di creare un Senato di sorteggiati a caso tra i cittadini sembra una provocazione. Grillo ammette che si tratta di un’idea spiazzante. “Sembra assurdo, ma pensateci un attimo. La selezione dovrebbe essere equa e rappresentativa del Paese. Il 50% sarebbero donne. Molti sarebbero giovani, alcuni vecchi, altri ricchi, ma la maggior parte di loro sarebbe gente comune. Sarebbe un microcosmo della società”.

Il Senato nella storia

Dall’origine della Repubblica il Senato è stato sempre elettivo, ma la sua origine è ben diversa. Il Senato piemontese prima e il Senato del Regno poi erano di nomina regia. Il re nominava i senatori scegliendoli tra i militari più illustri, i letterati famosi, i funzionari di corte più servili. Era, insomma, un vero e proprio “cimitero degli elefanti”. Serviva quasi esclusivamente a tacitare con poca spesa (fino all’avvento della Repubblica l’incarico era gratuito) i grand commis del Regno sabaudo.

Ma Beppe si spinge ben più indietro per spiegare la Grillo sortition. “La selezione casuale è stata un elemento chiave del modo in cui si è svolta la democrazia nell’antica Atene. La ‘demarchia’ era un concetto fondante della civiltà classica, anche Aristotele, nella Retorica, definisce la democrazia stessa come la forma in cui si estraggono a sorte i rappresentanti”.

Venezia e le giurie popolari

Del resto, anche la repubblica di Venezia si è retta per secoli su un sistema di elezione a sorteggio, anche se la scelta era limitata agli iscritti nel “libro d’oro” delle grandi famiglie veneziane. Infatti gli storici definiscono il governo della Serenissima “oligarchia”, letteralmente governo di pochi  o “plutocrazia”, governo dei ricchi ma non certamente democrazia.

La sorprendente forma del sorteggio su cui si basa la Grillo sortition è presente anche nel nostro sistema istituzionale. Mai sentito parlare delle “giurie popolari”? Le nostre corti d’assise, chiamate a giudicare omicidi e altri gravissimi reati, sono composte da un presidente e un consigliere appartenenti alla magistratura togata e da sei cittadini estratti a sorte. E proprio da questo esempio possiamo trarre le nostre conclusioni: solo chi ha visto l’aria smarrita e spaurita dei giurati popolari può immaginare come si comporterebbe un Senato estratto a sorte.

I neo senatori non potrebbero che essere sottomessi ai funzionari, ai consiglieri parlamentari, alle lobby e a tutti gli altri centri del potere che gravitano attorno alle nostre istituzioni. Caro Grillo, un conto è governare Atene nel V secolo avanti Cristo, un conto la settima potenza mondiale.

Gli sconosciuti al potere

Si potrà anche dire che Macron è un “uomo nuovo”. Ma il leader francese è stato vicesegretario generale dell’Eliseo e ministro dell’economia prima di ascendere alla presidenza. Trump, altro “novellino”, è arrivato nella stanza dei bottoni a quasi 70 anni suonati e senza aver mai ricoperto incarichi pubblici, ma dopo essere stato un importante uomo d’affari per tutta la vita. Conte, per ora, si sta comportando bene, ma ci sembra l’eccezione che sta confermando la regola e, comunque, da professore universitario di diritto, non è lontanissimo dai meandri della politica.

E i parlamentari 5 Stelle? Grillo potrebbe anche rispondere che sono stati scelti “a caso” dalle parlamentarie del Movimento. Sì, ma sono attentamente guidati da pochi esperti di politica e comunicazione. Infatti, rispetto alle centinaia di onorevoli pentastellati, quelli noti e con “diritto di parola” si contano sulle dita di una mano.

Grillo sortition e democrazia

Insomma, se giochiamo allo sfascio ben venga anche l’idea balzana del sorteggio. Ma a questa stregua meglio abolire la seconda camera e fare di Palazzo Madama uno splendido museo, esponendo un po’ di opere d’arte tolte dai magazzini e mandando in soffitta qualche centinaio di senatori.
Perché la casalinga di Voghera e il cassintegrato dell’Ilva possono anche essere utili, ma l’una in cucina e l’altro nell’altoforno. A meno che, per scelta loro e non per Grillo sortition, decidano di impegnarsi in politica. E provino a farsi eleggere democraticamente in Parlamento. Dove per ora e per fortuna si arriva ancora con i voti dei cittadini.

Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

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