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I genitori di Sammy Basso si raccontano al Teatro President di Piacenza

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Laura Lucchin, Sammy e Amerigo Basso

I genitori di Sammy Basso, il padre Amerigo e la madre Laura Lucchin, stanno girando l’Italia per raccontare la loro esperienza di vita. A Sammy, scomparso a 28 anni il 5 ottobre 2024, era stata diagnosticata da piccolo la progeria, una rara malattia che causa un invecchiamento precoce e dunque un altrettanto precoce addio alla vita.

A Piacenza, Amerigo Basso e Laura Lucchin saranno protagonisti della serata “Vivere appieno ogni minuto”. L’appuntamento è giovedì 16 aprile alle ore 21 presso il Teatro President (via Manfredi 30). L’incontro a ingresso libero è promosso dal settimanale Il Nuovo Giornale, diretto da don Davide Maloberti, e dall’associazione Assofa, guidata da Michele Marchini, in collaborazione con la Famiglia Piasinteina e il suo presidente Danilo Anelli. Tra gli ospiti della serata, anche il vescovo monsignor Adriano Cevolotto e Alberto Carenzi, che racconterà l’esperienza di chi, nella disabilità, affronta con speranza e fiducia le sfide della vita di ogni giorno.

Come se avessimo cent’anni…

“Abbiamo cercato di vivere intensamente ogni giorno, come dovrebbero fare tutti”, racconta Laura Lucchin. “Perché nessuno sa qual è il tempo che gli è concesso su questa terra; serenamente, pensando, come diceva Sammy, che avessimo di fronte cento anni di vita. Certo, quando abbiamo avuto la diagnosi della malattia è stato come ricevere una pugnalata al cuore; allora non c’erano cure né farmaci, ma Sammy è sempre stato positivo. A mano a mano che cresceva gliene parlavamo e non ha mai visto la progeria come una condanna. Quando era bambino gli dicevo di chiedere a Gesù di farlo guarire, ma lui mi rispondeva che non l’avrebbe chiesto, perché se il Signore lo aveva fatto nascere così, c’era un motivo: aveva sicuramente un progetto su di lui”.

Una vita per gli altri

Sammy, spiegano i suoi genitori, “ha improntato tutta la sua vita al sostegno degli altri, compresi gli studi. Aiutava tutti, chiunque gli chiedesse consiglio o qualsiasi altra cosa. Fino al giorno prima di andarsene stava portando avanti ricerche all’avanguardia in materia di terapia genica, ben consapevole che se anche una cura si fosse presto trovata, non sarebbe stata per lui. Era tardi. La malattia aveva già lavorato troppo sul suo corpo, dunque una nuova cura non sarebbe servita a niente, ma a lui non interessava, si impegnava per quelli che sarebbero venuti dopo di lui”.

Nella stanza accanto

Ciascuno è definito nella vita dalle abitudini che vive. Sammy, aggiungono i suoi genitori, “teneva la sveglia sul cellulare tutte le mattine alla stessa ora. Iniziava la giornata ascoltando il Vangelo del giorno. Ascoltava le parole del Santo Padre, ci teneva moltissimo alla benedizione del cibo prima del pasto. La faceva ovunque e con chiunque fosse. Il partecipare alla messa, specialmente negli ultimi anni, era per lui un immergersi in ciò che accadeva, specialmente nei momenti più importanti: il fisico era lì ma lui era già altrove”.

Per mamma Laura, “Sammy continua ad esserci nella stanza accanto: noi lo sentiamo fortemente. Ce l’ha anche lasciato scritto nella lettera che aveva destinato a me e suo padre. Diceva sempre che questa vita è solo un passaggio per la vita vera, che viene dopo. Lui ha semplicemente fatto quel passaggio prima di noi”.

Da paziente a ricercatore

Nato il 1° dicembre del 1995 a Schio (Vicenza), laureato in scienze naturali e specializzato in biologia molecolare, Sammy Basso è morto, in modo inaspettato, mentre in un ristorante stava festeggiando il matrimonio di una coppia di amici. In una vita ha vissuto decine di vite, inseguendo sogni e progetti, lavorando fino all’ultimo come ricercatore insieme all’equipe di Boston di cui dall’età di 12 anni era stato paziente, e in un’equipe di ricerca di Bologna. La sua speranza concreta era poter aiutare chi si trovasse a vivere la sua stessa malattia. E oggi, con l’Associazione italiana progeria, i genitori di Sammy Basso sostengono la ricerca attraverso la raccolti di fondi per questo scopo.

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