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L’idrogeno ci salverà dall’inquinamento?

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Idrogeno: sono in molti ormai a sostenere che sia la soluzione ideale per generare energia pulita su larga scala. A hydrogen strategy for a climate-natural Europe è uno dei capisaldi del Green Deal europeo voluto dalla Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen, che si pone come obiettivo un’Europa a impatto climatico zero entro il 2050. E anche se la svolta green sul gas più abbondante nell’universo sembra ancora un’utopia, in molti settori è già avviata.

Idrogeno e XX secolo

Nella prima metà del XX secolo è stato sviluppato un prototipo di pila in grado di utilizzare idrogeno e aria per produrre piccole quantità di elettricità scartando solo acqua. Il vero salto in avanti, però, nella tecnologia a idrogeno sono state le missioni spaziali Apollo e Gemini nella seconda metà del XX secolo, dalle quali la ricerca ha accelerato fino ad oggi.

Nelle tecnologie del nuovo millennio questa molecola, anche combinata con altri gas potrà contribuire a ripulire le nostre fonti energetiche planetarie, sostituendole almeno fino al 20% grazie all’applicazione in ambiti come le ferrovie e nella nautica. Grandi passi avanti sono in corso anche nel settore aeronautico, dove l’azzeramento delle emissioni di CO2 mediante propulsione elettrica a idrogeno resta un traguardo anche se a lungo termine.

Acqua e ammoniaca

Però l’idrogeno puro non è disponibile in natura sul pianeta. La maggior parte di questo elemento viene estratto dai combustibili fossili e da composti organici attraverso processi chimici. Ma questi metodi oltre ad esaurire risorse non rinnovabili, generano CO2, aggravando l’effetto serra.

Il metodo concettualmente più semplice e più pulito per produrre la molecola allo stato puro è l’elettrolisi dell’acqua. Il processo elettrolitico permette la scomposizione dell’acqua in ossigeno e idrogeno grazie all’apporto di energia elettrica. L’idrogeno ricavato da questo processo però è allo stato gassoso; e deve essere trasformato in sostanza liquida per essere trasportato; in più ha un contenuto energetico molto basso rispetto al volume.

Ad oggi la fonte più efficiente per la produzione di idrogeno sembra l’ammoniaca (NH3). A sostenere questa tesi è Ugo Salerno amministratore delegato del Rina, gruppo di dimensioni globali attivo nel campo dei servizi di testing, ispezione, certificazione e consulenza ingegneristica.

L’accordo Rina-Snam

Salerno ha firmato un memorandum per avviare una collaborazione nel settore dell’idrogeno con Marco Alverà, amministratore delegato di Snam, una delle più importanti aziende d’infrastrutture energetiche al mondo. L’ambizioso obiettivo di Rina e Snam è quello di realizzare l’ampio potenziale dell’idrogeno come valore energetico fondamentale per la lotta ai cambiamenti climatici e alla decarbonizzazione del 95% entro il 2050 delle industrie e dei trasporti.

“Con questo accordo uniamo le competenze di Snam e quelle di Rina per accelerare l’introduzione dell’idrogeno come nuovo vettore pulito per il sistema energetico e dare ulteriore slancio alla creazione di una filiera italiana. L’utilizzo d’idrogeno verde nelle infrastrutture esistenti avrà un ruolo decisivo per abilitare la transizione energetica”, ha dichiarato Alverà. “Sono convinto che l’idrogeno rappresenti in questo momento una delle migliori opzioni per ridurre le emissioni di anidride carbonica nel pianeta”, ha aggiunto Salerno.

Tra l’altro Alverà ha, recentemente, pubblicato Rivoluzione idrogeno, la piccola molecola che può salvare il mondo,(Mondadori). Ne libro racconta quale potrebbe essere l’economia generata dall’idrogeno e quali le tecnologie e i meccanismi che permetteranno di favorire il cambiamento.

L’Europa ci crede

La Commissione europea tra i suoi obiettivi ha quello di ridurre notevolmente i costi di produzione dell’idrogeno pulito, in modo da renderlo competitivo rispetto a quello prodotto dalle fonti fossili (gas e carbone) con emissioni di CO2.

“Le strategie adottate oggi rafforzeranno il Green Deal europeo e la ripresa verde. E ci metteranno sulla strada della decarbonizzazione della nostra economia entro il 2050″, ha spiegato il vicepresidente esecutivo, Frans Timmermans. “La nuova hydrogen economy può essere un motore di crescita e quindi aiutarci a superare il danno economico causato dalla pandemia di Covid-19. Sviluppando e implementando una catena del valore dell’idrogeno pulito, l’Europa diventerà pioniere mondiale, conquistando la leadership nelle tecnologie pulite”.

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Caterina Pagani è laureata in Scienze della Natura e dell’Ambiente all’Università di Parma. Pur avendo un percorso di studi scientifico, ha sempre amato la letteratura.
Studia il pianoforte ed è appassionata anche di cinema e viaggi. Ha gestito un caffè letterario collaborando con artisti emiliani, lombardi e provenienti da altre regioni d’Italia. Da quasi un anno ha aperto un blog personale, il Barile dello Zucchero, dove scrive articoli sugli argomenti che le piacciono e diari di bordo dei suoi viaggi.

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